Differenze tra disgrafia e disortografia

MEDICINA ONLINE SCRITTURA DISGRAFIA DISORTOGRAFIA TEST RIMEDI COME RICONOSCERLA SCUOLA ELEMENTARI BIMBI BAMBINI SCRIVERE DISEGNO PEDIATRIA MATITA PENNA ESEMPIDisgrafia e disortografia vengono spesso diffuse dai “non addetti ai lavori” e perfino, in alcuni casi, anche dagli insegnanti, anche se in realtà si tratta di due problemi totalmente distinti: basti pensare che alcuni bambini possono essere disgrafici ma non disortografici e viceversa, anche se nulla vieta che entrambi i disturbi possano coesistere nello stesso bimbo. Entrambi fanno parte dei disturbi specifici di apprendimento (DSA), tanto che possono essere presenti da soli o spesso insieme al disturbo specifico della compitazione, alla discalculia ed alla dislessia. Entrambi emergono generalmente tra la seconda e la terza classe della scuola primaria (scuola elementare), quindi generalmente tra i 7 e gli 8 anni, anche se generalmente la disgrafia si verifica precedentemente alla disortografia di circa un anno, ed entrambi determinano problemi inerenti alla scrittura del piccolo paziente, tuttavia hanno caratteristiche completamente diverse.

Disgrafia

La “disgrafia” (anche chiamata “disturbo della scrittura“) si intende un disturbo specifico della scrittura evidente nella riproduzione di segni alfabetici e numerici che risultano non lineari, non occupanti in modo adeguato lo spazio a disposizione e con dimensioni non omogenee.

MEDICINA ONLINE DISGRAFIA ESEMPIO 3La disgrafia si può riconoscere da alcuni sintomi caratteristici, tra cui:

  • la mano del bambino scorre con fatica sul piano di scrittura;
  • l’impugnatura della penna è spesso scorretta;
  • la capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere è ridotta: il bambino non rispetta i margini del foglio, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non segue la linea di scrittura e procede in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo;
  • la pressione della mano sul foglio non è adeguatamente regolata: a volte è eccessivamente forte (per eccesso di tensione) e il segno lascia un’impronta marcata anche nelle pagine seguenti del quaderno, mentre altre volte è debole e la grafia è svolazzante (scarsa tenuta psicofisica);
  • il tono muscolare del bambino è spesso irrigidito o, al contrario eccessivamente rilasciato;
  • sono frequenti le inversioni nella direzione del gesto, che si evidenziano sia nell’esecuzione dei singoli grafemi sia nella scrittura autonoma, che a volte procede da destra verso sinistra;
  • frequenti sono anche le difficoltà nella copia e nella produzione autonoma di figure geometriche: il bambino disgrafico tende ad arrotondare gli angoli e a non chiudere le forme;
  • il livello del disegno è spesso inadeguato all’età: la riproduzione di oggetti o la copia di immagini è molto generica e i particolari risultano poco presenti, col risultato di avere disegni piuttosto infantili se rapportati all’età;
  • il bambino inverte le cifre dei numeri o le lettere delle parole che legge;
  • la copia di parole e di frasi è scorretta specie quando il bimbo deve copiare un testo dalla lavagna è ancora più difficile, poiché il disgrafico deve portare avanti più compiti contemporaneamente, tra cui distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi. Il sommarsi di compiti diversi, rende la scrittura del bambino ancora più imprecisa;
  • sono presenti inversioni nell’attività grafo-motoria ed errori dovuti a scarsa coordinazione oculo-manuale;
  • le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, l’impostazione invertita, il gesto è scarsamente fluido, i legami tra le lettere risultano scorretti;
  • la scrittura appare spesso incomprensibile al bambino stesso, il quale non può quindi neanche individuare e correggere eventuali errori ortografici;
  • il ritmo di scrittura risulta alterato: il bambino scrive con velocità eccessiva o con estrema lentezza, ma la sua mano esegue movimenti a “scatti”, senza armonia del gesto e con frequenti interruzioni;
  • il movimento flessorio pronatorio/supinatorio della mano è disarmonico e influenza negativamente le inversioni del gesto (ad esempio nei risvolti e nei collegamenti) che perdono la naturale curvilineità;
  • le forme grafiche sono frammentate, le prassie scollegate tra loro, non sono rispettati gli equilibri della dimensione, spesso sono come “ammaccate”.

Per approfondire, leggi anche: Disgrafia: esempi, come riconoscerla precocemente, test, rimedi

Disortografia

Con “disortografia” si intende un disturbo specifico della scrittura caratterizzato dal mancato rispetto delle regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto, non causato dalla mancanza di esperienza nella scrittura o a deficit intellettivi, motori e/o sensoriali.

MEDICINA ONLINE DISORTOGRAFIA ESEMPIO 6

I sintomi della disortografia possono essere omissioni di fonemi/grafemi o parti di parola o altri errori, tra cui:

  • confusione tra fonemi simili: il soggetto confonde cioè i suoni alfabetici che si assomigliano, ad esempio F e VT e DB e PL e R;
  • confusione tra grafemi simili: il soggetto ha difficoltà a riconoscere i segni alfabetici che presentano somiglianza nella forma, ad esempio: b e p;
  • omissioni: il soggetto tralascia alcune parti della parola, ad esempio la doppia consonante (palla– pala); la vocale intermedia (fuocofoco); la consonante intermedia (cartolinacatolina);
  • inversioni: il soggetto inverte la sequenza dei suoni all’interno della parole, ad esempio: sefamoro anziché semaforo.

Per approfondire, leggi anche: Disortografia: cause, come riconoscerla, esempi, rimedi, si guarisce?

Differenze

In sintesi, la disgrafia è caratterizzata da anomalie del movimento e della condotta del tratto, con difficoltà di coordinamento, irregolarità delle spaziature, malformazioni e discordanze; la disortografia è invece caratterizzata dalla difficoltà nel tradurre correttamente i suoni ascoltati che compongono le parole in simboli grafici. In parole ancora più semplici il bambino disgrafico potrebbe non commettere errori ortografici ma la sua scrittura e totalmente disomogenea nella forma, nelle dimensioni e nell’occupazione dello spazio a disposizione; invece il disortografico potrebbe occupare bene lo spazio ed avere una grafia omogenea e costante nelle dimensioni ma la sua scrittura contiene frequenti errori ortografici di inversioni/omissioni di lettere e confusione tra fonemi/grafemi simili.

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