Marisca anale: cause, sintomi, diagnosi, rischi e terapie

MEDICINA ONLINE MARISCA ANALE ANO RETTO EMORROIDI PROLASSO RETTORAGIA PROCTORRAGIA PROCTOLOGO DOLORE BRUCIORE FECI STIPSI COSTIPAZIONE STITICHEZZA CUTE PELLE CHIRURGIA RIMEDI.jpgCon marisca anale o semplicemente “marisca” (in inglese “anal skin tag”) in medicina si intende una plica cutanea in genere non dolente che si forma a livello del

bordo anale e che protrude (cioè “sporge”) dalla superficie dell’ano o della regione perianale. I medici che in genere si occupano della marisca anale, qualora diventi sintomatica, sono il chirurgo generale, il gastroenterologo ed il proctologo.

Cause e fattori di rischio

La marisca può essere presente per normale conformazione ipertrofica della cute anale, tuttavia nella maggioranza dei casi è il residuo di una ragade anale, di un prolasso anale o di una malattia emorroidaria o loro complicanze. Ad esempio in caso di trombosi emorroidaria, il sangue coagula all’interno dei vasi venosi emorroidari ed il tessuto cutaneo adiacente si distende: allo scioglimento del trombo il nodo emorroidario si riduce ma la cute in eccesso può persistere e formare appunto la marisca. Talvolta la marisca si viene a formare paradossalmente a causa di un intervento chirurgico effettuato con la finalità della riduzione di un prolasso anale.

Sintomi e segni

La marisca si manifesta come eccesso cutaneo di dimensioni variabili, a volte voluminoso, in genere non dolente ma spesso fastidioso e fonte di disagio in quanto rende più difficile l’igiene anale e, nei casi più gravi, interferisce con l’evacuazione o i rapporti sessuali anali. Nei casi più lievi è totalmente asintomatica, tanto che il soggetto neanche si accorge di averla. Se la marisca si infiamma, ad esempio a causa di una infezione o di traumi, può diventare dolente e/o lesionarsi e sanguinare e/o diventare una tumefazione tesa, arrossata e dolente. La marisca può essere causa di ano umido o, se determina prurito ed il soggetto si gratta, portare a dermatiti perianali.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si basa sull’esame obiettivo, in particolare sull’osservazione dell’ano durante una visita proctologica. Il medico rileva la formazione cutanea sporgente al di fuori dell’ano. Dovrebbe essere anche effettuata un’anoscopia, per valutare anche il canale anale e l’eventuale coesistenza di patologie come emorroidi, ragadi, fistole o ascessi. In alcuni casi le marische potrebbero essere rimosse e sottoposte a biopsia, per rilevare modifiche suggestive di malattia di Crohn, tuttavia la reale efficacia di tale pratica è ancora fonte di discussione tra i ricercatori.

Rischi

La marisca può essere sede di fenomeni infiammatori ed infettivi; in alcuni casi il tessuto cutaneo – se cronicamente infiammato – potrebbe essere sede di neoplasie, in particolare se il tessuto cambia consistenza, ad esempio si irrigidisce, si ingrandisce o si cosparge di macchie biancastre e dure.

Trattamenti

In genere non è necessario un trattamento chirurgico per la rimozione della marisca, specie se di esigue dimensioni ed asintomatica. L’applicazione di unguento a base di nitroglicerina oppure di nifedipina/lidocaina, applicato sul contorno dell’ano, favorisce un’azione rilassante della muscolatura liscia periferica e permette una riduzione transitoria della pressione dello sfintere anale a riposo: ciò riduce il fastidio correlato ad una marisca sintomatica, specie se associata ragade anale.

Chirurgia

Nel caso in cui il tessuto diventi sintomatico, si infiammi spesso, interferisca con l’evacuazione e/o sia fonte di disagio estetico per il paziente, si può procedere con l’asportazione chirurgica, che può risultare estremamente agevole se la formazione è totalmente esterna allo sfintere anale. L’intervento può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, oppure con anestesia spinale; di solito il ricovero è in Day Hospital, con dimissioni dopo poche ore o al massimo con un solo pernottamento in ospedale. Dopo l’asportazione chirurgica delle lesioni, si esegue un esame istologico sul materiale asportato. In rari casi la chirurgia determina complicazioni, che sono incontinenza fecale di vario grado, emorragia, reazioni allergiche a farmaci o sostanze usate durante l’intervento, infezione del sito operatorio. Molti chirurghi preferiscono procedere alla rimozione delle marische ricorrendo alla tecnica della elettrocoagulazione, cioè una metodica che usa elettrobisturi che “brucia” la pelle in eccesso.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Dietologia, nutrizione e apparato digerente e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.