Diverticolo di Meckel: chirurgia, immagini, dieta, terapia

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Campione resecato chirurgicamente di un diverticolo di Meckel

Con “diverticolo di Meckel” (in lingua inglese “Meckel’s diverticulum”),ci si riferisce ad una anomalia congenita (presente fin dalla nascita) dovuta alla presenza di un residuo del dotto vitellino, che si organizza come un diverticolo, cioè un sacco a fondo cieco a livello ileale. Si verifica nel 2% circa della popolazione e si appalesa sul margine antimesenterico dell’ileo. La mucosa gastrica è presente nel 50% circa dei casi, mentre il tessuto pancreatico nel 5% circa dei casi (raramente sono presenti tessuti di natura epiteliale colica, biliare, endometriale). Deve il suo nome all’anatomista Johann Friedrich Meckel, che lo descrisse all’inizio dell’800.

Diverticolo di Meckel: dove si trova?

Il diverticolo di Meckel si localizza a livello dell’ileo, mediamente a circa 40-60 cm dalla valvola ileo-cecale (anche se può posizionarsi anche più lontano, entro i 100 cm di distanza dalla valvola). Ricordiamo che l’intestino tenue è composto da tre segmenti: duodeno, digiuno ed appunto l’ileo, che rappresenta l’ultima porzione dell’intestino tenue prima del suo collegamento con l’intestino crasso tramite la valvola ileo-cecale. La tipica posizione di un diverticolo di Meckel appare chiara grazie alla seguente immagine:

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Sintomi

In molti casi il diverticolo di Meckel è asintomatico; il sanguinamento è la complicanza più frequente (quasi la metà dei casi), dovuta ad ulcerazione secondaria e a secrezione acida dalla mucosa gastrica ectopica. L’emorragia può essere acuta, recidivante o cronica. In caso di emorragia, si verifica melena, cioè le feci sono nere-picee a causa dell’accumulo di sangue coagulato. Il sanguinamento è frequente nei bambini. In sintesi i sintomi possibili sono:

  • Malessere generale;
  • Crampi addominali;
  • Diarrea;
  • Disidratazione;
  • Dolore addominale;
  • Dolore addominale alla palpazione;
  • Febbre;
  • Gonfiore addominale;
  • Melena;
  • Meteorismo;
  • Rettorragia;
  • Sangue dall’Ano;
  • Sangue nelle feci;
  • Vomito.

Alcuni sintomi generalmente compaiono solo in presenza di complicanze.

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Diagnosi e diagnosi differenziale

La diagnosi viene sospettata in base ad anamnesi ed esame obiettivo e viene confermata in base all’esame scintigrafico (medicina nucleare) o all’angiografia. Il tecnezio usato in medicina nucleare si distribuisce principalmente nella tiroide e nel fondo dello stomaco mentre per definizione non va nell’intestino: invece nell’addome di un paziente con il diverticolo si osserverà un’area nettamente ipercaptante a livello intestinale, permettendo la diagnosi. Conferme ulteriori potrebbero giungere da radiografia, TAC e/o ecografia addominale.
In alcuni casi ci possono essere dei dubbi: qualora sia presente un’area ipercaptante in prossimità della vescica, potrebbe trattarsi di urina che ristagna nell’ultimo tratto dell’uretere. Si somministra dunque lasix e nel caso in cui l’area non scompaia, la diagnosi di diverticolo di Meckel è confermata.
L’infiammazione del diverticolo può dare luogo ad un quadro clinico che simula l’appendicite acuta oppure può andare incontro a perforazione. La diagnosi dovrebbe essere considerata nei pazienti in cui la fonte del sanguinamento gastrointestinale non può essere individuata. Nel bambino, una causa frequente di emorragia importante è proprio il diverticolo di Meckel quindi dovrebbe essere sospettato in caso di sanguinamento in età pediatrica.

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Complicanze

Complicanze possibili sono l’infiammazione e la perforazione del diverticolo. Un’altra complicanza possibile è l’intussuscezione o il volvolo intorno al cordone fibroso che connette il diverticolo all’ombelico nel 25% circa dei casi. Un paziente con diverticolo di Meckel ha il 6% di rischio in più di sviluppare:

  • ostruzione;
  • intussuscezione;
  • infiammazione (meckelite);
  • perforazione.

Le complicanze sono quasi 3 volte più frequenti nel maschio rispetto alle femmine.  L’ostruzione può essere causata da volvolo, intussuscezione, erniazione (ernia di Littre), compasso arterioso, diverticolite cronica, litiasi, bande fibrose, tumori.
La meckelite rappresenta il 20% dei casi sintomatici, con un quadro clinico che può essere spesso confuso con una appendicite acuta.
La perforazione avviene per diverticolite, ulcerazione secondaria a mucosa gastrica, corpi estranei, bezoari, trauma, tumore.
I tumori nel diverticolo del Meckel sono rari, presentandosi con incidenza di 0,5-1,9%. Possono essere benigni (lipoma, amartoma) o maligni: carcinoidi (44%), tumori mesenchimali (35%) come il GIST (12%) e il leiomiosarcoma, adenocarcinomi (16%) e tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde.

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Trattamento

L’intervento chirurgico è generalmente indicato solo nel caso in cui sono sorte complicanze. Se necessario, il trattamento di un diverticolo di Meckel è chirurgico, con resezione del tratto ileale interessato. Generalmente si è dimessi dopo una settimana dall’intervento.

Dieta

I cibi generalmente considerati da evitare sono:

  • verdure;
  • bevande gassate;
  • lattosio in grandi quantità;
  • fritti;
  • cibi ricchi di grassi;
  • legumi;
  • frutta zuccherina;
  • insaccati;
  • dolci;
  • gelati;
  • pane in cassetta.

Evitare cibi difficilmente masticabili come i semi oleosi come noci, nocciole, mandorle, pistacchi, pinoli, arachidi, sesamo, semi di papavero, semi di canapa e di lino). Evitare inoltre cibi contenenti porzioni non digeribili quali la buccia ed i semi interni come pomodoro, melanzane, fichi, cetrioli, kiwi, anguria, uva e melograno.

IMPORTANTE: chiedi sempre al tuo medico i cibi consigliati e quelli sconsigliati.

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