Ernia interna ed esterna: definizione, significato, classificazione

MEDICINA ONLINE ERNIA ADDOMINALE INGUINALE IATALE CRURALE OMBELICALE DISCO ESOFAGEA CEREBRALE CEREBELLARE TORACICA INTERNA ESTERNA PORTA SACCO CONTENUTO SCROTO TESTICOLI INTESTINO CONGENITE ACQUISITE.jpgCon “ernia” si intende la fuoriuscita di un viscere dalla cavità del corpo che normalmente lo contiene, attraverso un orifizio o un canale anatomico fisiologicamente esistente nell’organismo. Le cavità interessate da erniazione sono principalmente tre:

  • cerebrale;
  • toracica;
  • addominale.

Qualsiasi organo o tessuto fuoriesca da tali cavità, prende il nome di ernia.

Rispetto alla dislocazione dei visceri, le ernie possono essere:

  • ernie interne: quando lo spostamento del viscere avviene all’interno del corpo e tende a non essere visibile dall’esterno;
  • ernie esterne: quando il viscere, infiltrandosi tra le strutture che compongono una parete (specie quella addominale), si dirigono verso la cute diventando evidenti dall’esterno.

In base al tipo di viscere interessato, le ernie sono di varie tipologie:

  • ernie cerebrali e cerebellari: sono ernie interne secondarie allo sviluppo di masse tumorali che impegnano il forame occipitale (ernie tonsillari) o il foro ovale;
  • ernie del disco: sono ernie interne caratterizzate dalla dislocazione del nucleo polposo nel canale spinale del rachide cervicale, toracico, lombare o lombo-sacrale;
  • ernie diaframmatiche: sono ernie interne caratterizzate dalla dislocazione di visceri addominali in direzione della cavità toracica: la più frequente è rappresentata dalla ernia iatale in cui parte dello stomaco protrude nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo;
  • ernie addominali: sono ernie esterne che interessano i visceri addominali mobili.

Le ernie più diffuse sono quelle inguinali, seguite dalle ernie crurali (anche chiamate “femorali”) e dalle ernie ombelicali.

Ernia di Richter

Un’ernia viene definita di “Richter” quando il bordo antimesenterico dell’intestino protrude nel sacco erniario, ma non fino al punto da interessare l’intera circonferenza dell’intestino stesso.

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Ernia iatale

Struttura dell’ernia

Ogni ernia è caratterizzata da tre parti fondamentali:

  • una porta attraverso la quale si fa strada e che la contraddistingue: ernia inguinale, crurale, ombelicale;
  • un sacco costituito dal peritoneo parietale estroflesso e nel quale sono distinguibili un “colletto” (orifizio del sacco), un “corpo” ed un “fondo”. Il sacco, accrescendosi, si infiltra tra i vari strati che compongono la parete addominale fino a raggiungere il piano sottocutaneo;
  • un contenuto rappresentato dal viscere erniato.

Il contenuto dell’ernia può avere o non avere la proprietà di rientrare nella cavità originaria: in relazione a questa caratteristica è possibile distinguere le ernie in:

  • riducibili: quando il contenuto rientra in addome. Ciò può avvenire spontaneamente, nel passaggio dalla posizione eretta a quella supina, o mediante una delicata manovra di spremitura per taxis. Le ernie riducibili vengono, a loro volta, distinte in:
    • contenibili: se la massa, una volta riposizionata in addome, vi rimane
    • incontenibili: quando i visceri ritornano immediatamente fuori al cambio di postura o al minimo sforzo, quale può essere un colpo di tosse.
  • irriducibili: quando non è possibile riportare in addome il contenuto . La irriducibilità di un’ernia è legata alla quantità eccessiva o alla voluminosità dei visceri erniati ma più spesso alle aderenze che si formano tra loro e con le pareti del sacco.

Si dicono “permagne” le ernie particolarmente voluminose ed irriducibili perché la quantità di intestino fuoruscito è talmente grande da aver perduto, come si dice, il diritto di domicilio in addome.

Eziopatogenesi

Le ernie addominali possono essere divise in:

  • ernie congenite: l’ombelico (passaggio del cordone ombelicale) e il dotto peritoneo vaginale (migrazione del testicolo nello scroto) sono due strutture presenti nel feto che vanno incontro a obliterazione dopo la nascita. Una loro chiusura insufficiente dà luogo alla formazione di ernie dette congenite, rispettivamente:
    • onfalocele e ernia ombelicale neonatale nel caso dell’ombelico;
    • ernia inguinale congenita quando viene impegnato il dotto peritoneo vaginale residuo;
  • ernie acquisite: sono quelle che si fanno strada attraverso aree di debolezza della parete addominale.

Nel meccanismo patogenetico dell’ernia è necessario che si verifichino due condizioni:

  • condizione predisponente: può essere una malformazione o una debolezza congenita della parete o un suo assottigliamento quale si può osservare nelle magrezze costituzionali, nell’età avanzata, in corso di gravidanza;
  • condizione scatenante: dovuta all’aumento della pressione endo-addominale. Responsabili possono essere situazioni patologiche come l’ascite o la bronchite cronica(per i continui colpi di tosse) o la stipsi cronica, ma anche l’obesità, gli sforzi ripetuti o quelli eccessivi.

Il prevalere dei fattori predisponenti o di quelli scatenanti determina la distinzione tra:

  • ernie da debolezza;
  • ernie da sforzo.

In ogni caso i visceri mobili addominali, premendo contro le pareti che li contengono, possono impegnarsi in alcuni orifizi o canali anatomici che servono al passaggio di vasi, nervi o altre strutture e che sono presenti in determinate aree dette, per questo motivo, porte erniarie. Aumenti di pressione intensi (sforzi) o reiterati sulle porte erniarie determinano un cedimento progressivo delle strutture parietali, e quindi anche del peritoneo parietale che riveste la cavità addominale, con formazione di una estroflessione sacciforme nella quale i visceri possono insinuarsi. Aumenti di pressione più modesti o occasionali possono determinare lo stesso effetto quando esercitati su aree indebolite.

Nome dell’ernia

Le ernie assumono il nome dalla porta erniaria attraverso la quale si fanno strada:

  • ernia inguinale: si fa strada nella regione inguinale; predilige il sesso maschile e costituisce in assoluto l’ernia più frequente. Si riscontra nella prima infanzia (forma congenita) ma particolarmente nell’età adulta (ernia da sforzo) e nella vecchiaia (ernia da debolezza);
  • ernia crurale: conosciuta anche come ernia femorale, si manifesta nella regione crurale (in corrispondenza del triangolo di Scarpa: anello muscolare in cui passa il fascio vascolonervoso femorale). Si fa strada attraverso la porta crurale, orifizio che serve al passaggio dei grossi vasi della coscia: arteria e vena femorale. E’ la seconda in ordine di frequenza. Colpisce prevalentemente il sesso femminile a causa della conformazione del bacino.
  • ernia ombelicale: impegna l’ombelico. Si riscontra in entrambi i sessi e a tutte l’età. Molto frequente nelle persone obese ed in presenza di ascite.
  • ernia epigastrica: si forma lungo la linea alba;
  • ernia semilunare: è detta ernia di Spigelio o ventrale laterale per la posizione che occupa di lato al muscolo retto nel punto in cui i vasi epigastrici incontrano la linea semilunare di Spigelio;
  • ernia otturatoria: si fa strada attraverso il forame otturatorio, alla radice della coscia;
  • ernia lombare: da non confondere con le ernie del disco a livello lombare. Se ne conoscono due varietà:
    • ernia di Petit: quando si manifesta nel triangolo di Petit formato dalla cresta iliaca, dal Muscolo gran dorsale e dal Muscolo obliquo esterno;
    • ernia di Grynfeltt-Lesshaft : se impegna il triangolo lombare superiore formato dai muscoli spinali, dal Muscolo obliquo interno e dal margine della XII costa.
  • ernia del disco: compare quando il nucleo polposo fuoriesce dall’anello fibroso e si sposta verso le radici nervose della colonna vertebrale, creando così un conflitto disco-radicolare che può portare dolore.

Sintomi, diagnosi e cura

Il paziente con ernia si può presentare con tumefazione e vari altri sintomi relativi alla zona di insorgenza ed alla gravità. La diagnosi si basa sull’anamnesi, sull’esame obiettivo e su indagini strumentali come RX, TAC ed ecografia. La cura è generalmente chirurgica.

Per approfondire i vari tipi di ernia, leggi:

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