Acido urico alto o basso: valori, sintomi, dieta, come eliminarlo, cibi da evitare

MEDICINA ONLINE LABORATORIO MICROSCOPIO ANATOMO PATOLOGO AGO ASPIRATO BIOPSIA CHIRURGICA CITOLOGIA ISTOLOGIA ESAME ISTOLOGICO LINFONODO LAB CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRYL’acido urico è il prodotto terminale del catabolismo dei nucleotidi purinici, cioè l’acido adenilico (AMP) e l’acido guanilico (GMP) che sono le unità fondamentali degli acidi nucleici (DNA e RNA) e viene eliminato principalmente tramite l’urina, quindi per via renale. L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle proteine assunte con la dieta ed un aumento di acido urico nel sangue e/o nelle urine deriva da uno squilibrio tra la sua produzione e la sua eliminazione che avviene per 2/3 con le urine e per 1/3 con la bile. La concentrazione di acido urico:

  • nel sangue prende il nome di “uricemia“;
  • nel sangue prende il nome di “uricosuria“.

Un aumento della produzione di acido urico può essere dovuto ad una generazione endogena abnorme causata da aumentato catabolismo o da una dieta particolarmente ricca di acidi nucleici (ad esempio abuso di carne); una diminuzione della eliminazione di acido urico è dovuta generalmente ad alterata funzionalità renale.

Come si misura?

L’uricemia viene misurata tramite un semplice prelievo di sangue venoso, effettuato generalmente la mattina a digiuno da almeno 8 ore con modesta assunzione di liquidi permessa, salvo diversa indicazione del medico. L’uricosuria viene generalmente misurata su un campione di urina raccolta nelle 24 ore.

Valori normali e patologici nel sangue (uricemia)

I normali valori di acido urico nel sangue (uricemia) variano in base al sesso:

  • maschi: 3.4 – 7 mg/dL
  • femmine: 2.4 – 5.7 mg/dL

Valori diversi indicano:

  • iperuricemia: > 7 mg/dL nei maschi e > 5.7 mg/dL nelle femmine;
  • ipouricemia: < 3.4 mg/dL nei maschi e < 2.4 mg/dL nelle femmine.

Valori normali e patologici nelle urine (uricosuria)

I normali valori di acido urico nelle urine (uricosuria) sono:

  •  0.2 – 0.5 g/24h

Valori diversi indicano:

  • iperuricosuria: > 0.5 g/24h
  • ipouricosuria: < 0.2 g/24h.

IMPORTANTE: gli intervalli di riferimento possono variare in base al laboratorio di analisi. Verificare i vostri valori di riferimento specifici sul vostro referto.

Perché è utile misuralo?

I livelli di acido urico nel siero e nelle urine possono variare in base a diverse condizioni e patologie: conoscere una eventuale variazione può aiutare il medico nella diagnosi e nella diagnosi differenziale di varie patologie, come ad esempio quelle renali.

In quali condizioni e patologie l’acido urico è aumentato?

Una eccessiva concentrazione di acido urico nel sangue può essere riconducibile a diverse condizioni e patologie, tra cui:

  • gotta;
  • nefropatie;
  • insufficienza renale;
  • eccessiva assunzione di alimenti ricchi di purine (carni e legumi);
  • abuso di integratori di proteine;
  • vari farmaci, tra cui: beta bloccanti (usati nel trattamento dell’ipertensione arteriosa), chemioterapici, furosemite, etanolo, acido nicotinico e salicilati;
  • leucemia;
  • mieloma multiplo;
  • policitemia;
  • psoriasi.

Un aumentata concentrazione di acido urico nelle urine può essere riconducibile a diverse condizioni e patologie, tra cui:

  • leucemia;
  • malattia di Wilson;
  • gotta.

In quali condizioni e patologie l’acido urico è diminuito?

Un diminuita concentrazione di acido urico nel sangue può essere riconducibile a diverse condizioni e patologie, tra cui:

  • vari farmaci, tra cui: allopurinolo, azatioprina, clofibrati, furosemide;
  • malnutrizione per difetto;
  • malattia di Wilson
  • epatite virale;
  • diete povere di purine.

Un diminuita concentrazione di acido urico nelle urine può essere riconducibile a diverse condizioni e patologie, tra cui:

  • deficienza di acido folico;
  • intossicazione da piombo;
  • digiuno prolungato.

Sintomi e segni dell’aumento dell’acido urico

L’acido urico è poco solubile in acqua ed un suo aumento nel sangue può inizialmente essere asintomatico (non fornendo alcun sintomo al paziente) ma successivamente portare alla sua precipitazione nei tessuti articolari (tofi gottosi) o nelle vie urinarie (calcoli renali).

IMPORTANTE: Non necessariamente un soggetto iperuricemico è anche un gottoso, né un gottoso è necessariamente iperuricemico.

Iperuricemia e rischio cardiovascolare

Il metabolismo dell’acido urico può favorire l’ossidazione delle lipoproteine e l’aggregazione piastrinica, con evidente potenziamento dell’attività aterotrombotica ed aumento del rischio di eventi ischemici potenzialmente mortali come ictus cerebrale ed infarto miocardico acuto. Un aumento dell’acido urico è quindi un fattore di rischio cardiovascolare, specie in caso di pazienti in sovrappeso o obesi, fumatori, dislipidemici, diabetici e/o ipertesi. Per approfondire: Fattori di rischio cardiovascolare modificabili e non modificabili

Terapie

Superati i 9 mg/dl il paziente è gravemente iperucemico ed il rischio gotta diventa elevato, quindi si procede con la somministrazione di farmaci specifici per la gotta, tra cui: antinfiammatori non steroidei (FANS), colchicina, allopurinolo e sulfinpirazone.

Dieta per ridurre l’acido urico

La dieta per il paziente iperucemico o gottoso deve eliminare gli alimenti a contenuto elevato/medio di purine, tra cui:

  • acciughe;
  • sardine;
  • alici;
  • aringa;
  • sgombri;
  • cozze;
  • animelle;
  • fegato;
  • rognone;
  • estratto di carne;
  • selvaggina;
  • pollame;
  • pesce;
  • ostriche;
  • gamberi;
  • granchi;
  • crostacei;
  • salumi in genere;
  • insaccati;
  • piselli;
  • fagioli;
  • lenticchie;
  • asparagi;
  • spinaci;
  • cavolfiori;
  • funghi;
  • arachidi;
  • prodotti integrali.

Il paziente iperucemico o gottoso deve inoltre limitare gli alimenti a contenuto medio/basso di purine, tra cui:

  • uova;
  • latte;
  • formaggi;
  • verdure;
  • frutta;
  • pasta;
  • cereali.

Leggi anche: Classifica dei cibi con maggiori e minori quantità di proteine esistenti

Si consiglia inoltre di:

  • perdere peso se sovrappeso o obesi;
  • ridurre l’apporto globale di composti azotati;
  • bere la giusta quantità di acqua;
  • evitare gli alcolici;
  • diminuire il consumo di fruttosio;
  • diminuire il consumo di cibi ricchi di grassi e condimenti;
  • evitare cibi fritti e “cibi spazzatura”.

E’ importante infine incrementare l’assunzione di cibi contenenti omega 3, tra cui:

  • pesce azzurro;
  • olio di salmone;
  • olio di fegato di merluzzo.

L’assunzione di pesce dev’essere svolta ovviamente evitando le specie che contengono elevate quantità di purine, come le sardine e le acciughe. Estremamente utile è l’assunzione di un integratore di omega 3 come questo: https://amzn.to/2MsrChF

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