Questo articolo ha il solo obiettivo di descrivere scientificamente le sensazioni che può provare un essere umano nel momento in cui si toglie la vita o – più in generale – quando muore, in varie circostanze. IMPORTANTE: Se ti sei ritrovato qui perché hai intenzione di suicidarti, leggi SUBITO questo articolo: Voglio morire: ecco i consigli per convincerti a non suicidarti
Inoltre chiama IMMEDIATAMENTE il numero verde della Samaritans Onlus 800 86 00 22 per ottenere aiuto.
In alternativa puoi chiedere aiuto chiamando il Numero Unico per le emergenze 112.
Se sei un adolescente, puoi anche chiamare il servizio Emergenza Infanzia del Telefono Azzurro al numero 114, oppure chiama il Telefono Amico al numero 199 284 284 o ancora accedi al servizio Mail@micaTAI disponibile sul sito http://www.telefonoamico.it/.
Assideramento
Quando la temperatura del corpo scende al di sotto dei normali 36 gradi fino ad ad arrivare a circa 32 gradi, la persona avverte brividi e sensazione di freddo, inoltre ha difficoltà motoria, la sua pelle è fredda e secca e non riesce più a ragionare normalmente. Tra i 32 ed i 28 gradi cessano i brividi e si entra in uno stato soporoso, la frequenza cardiaca si riduce come anche la frequenza respiratoria; diminuisce la capacità di capire quello che ci sta succedendo e diminuisce la memoria; siamo meno capaci di muoverci. Se la temperatura continua a scendere, al di sotto dei 28 gradi si perde coscienza e, sotto i 24°, può sopraggiungere la morte.
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Incendio
La morte quando siamo in presenza di un incendio, può scaturire dall’inalazione di fumo, dallo shock, dal tessuto polmonare carbonizzato o, dopo un periodo di giorni, dal cedimento strutturale dell’organismo. Le sensazioni che si provano possono essere molto diverse: se inaliamo il fumo possiamo perdere conoscenza in modo molto rapido e morire in un modo meno doloroso; se bruciamo vivi, invece, il dolore è estremamente intenso, anche se in modo rapido in genere si perdono i sensi.
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Annegamento
Una volta in acqua, la morte può sopraggiungere rapidamente per ipotermia se l’acqua è molto fredda; in caso contrario la morte interviene perché la persona non sa nuotare o comunque non riesce stare a galla, quindi gli manca l’aria da respirare. Il panico che pervade chi sta annegando determina tachicardia e tachipnea; i movimenti per rimanere in superficie inizialmente sono rapidi e confusi ma dopo poco diventano sempre più deboli vista la carenza di ossigeno.
Quando il soggetto non ha più la forza per tenere la testa fuori dall’acqua, finisce al di sotto della superficie ed inizia ad ingoiare acqua e tossire, cosa che lo porta ad ingoiare ancora più acqua che raggiunge i polmoni ed impedisce il normale scambio di gas ossigeno-anidride carbonica. In questa fase la persona sente dolore.
La sensazione di bruciore e peso al petto lascia presto spazio ad una paradossale sensazione di tranquillità, segno che la mancanza di ossigeno sta determinando gradatamente la perdita di conoscenza, a cui segue l’arresto delle funzioni cardiocircolatorie e – successivamente – cerebrali e la morte.
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Colpo d’arma da fuoco
La morte per colpo di arma da fuoco può determinare sensazioni diverse in base al punto in cui il proiettile penetra nel corpo ed al tipo di arma usata. Più grande è la pistola e più vitali sono gli organi o tessuti contro cui si punta (cuore, cervello, polmoni, grandi arterie come l’aorta…), maggiori sono le probabilità di riuscire a suicidarsi e sentire meno dolore. Colpi verso obiettivi meno “vitali” del corpo (come braccia o gambe), possono o non determinare morte, oppure determinarla in modo lento e doloroso, ad esempio per dissanguamento se viene colpita una grossa arteria.
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Tubo di scarico (avvelenamento da monossido di carbonio)
La morte per avvelenamento in questo caso di solito sopraggiunge per intossicazione, poiché i globuli rossi creano un legame chimico più forte con la molecola di CO (monossido di carbonio) di quanto facciano con l’ossigeno e quindi in pratica gli eritrociti non possono più distribuire l’ossigeno alle cellule del corpo. Il monossido di carbonio è rilasciato dalle autovetture con motore acceso e da altri mezzi di trasporto come prodotto di scarico. Il monossido di carbonio è un gas inodore e incolore, perciò la sua presenza non può essere riconosciuta alla vista o all’olfatto, arreca danni all’organismo umano poiché le sue molecole si legano irreversibilmente all’emoglobina del sangue, rimpiazzando le molecole di ossigeno e abbassando progressivamente il livello di ossigenazione del corpo umano fino alla perdita di coscienza ed alla morte.
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Scarica elettrica
La morte mediante folgorazione è determinata da uno shock elettrico capace di alterare ed interrompere i normali meccanismi che permettono la sopravvivenza di un essere umano. Una tensione elettrica (voltaggio) sufficientemente elevata può sopraffare la resistenza elettrica della pelle e infliggere una potente scarica di corrente elettrica a tutto il corpo; una forte corrente alternata attraverso il corpo può seriamente corrompere i segnali nervosi e indurre una fibrillazione ventricolare del cuore determinando un arresto cardiaco che conduce alla morte. Questo meccanismo è alla base del funzionamento della sedia elettrica, strumento usato per le condanne a morte per elettrocuzione. La morte per scarica elettrica è molto dolorosa. In genere il dolore, molto intenso, dura alcuni secondi. Quando il corpo è colpito da fulmine o forte scarica elettrica si verifica perdita di coscienza e la morte avviene generalmente per arresto cardiaco o per paralisi respiratoria, in tempi rapidi. Il soggetto prova un dolore acuto ma molto rapido.
Se la persona sopravvive, soffrirà di vari problemi temporanei e permanenti. Difficoltà nel movimento degli arti (generalmente temporanee), danni al cervello ed al sistema nervoso centrale, disturbi della vista e dell’udito ed ustioni dal primo al terzo grado.
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Buttarsi da grandi altezze
Lanciarsi nel vuoto da grandi altezze è – purtroppo – un metodo frequentemente usato per togliersi la vita e – se l’altezza è elevata – un sistema che difficilmente non funzionerà, soprattutto se è la testa a subire il primo impatto al suolo, e non le gambe. La morte interviene quando il nostro corpo impatta per terra: ciò provoca la morte per emorragia, quando in seguito a fratture multiple scomposte, le ossa assumono profili taglienti che lacerano arterie, vene e organi vitali, oppure per sindrome da schiacciamento, per la forte compressione che causa la rottura delle fibre muscolari), con liberazione nel sangue di un’abnorme quantità di elettroliti, come potassio, calcio, o di proteine, come mioglobina. Generalmente prima dell’impatti si perde conoscenza.
Esplosivi
Una quantità adeguata di esplosivo può causare la morte istantanea, nella maggior parte dei casi riducendo il corpo in pezzi. Negli altri casi una morte (dolorosa) sopravviene a causa delle ustioni, del dissanguamento o delle emorragie interne e tale morte può sopraggiungere anche diversi giorni dopo l’esplosione.
Tagliarsi le vene
Tagliarsi le vene, anche se – tecnicamente – si dovrebbe parlare di “taglio delle arterie ” – è un sistema molto usato per togliersi la vita. La velocità con si muore per dissanguamento dipendente molto dal tipo di taglio: una grave ferita all’aorta (l’arteria con diametro più grande del corpo) porta a decesso in pochi secondi, mentre invece danni ad arterie più periferiche o piccole vene possono richiedere anche alcune ore prima di condurre a morte per shock emorragico. Mediamente la quantità di sangue in circolo in un adulto sano si aggira tra i 4,5 ed i 5,5 litri: perdite fino a 700 ml di sangue comportano sintomi di lieve entità (una donazione di sangue corrisponde a 450ml di sangue), mentre perdite pari ad 1.5 litri causano senso di malessere, astenia, sete, vertigini tachicardia e tachipnea. Il taglio in sé è doloroso. Quando la quantità persa arriva a circa 2 litri si verifica una “dolce” perdita di coscienza e, se l’emorragia non viene interrotta e la volemia ripristinata, sopraggiunge la morte in pochissimi minuti.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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