BoJack Horseman, Il panorama a metà strada: curiosità, analisi, riflessioni, significati

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ATTENZIONE: SPOILER per chi non ha visto TUTTE le sei stagioni di BoJack Horseman

Siete pronti ad intraprendere un viaggio nella testa del nostro cavallo animato preferito?

Nel penultimo episodio della sesta ed ultima stagione della serie BoJack Horseman, “Il panorama a metà strada”, mentre BJ sta letteralmente affogando nella piscina, si immagina quello che vediamo nell’intera puntata. E’ interessante notare come, nella mente di BoJack, sia proprio lui a condurre fisicamente Sarah Lynn in quella casa, che rappresenta la morte: è l’inconscio di BoJack, che è convinto di essere stato lui a condurre Sarah alla morte.

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E’ interessante notare anche come, nell’arco della puntata, Sarah Lynn, cresca scena dopo scena, il che è molto simbolico dal momento che BoJack l’ha letteralmente vista crescere. Vi ricordate? Guardando l’episodio pilota BJ scherza anche sul fatto che:

“La piccola Sabrina ci è cresciuta proprio davanti agli occhi, eh Todd”. (episodio 1 stagione 1 minuto 13).

Un attimo prima che BJ dia le ortensie alla madre, quest’ultima dice agli altri:

“Hey ragazzi è arrivato BoJack”.

Perché la madre non annuncia anche Sarah, visto che sono arrivati insieme? Forse perché Sarah in realtà, essendo già morta, faceva già parte di quella casa (la morte), mentre è solo BoJack a “stare arrivando” (leggi: “morendo”).

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Notate inoltre che BJ porta in dono una ortensia: non so se lo sapete ma le ortensie sono note per essere velenose e mortali per numerosi animali, tra cui cani, gatti e… cavalli. Per crescere hanno inoltre bisogno di moltissima acqua e vi ricordo che BJ sta annegando in quel momento. Particolare non indifferente: in lingua cinese le ortensie sono chiamate “Fiori degli otto immortali“: nell’episodio vediamo infatti proprio otto personaggi, che sono morti (o quasi) ma che sono in effetti immortali nell’inconscio di BJ.

Interessante notare che, nel “linguaggio dei fiori”, i diversi colori di una ortensia significhino cose di verse. In particolare, regalare un mazzo di ortensie rosa (quelle che BJ regala alla madre) significa che la persona che lo riceve è la sola e unica che amiamo: forse inconsciamente BJ rivela che la madre, sotto sotto, è l’unica donna che abbia realmente amato in vita sua? BJ offre le ortensie rosa alla madre: lui le offre il suo amore e lei… avverte che le metterà tra le cose inutili. L’amore che BJ offre a sua madre è visto, nel suo inconscio, come qualcosa che la madre reputerà inutile, al pari di “un po’ di sporcizia per la casa”. Terribile vero? Regalare ortensie ha anche il significato di volersi allontanare dalla persona a cui le si sta dando: come Beatrice ha fatto nei confronti di Corbin Creamerman perché incinta di Bojack.

Nella cultura giapponese, infine, le ortensie significano “mi dispiace”: anche questo un messaggio rivolto alla madre per come l’ha trattata nel finire della sua vita, abbandonandola in quella stanza con la vista sul muro?

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Nelle scene che seguono l’ortensia cresce e prende il controllo del corridoio, impedendo a BoJack di fuggire: è l’inconscio di BoJack che gli ricorda che è intrappolato in quella casa (la morte) dalle proprie stesse azioni (lui ha portato la pianta/morte e lui ha fatto tutta una serie di azioni che lo hanno condotto ad affogare in piscina).

In casa ci sono numerosissimi quadri, ma in pochi si sono accorti di un particolare: c’è anche lo stesso quadro che BJ ha in casa sua con un cavallo che nuota ed un’altro che lo sta a guardare (Portrait of an Artist – Pool with Two Figures, di David Hockney):

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Tuttavia c’è una differenza: in questo caso il cavallo è morto affogato. Ovvio a cosa si riferisca, visto che in quel momento BJ sta letteralmente morendo nello stesso identico modo.

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Triste poi notare come in ben due quadri appesi alla parete ci siano raffigurati i genitori di BoJack che guardano in direzioni opposte, col povero figlio lasciato da solo nel mezzo. Quanto poco amore traspare da queste immagini… L’inconscio di BJ vede così il rapporto tra i propri genitori, rapporto che lui stesso ha coniugato nello stesso modo con ogni partner della sua vita: due persone con prospettive di vita opposte.

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META STRADA QUADRI APPESI ALLA PARETE LUI AFFOGA GENITORI GUARDANO OPPOSTI CASA

Sono presenti altri quadri significativi: il ritratto di Crackerjack (lo zio da parte di madre), quello della famiglia di Beatrice appeso nella casa al lago, il quadro “psichedelico” appartenuto al padre di Beatrice ed uno che raffigura la casa di Horsin Around.

Nella casa, tutti cercano di scacciare un uccello, ma senza riuscirci: è un cardellino rosso, che rappresenta nella simbologia cristiana l’anima dell’uomo che al momento della morte vola via. L’anima di un cavallo che sta abbandonando il proprio corpo che affoga.

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Nessuno riesce a far volar via il cardellino, proprio perché BJ è ancora vivo e la sua anima è ancora al suo posto. Solo BJ riesce a mandarlo via, forse perché nessuno può scacciarlo (cioè far morire BJ) se non BJ stesso. Alla fine si scopre comunque che l’uccello, in teoria scacciato da BJ, in realtà è ancora in casa: simbolo del fatto che BJ – apparentemente ucciso da lui stesso – sia in realtà ancora vivo.

La presenza di un uccello in casa, secondo credenze popolari diffuse in tutto il mondo, assume significati variegati e spesso opposti. Secondo una credenza superstiziosa di alcune culture, quando un uccello vola in una casa, è un segno che gli abitanti della casa riceveranno presto un messaggio importante. Secondo altre culture un uccello in casa è simbolo di sventura (quale maggior sfortuna se non morire affogati scivolando in una piscina?). Il detto “uccello del malaugurio” deriva proprio da questa credenza popolare, ossia che se un uccello entra dentro casa, annuncia il decesso di qualcuno. Secondo altre culture ancora, un uccello rosso è simbolo di amore e felicità: tutti i componenti della casa cercano di prenderlo, ma nessuno ci riesce: anche questa potrebbe essere una chiave di lettura, visto che tutti i personaggi hanno in vita cercato di raggiungere una felicità che però gli è sfuggita.

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BJ in una scena parla col suo “eroe”: Secretariat. L’inconscio di BoJack immagina la scena non in un luogo casuale, bensì la fa svolgere esattamente sullo stesso ponte e nello stesso esatto punto in cui il cavallo atleta si è suicidato. Lo potete notare dalla posizione dei piloni del ponte (uno dritto, posto alla destra di Secretariat, uno diagonale, alla sua sinistra).

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META STRADA SECRETARIAT SI SUICIDA SUICIDE SUICIDIO PONTE BRIDGE MORTE DEATH DEAD

Molti si sono chiesti: perché in questa puntata compare Secretariat al posto del padre di BJ, Butterscotch? A tal proposito è illuminante la loro conversazione sul ponte: l’inconscio di BJ fa dire a Secretariat/Butterscotch:

“Sappi che a me importava molto di te… ho alzato dei muri con voi ma, ci tenevo tanto a te BoJack, a te ed anche a tua madre… desideravo il vostro rispetto ed il vostro amore. Non volevo che voi ve ne accorgeste, ma lo desideravo”. (minuto 16).

Dentro di sé, BJ avrebbe voluto che queste parole uscissero dalla bocca di suo padre, almeno una volta nella vita. Cosa mai successa.

BoJack risponde:

“Peccato non aver parlato così nella vita reale”.

In questo rimpianto di BJ, c’è tutta la sua vita, visto che molti suoi aspetti e comportamenti sono causati da questa sua assenza di comunicazione da parte del padre. A distanza di anni, nonostante sia ormai un adulto, per BoJack la figura paterna è ancora un tabù, una persona inavvicinabile, con cui è impossibile avere un dialogo normale padre-figlio, neanche immaginato, quindi inconsciamente evita un dialogo col padre e lo ha con la sua vera figura paterna ideale della sua infanzia: Secretariat. L’atleta veniva imitato spesso da BJ, talmente tanto che BJ da bambino arriva a fumare una sigaretta per imitarlo e non credo sia casuale che condividano una sigaretta anche durante la conversazione sul ponte (in sei stagioni abbiamo visto BJ fumare molto raramente). L’ultima sigaretta prima del suicidio di Secretariat, come avviene con tanti condannati a morte.

Ricordiamo infine un fatto non indifferente: Secretariat è morto affogato buttandosi in acqua ed è normale, vista la situazione, che l’inconscio di BJ lo richiami, visto che anche lui sta morendo affogato dopo essere caduto nell’acqua. Secretariat indica il punto in cui ha impattano con l’acqua sotto al ponte: guardandoci BJ scopre che sta morendo affogato a sua volta.

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Interessante notare anche come Secretariat/Butterscotch arrivi in ritardo, quando gli altri sono già a tavola: è l’inconscio di BJ, che ancora ce l’ha con lui per tutte le volte in cui suo padre lo ha fatto aspettare, come ad esempio dopo un allenamento di calcio.

Rimanendo in tema Secretariat, per tutta la serie si può intuire come egli, in assenza di entrambi i genitori, fosse il vero modello di adulto di BJ. Secretariat simboleggia una fuga dalla realtà deprimente e violenta di BoJack bambino. Quando Secretariat si suicida, la mente di BoJack perde per sempre quel modello e quella fuga dalla realtà: per questo motivo in seguito cerca costantemente di emulare quella fuga per tutta la vita in tutti i modi possibili, con alcol, droghe e relazioni. È innegabile che BoJack voglia fortemente essere come il suo mito Secretariat: avere successo in televisione, fare talk show, fino ad arrivare ad anelare di interpretarlo in un film, cosa che corona la sua identificazione nell’atleta. In base a tutti questi parallelismi, il suicidio era quasi sicuramente destinato a far parte anche della narrativa di BoJack (almeno da un punto di vista letterario, ma probabilmente anche realisticamente: il suo unico modello genitoriale ha posto fine alla sua stessa vita e questo lascia un enorme impatto psicologico, con evidenti riflessi post-traumatici nell’intera vita di BoJack).

Penso che ciò che sia veramente interessante dei parallelismi Secretariat/BoJack, però, è che BoJack alla fine non finisca per uccidersi. Invece di emulare fino all’ultima tragica azione, l’unica figura positiva che abbia mai avuto, sta finalmente creando la sua narrativa e diventando la “sua” persona, trovando lentamente sé stesso. Un po’ come la fine della terza stagione: sta per uccidersi in autostrada, ma vede dei cavalli correre liberi e ne rimane colpito, evitando di darsi la morte. A me sembra che l’intera serie possa essere letta come una lotta costante tra BoJack che si trasforma nella figura autodistruttiva di Secretariat/Butterscotch e BoJack che forgia il proprio percorso e la propria identità, ed evitare il suicidio è intrinsecamente un fattore importante in quella lotta.

Ma torniamo alla penultima puntata dell’ultima stagione. Ad un certo punto sono tutti a tavola: in qualsiasi cultura del mondo il condividere un pasto è sinonimo di vicinanza e di comunione: in questo caso la comunione è soprattutto data dalla sorte che accomuna tutti i partecipanti. Ah, avete notato che l’imbottitura della sedia a capotavola di BoJack ricalchi incredibilmente quello dell’interno di una bara ed anche la forma stessa dello schienale richiami una bara aperta vista dall’alto? Ovviamente la sedia del protagonista è a capotavola ed è più appariscente di quella degli altri invitati, sia perché nella sua mente gli altri lo considerano l’ospite d’onore, sia perché nell’inconscio di BJ lui è sempre narcisisticamente superiore a tutti gli altri.

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Guardiamo ora nei piatti di ciascun invitato e notiamo che ognuno mangia l’ultimo pasto che ha avuto prima di morire:

  • la mamma di BJ i pasti ospedalieri serviti nella casa di riposo,
  • Sarah Lynn hamburger e patatine,
  • Herb Kazzaz le noccioline a cui è allergico,
  • Crackerjack Sugarman (lo zio di BJ) le razioni tipiche dei soldati.
  • Corduroy Jackson Jackson un semplice limone.

Il piatto di BJ è però quello più interessante: contiene le pillole che ha assunto prima di buttarsi in piscina. Ha anche di fronte a se una bottiglia d’acqua che sa di cloro, quello stesso cloro che – nella realtà – ha in bocca mentre sta affogando nella piscina. Se ne lamenta col maggiordomo Zach Braff.

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Interessante il piatto di Secretariat: uova e whisky. Un pasto salutista/non salutista solo apparentemente in antitesi, poiché rappresenta la doppia anima di Butterscotch/Secretariat: uova per un atleta come Secretariat alla ricerca di proteine e superalcolico per un alcolista come Butterscotch alla ricerca di evasione dalla realtà.

Il piatto di Sarah è uno di quelli che ha sempre catturato molto la mia attenzione: è un pasto ipercalorico che una come lei, costretta dallo spietato mondo delle star hollywoodiane ad essere sempre in linea, si è probabilmente sempre solo sognato e non è un caso che solo nel suo ultimo pasto possa finalmente permetterselo, come un condannato a morte che sceglie i piatti più succulenti come ultima cena. Le stesse costrizioni imposte da quel mondo falso e dorato (e dalla madre che l’ha sfruttata fin da bimba) sono probabilmente le vere cause che l’hanno condotta alla morte, lei che invece sognava di fare l’architetto.

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Sarah ha un vestito molto particolare: le mani sono l’opposto speculare di quelle raffigurate nel vestito indossato al funerale di Herb. Forse ad indicare la differenza tra quando era viva ed ora che è morta. Interessante notare anche come Herb sia inghiottito dal catrame: così come in molti pazienti con cancro le metastasi raggiungono ogni parte del corpo lentamente ed inesorabilmente, anche Herb verrà progressivamente ricoperto dal catrame, poco a poco. Capita qualcosa di simile nel film del 2018 Annientamento.

Lo stesso catrame riempie Hollywood e le persone ed aveva costretto Charlotte a fuggire da Los Angeles, per non rimanerne invischiata. Lei aveva trovato una felicità che solo BJ è riuscito a scalfire, portando un po’ di quel catrame in seno alla sua famiglia.

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La canzone interpretata da Sarah è anche simbolica. E’ “Don’t Stop Dancing ‘Til The Curtains Fall“, traducibile in italiano con “Non smettere di ballare fino a che non cala il sipario“. E’ la stessa canzone che l’inconscio di BJ aveva fatto cantare a Gina nell’undicesima puntata della quinta stagione (“Crisi nella serie”). La canzone parla di come non ci si debba fermare di fronte a nulla per poter conquistare la vetta ed il successo (una vetta rappresentata dal pianoforte che si innalza sempre di più e sempre più pericolosamente, visto che più in alto si va e più ci si fa male se si cade, come successo in effetti a Sarah). L’avere successo a tutti i costi, con il fine che giustifica qualsiasi mezzo, è certamente uno dei modi migliori per disintegrare la propria vita, come successo alla giovane.

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Anche qui è l’inconscio di BJ che ci dice una cosa: lui si sente in colpa per aver più volte spinto Sarah, fin da bambina di pochi anni, a fare di tutto per farsi amare dagli altri, anche a costo di non amare sé stessa. Fare di tutto per accontentare il pubblico e nulla per seguire la propria aspirazione di diventare architetto. BJ senza rendersene conto e probabilmente in buona fede, spinge Sarah nel baratro anche terrorizzandola, perché secondo lui senza i suoi spettatori non sarebbe mai stata “nessuno”. Vi ricordate la scena dove lui sul set di Horsin’ Around le dà consigli sul mondo delle star di Hollywood e lei è impaurita sotto il tavolo? Tutto il futuro destino di Sarah Lynn è racchiuso in una sola – terribile – frase.

“Hey, vedi queste persone? Quei poveri imbecilli sono i migliori amici che tu possa avere, senza di loro non sei nessuno: non dimenticarlo. Per la tua famiglia sarai un alieno, non avrai mai un ragazzo che ti ami davvero, ma i tuoi fan – se sarai sempre corretta – ricambieranno il tuo amore”. (episodio 3 stagione 1)

Una frase traumatizzante come questa, detta ad una bambina, è una vera e propria bomba che ha innescato molti dei comportamenti distruttivi di Sarah, similarmente a quello che avviene nella vita di tantissimi baby attori che Hollywood fagocita e sfrutta, per poi lasciare che sguazzino in vite di alcol e droghe, una volta passati di moda.

BoJack si rende comunque conto di quanto sia stato sbagliato questo modo di pensare perché…

“…un giorno ti guarderai attorno e ti renderai conto che ti amano tutti, ma che non piaci a nessuno. E questa è la sensazione di solitudine peggiore”. (episodio 5 stagione 3 minuto 21)

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN LA MORTE DI SARAH LYNN

L’intera esistenza disfunzionale di Sarah – innescata dal suo troppo precoce successo come attrice ed incubata per anni dal cattivo esempio rappresentato da una distorta figura paterna qual è per lei BoJack – è, secondo me, racchiusa in questa frase, drammaticamente stupenda:

“Sai, non mi piace niente di me. Niente di questo sono io. Io non sono queste tette, io non sono questa casa… L’unico motivo per cui ho questa camicia è perché una società mi ha pagato 8 mila dollari per indossarla. Non mi servono nemmeno i soldi, ma era carino il fatto che qualcuno volesse che la indossassi…”. (episodio 11 stagione 3).

Una mia paziente che soffriva di depressione, una volta mi disse una frase concettualmente simile a questa ed ammetto – io che in genere sono molto freddo e razionale – che quella volta mi emozionai veramente molto, cercando di non farlo trapelare all’esterno. Come medico che da anni si occupa di malattie psichiatriche, vi assicuro Sarah Lynn non è un semplice personaggio di un cartone animato, ma è l’essenza di tante persone reali che hanno perso la direzione e lo scopo della loro vita.

Continuando questa piccola parentesi su Sarah Lynn (un personaggio che amo veramente molto), è importante ricordare che BoJack non sia l’unica, né la peggiore, cosa negativa che le sia capitata in vita: molti elementi nella serie sembrano infatti indicare che lei sia stata ripetutamente molestata dal suo patrigno, un orso. Ve lo ricordate? E’ quello che ritira il premio Oscar al posto suo (episodio 5 stagione 3).

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Da cosa desumo che il padre-orso abbia violentato la povera ragazza? Alcuni indizi sembrano indicarlo. Ad esempio, il fatto che la giovane attrice sia in grado di distinguere, leccandoli, dei peli di una pelliccia d’orso (nel deposito di Herb, episodio 2 stagione 3 minuto 17) ci lascia pensare che abbia avuto un incontro un po’ troppo ravvicinato con il corpo del patrigno:

“Peli di orso. Ne sono certa: il mio patrigno era un’orso”.

Chi riconosce il pelo di qualcuno, leccandolo? La reazione un po’ triste degli altri personaggi potrebbe essere la conferma di questa tesi: non sono infatti “sorpresi” da questa affermazione bislacca, così come sarebbe logico, bensì il loro sguardo trasuda compassione, come quella di chi capisce al volo che quella frase sia il risultato di una situazione drammatica ed a loro tutti già nota. Lo sguardo è veramente particolare: tutti e tre hanno curiosamente un sopracciglio concavo e l’altro convesso.

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Sappiamo che la madre di Sarah la lasciava spesso sola e non badava a lei, quindi la bella bambina potrebbe essere stata oggetto di attenzioni indesiderate durante le lezioni di “scuola a casa” da parte dell’uomo-orso. Da quel che comprendiamo osservando i disegni che Sarah Lynn aveva appesi nel suo camerino, si intuisce che lei vedeva Bojack come il padre che non aveva mai avuto, ed il fatto che successivamente non abbia avuto alcun problema nel farci sesso, nonostante quasi una trentina d’anni di differenza, è un’ulteriore conferma del fatto che per lei fosse normale avere un rapporto sessuale con una figura paterna.

C’è poi un altro particolare inquietante: il patrigno di Sarah sembra essere modellato sul fotografo Terry Richardson (a partire dal modo di vestire e dai caratteristici occhiali, identici a quelli indossati dall’orso). Cosa c’è di così inquietante? Il fatto che Terry Richardson sia stato più volte accusato di violenza sessuale dalle sue giovani modelle (anche minorenni) fin dal 2001, tra cui Rie Rasmussen e Jamie Peck. Nel 2017, a causa delle numerosissime accuse, molti marchi e riviste di moda decisero di non commissionare più il suo lavoro, tra cui Valentino, Bulgari, Vogue, Glamour, Wired, Vanity Fair e GQ. In pratica questo fotografo non lavora più attivamente dal 2018 e, se davvero le accuse saranno provate in un tribunale, è davvero meglio così per tutti.

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Terry Richardson

Relativamente a “Don’t Stop Dancing ‘Til The Curtains Fall” c’è anche da fare un’altra considerazione. Usare la stessa canzone che aveva “immaginato” cantata da Gina, non è casuale: in entrambe le situazioni BJ è sotto l’effetto di farmaci.

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META STRADA PUNTATA BEATRICE NASTRO CHE SIGNIFICA FRATELLI CRACKERJACK

Torniamo alla cena. Beatrice e Crackerjack (lo zio materno di BJ) si esibiscono in coppia. La madre di BJ danza con un nastro, che rappresenta il legame che unisce i due fratelli e l’intera famiglia. Quando Crackerjack si butta nella porta, trascina con sé sua sorella col nastro. Dopo la morte di Crackerjack, sua madre viene infatti lobotomizzata dal padre e Beatrice smette di essere felice per sempre: la morte del cavallo militare nel dicembre del 1994 (darante la Seconda Guerra Mondiale) conduce quindi alla morte emotiva anche sua sorella e sua madre. La morte di Crackerjack – da molti spettatori sottovalutata – è probabilmente la causa atavica di tutte le disavventure che – come un domino – colpiranno molti dei protagonisti della serie.

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META' STRADA CURIOSITA' SECRETARIAT LEGGE POESIA POEM SIMBOLO SUICIDIO CADERE DAL PONTE IN ACQUA CON PORTA CHE SI AVVICINA.jpg

La struggente poesia di Secretariat è un momento fondamentale della puntata, tanto da darle il titolo. Sono poche righe di testo che simboleggiano la caduta, letterale, dell’atleta che si è appena buttato dal ponte per suicidarsi. Secretariat inizia la lettura sicuro di sé, ma, man mano che va avanti, è sempre più sofferente. Da questa poesia, dalle sue parole e da come viene recitata, capiamo un dettaglio fondamentale: mentre stava cadendo, Secretariat ha cambiato idea e si è pentito di essersi buttato, ma… è a metà strada e non può più far nulla per impedire l’inevitabile: “il dado è tratto ed il silenzio soffoca tutto” significa che ormai è arrivato in acqua e sta soffocando. La porta nera che si avvicina rappresenta la prossimità dell’acqua sotto il ponte e la morte che incombe. In parole semplici Secretariat si è suicidato lanciandosi da un ponte ma si è accorto a metà strada (a metà caduta) dell’errore commesso, non potendo però far nulla per impedire la morte.

“Il panorama a metà strada” – il titolo di questa puntata capolavoro – rappresenta secondo me quel preciso momento della tua vita in cui ti rendi conto dell’errore commesso, ma non puoi fare più nulla per evitarne le conseguenze. Il panorama a metà strada, per BJ, è forse il momento in cui si rende conto di aver fatto del male a chiunque, ma di essere andato troppo oltre per recuperare i rapporti guastati.

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In realtà, per BJ, il panorama a metà strada rappresenta non solo un simbolo, ma anche un evento che gli è realmente successo. Ricordate gli ultimi toccanti momenti dell’ultimo episodio della terza stagione (già citati precedentemente)? Sta guidando, accelera, chiude gli occhi e lascia il volante. Si sta suicidando. Si è “lanciato dal ponte”, per fare un paragone con Secretariat. Ma, mentre Secretariat è a metà strada della caduta, guarda il panorama, cambia idea ma non può più far nulla per impedire la morte, al contrario BJ finisce nella metà della carreggiata, guarda il panorama, cambia idea e frena, evitando la morte. La sua eterna identificazione con Secretariat cessa in questo preciso istante, facendogli predere una direzione completamente diversa nel diagramma di flusso che è la sua vita.

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META STRADA PUNTATA E ANDATA BENE 3 STAGIONE PROVA SUICIDA SUICIDE SUICIDIO IN AUTOMOBILE SI FERMA GUARDA CAVALLI CHE CORRONO LIBERI PARALLELO SECRETARIAT

La scena del tentato suicidio in automobile (finale della puntata 12 della stagione 3) è un piccolo capolavoro e mi colpisce ancora oggi quando la rivedo a distanza di anni, anche perché per lavoro mi è capitato più volte di avere pazienti che hanno tentato di suicidarsi. Ogni inquadratura, ogni espressione, ogni nota musicale inserita in quella scena di appena 64 secondi di durata, è semplicemente perfetta. La maestosità dei cavalli che corrono è impressionante: andamento potente, corpo vigoroso, capelli selvaggi al vento, testa alta ed occhi risoluti puntati sull’obiettivo. Cavalli che corrono fieri “verso” qualcosa e non “per scappare” codardi da qualcosa. E’ il contrario di quello che fa BJ ed è la scossa che gli impedisce di farla finita. Ho prima ricordato di come, quando Secretariat si suicida, BJ perda la sua fuga dalla realtà e per questo motivo in seguito cerca costantemente di emulare quella fuga. A pensarci bene, il tema della corsa, è molto presente nell’intera serie ed è una fortissima metafora. “Scappare” dalla realtà, dal dolore e dal passato sembra essere l’obiettivo di molti personaggi che gravitano intorno a BJ, oltre che di BJ stesso. Il nostro cavallo preferito continua a scappare da tutto, allontanandosi dalle sue responsabilità. Il regista gli fa ripetere la frase “Sono stanco di correre in tondo” più e più volte; Secretariat gli ha detto:

“Non smettere di correre e non guardare mai alle spalle. Alle spalle non c’è niente per te, tutto quello che conta è davanti a te”.

BJ prende davvero a cuore il concetto della corsa. Non c’è nulla da fare: tutta la serie è un meraviglioso affresco della condizione umana.

Ma torniamo alla meravigliosa poesia di Secretariat: essa presenta una particolarità in lingua originale, che si perde in italiano: Parte in terza persona (“he”), poi passa in seconda persona (“you”) per poi finire in prima persona (I). Ciò sta ad indicare la presa di coscienza dell’errore che Secretariat ha appena commesso ed è forse anche un conto alla rovescia verso la fine di tutto: 3,2,1. Nella sua vita i conti alla rovescia sono stati certamente importanti, dal momento che era un atleta. Ecco la poesia in originale:

“The weak breeze whispers nothing, the water scream sublime, his feet shift teeter-totter, deep breath, stand back, it’s time. Toes untouch the overpass, soon, he‘s water bound, eyes locked shut but peek to see, the view from halfway down.

A little wind, a summer sun, a river rich and regal, a flood of fond endorphins, brings a calm that knows no equal. You‘re flying now, you see things much more clearer, than from the ground, it’s all okay, it would be, were you not now halfway down.

Thrash to break from gravity, what now could slow the drop? All I give the toes to touch, the safety back to ground. But this is it, the deed is done, silence drowns the sound, before I leaped I should have seen, the view from halfway down. I really should’ve thought about, the view from halfway down. I wish i could’ve known about, the view from halfway down.”

Il modo in cui Secretariat cade nella porta/morte dopo aver recitato la poesia, è molto caratteristico e non certo casuale: fa riferimento al modo in cui muore Butterscotch, che inciampa all’indietro su una radice durante un duello e muore sbattendo la testa su una roccia (ve lo ricordate? BJ ne parla al funerale di sua madre).

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MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META' STRADA CURIOSITA' BOJACK CAPISCE DI ESSERE MORTO MINUTO 17.jpg

Altro particolare per me davvero inquietante: BJ si rende conto di stare in realtà morendo esattamente al minuto 17 in punto (spaccato al secondo) della puntata: lo stesso tempo che ha impiegato a chiamare i soccorsi quando è morta Sarah. Quest’ultima in realtà è morta in ospedale e non all’Osservatorio Griffith e quei 17 minuti di scriteriata attesa da parte di BJ (per tutelarsi di fronte ad eventuali accuse) le avrebbero potuto salvare la vita. E’ probabile che l‘inconscio di BJ sia letteralmente perseguitato da quel numero maledetto, che simboleggia la sua incapacità di prendersi la responsabilità delle sue azioni. Un numero che gli ricorda quanto il suo comportamento sia stato vile. Quanto si faccia schifo da solo.

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Nell’ultima puntata Mr. Peanutbutter porta BJ all’Osservatorio Griffith: il cane, nel parcheggio, dice a BJ che dovrà aspettare “15 minuti, 20 al massimo”, una affermazione che potrebbe riferirsi sempre a quei 17 minuti in cui BJ ha aspettato nello stesso parcheggio dello stesso osservatorio prima di chiamare i soccorsi.

Nella parte finale della puntata, dopo che anche Herb viene inghiottito dalla porta/morte, Bojack resta solo. Comincia a fuggire dal catrame, che cola anche dai quadri della casa, cercando di scacciare l’uccello rosso visto all’inizio della puntata.

MEDICINA ONLINE BOJACK HORSEMAN IL PANORAMA A META STRADA PUNTATA QUADRI TRAPANO SARAH LYNN BUCHI DIPINTO

Da notare i fori dai quali fuoriesce la pece nel dipinto “psichedelico” del padre di Beatrice. Quei buchi all’inizio della puntata non c’erano, ma ora si: pensate forse che quei fori siano messi lì a caso? Eh no, sono gli stessi fori fatti con un trapano dagli amici di Sarah Lynn quando ha brevemente vissuto a casa di BJ nella prima stagione (episodio 1, minuto 14). I fori sono maniacalmente disposti dagli autori nello stesso identico punto del quadro.

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Sulla sinistra appare dal nulla il dipinto più importante (nelle scene iniziali non c’era): è un piccolo BoJack vestito da clown che piange da dietro una maschera sorridente, metafora del fatto che BJ si senta un pagliaccio felice all’esterno ma triste all’interno, che recita perennemente, il cui talento è alimentato dal suo dolore e dalle sue insicurezze, atteggiamento peraltro indotto dalla madre (ne parlo tra qualche riga).

Il quadro di BJ clown, inizialmente piccolo, si ingrandisce (come lui da bambino è cresciuto e diventato adulto) e – svanendo – lo conduce nella cucina di Horsin’ Around, che sta ad indicare come questa sua caratteristica di “clown tragico” lo abbia condotto a fare l’attore. BJ si rifugia sotto il tavolo della cucina mentre prova a chiamare Diane, in una posa simile a quella che aveva assunto Sarah Lynn quando da bambina era stata traumatizzata da BJ (anche la tovaglia è in posizione simile). Anche BJ era solito rifugiarsi sotto ad un tavolo con la tovaglia scostata: vi ricordate l’episodio dove ha il lecca lecca in mano e la madre lo aggredisce? La scena, veramente terribile da sopportare, è nella prima stagione (puntata 11, minuto 18).

“Ma non me la sento di cantare”.

“Non me ne frega niente di come ti senti. Lì fuori c’è un pubblico che non vuole altro che sentirti cantare. Se vuoi che tua madre ti voglia bene, vai lì fuori e fai l’unica cosa che sei capace di fare, cioè cantare quella maledetta canzone Lollipop”.

BJ viene traumatizzato dalla madre mentre sta sotto un tavolo. Sarah Lynn viene traumatizzata dal “padre” BoJack mentre sta sotto un tavolo.

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Vedendo il quadro di BJ clown e rivedendo questa scena, scorgo un parallelismo con la celebre opera “Pagliacci” di Leoncavallo, in particolare con l’aria “Vesti la giubba“, più conosciuta come “Ridi, pagliaccio“. In questa scena Canio si prepara per la commedia nel ruolo di Pagliaccio e, nonostante abbia appena scoperto il tradimento di Colombina (sua moglie Nedda) e l’enorme tristezza che lo assale, è costretto lo stesso a dar vita al suo show, perché “La gente paga, e rider vuole qua […] ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà! Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor, Ah!“.

Quando capisce che la sua fine è inevitabile, BJ va sul ponte del suicidio di Secretariat. Come nelle sette fasi dell’elaborazione del lutto, la rabbia e la negazione lasciano spazio all’accettazione di una morte in cui si è messo da solo.

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Si, BoJack è finito in questa situazione tutto da solo, come simboleggiato dal filo del telefono attorno al suo collo, come il cappio di chi si suicida impiccandosi. Infine il nero lo avvolge ed un sinistro suono ci fa intuire che il cavallo sia morto. Ma è davvero così? Secondo alcune teorie, in realtà BJ è davvero morto nella sua piscina mentre l’ultima puntata della serie è soltanto una sorta di esperienza di pre-morte.

“Ci vediamo dall’altra parte”.

“Oh, BoJack, no. Non esiste un’altra parte. E’ tutto qui”.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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