Anemia: significato, cause, grave, sintomi, occhi, cura e rimedi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST ESAME SANGUE ANALISI CLINICHE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI LEUCOCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MEDITERRANECol termine “anemia” in campo medico si intende la riduzione patologica  dell’emoglobina (Hb) al di sotto dei livelli di normalità, causata da varie condizioni e malattie. Tale riduzione determina una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno, il che si traduce nei sintomi caratteristici dell’anemia. A seconda della malattia che l’ha determinata, l’anemia assume caratteristiche particolari sia nei sintomi, sia nei valori di laboratori, sia nella cura. L’anemia è il disturbo del sangue più comune e che colpisce circa un quarto della popolazione mondiale e nel 2013 è stata la causa di circa 183.000 decessi. Rappresenta un forte costo sanitario e sociale aumentando i costi delle cure mediche ed abbassando la produttività degli individui persone attraverso una diminuzione delle capacità lavorative.

Etimologia

Il termine “etimologia” deriva dal greco ἀναιμία (anaimìa) che significa “senza sangue” (da notare la presenza dell’alfa iniziale che indica “privazione, mancanza”).

Tipi di anemia

Vi sono tre principali tipi di anemia, classificati in base alla causa che ha determinato la ridotta concentrazione di emoglobina:

  • anemie da emorragia: causate da un trauma, da un sanguinamento gastrointestinale o anche da copiosa perdita di sangue tramite mestruazioni;
  • anemie da ridotta produzione di nuovi globuli rossi: causate da una carenza di ferro (da malnutrizione o malassorbimento), da una carenza di vitamina B12, da talassemia e da patologie del midollo osseo;
  • anemie da maggior distruzione dei globuli rossi già circolanti (emolisi): da malattia genetica (anemia falciforme), da infezioni come la malaria o da alcune malattie autoimmunitarie.

Anemia microcitica, macrocitica o normocitica

L’anemia può anche essere classificata in base alle dimensioni degli eritrociti (cioè dei globuli rossi):

  • anemia microcitica: i globuli rossi hanno dimensioni minori del normale;
  • anemia macrocitica: i globuli rossi hanno dimensioni maggiori del normale;
  • anemia normocitica: i globuli rossi hanno dimensioni normali.

Per la classificazione completa, vedi paragrafo specifico.

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Fattori di rischio

Oltre alle cause che determinano la specifica anemia, esistono dei fattori di rischio noti per le anemie in generale:

  • sesso femminile;
  • periodo della gravidanza;
  • periodo di crescita nei bambini;
  • anziani;
  • malnutrizione;
  • patologie della coagulazione;
  • frequenti emorragie (anche quelle interne, ad esempio un tumore può determinare la presenza di sangue occulto nelle feci, segno di una perdita di sangue all’interno del tubo digerente).

Segni e sintomi precoci

Nelle fasi iniziali della malattia, specie quando i livelli di emoglobina sono solo lievemente inferiori rispetto al limite inferiore di normalità, generalmente il paziente è asintomatico, cioè non ha alcun segno o sintomo della presenza della patologia. Specialmente se l’anemia si instaura molto lentamente, può fornire sintomi aspecifici come:

  • malessere generale;
  • astenia (mancanza di forza);
  • fragilità delle unghie che tendono a spezzarsi e sfogliarsi;
  • facile affaticabilità.

Segni e sintomi tardivi

L’entità della sintomatologia non dipende tanto dai valori assoluti di emoglobina ma dalla velocità con cui si instaura l’anemia e di conseguenza dal tempo che l’organismo ha per adattarsi alle variazioni dei suoi livelli. Quando i livelli di emoglobina sono fortemente inferiori ai limiti di normalità e/o soprattutto quando l’anemia si instaura in modo molto rapido, i segni e i sintomi sono più marcati e generalmente più gravi, ad esempio:

  • sensazione di forte stanchezza e debolezza;
  • dispnea (difficoltà a respirare);
  • difficoltà a compiere esercizi anche lievi;
  • tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • vertigini;
  • difficoltà nella concentrazione;
  • aumento della sete;
  • vista offuscata;
  • splenomegalia (milza aumentata di volume);
  • dolori all’altezza della milza (fianco sinistro);
  • claudicatio intermittens: difficoltà di deambulazione;
  • stato confusionale;
  • sensazione di svenimento;
  • basso calore corporeo, specie alle estremità (mani e piedi);
  • aspetto notevolmente pallido della cute.

Nei casi di grave anemia, il corpo può compensare la mancanza di capacità di trasporto di ossigeno da parte del sangue aumentando la gittata cardiaca. In seguito a ciò il paziente può avere vari sintomi, specie se il paziente presentava già prima una cardiopatia, tra cui:

  • palpitazioni;
  • angina pectoris (dolore al petto sotto sforzo o a riposo);
  • segni di circolazione iperdinamica;
  • ipertrofia ventricolare cardiaca;
  • sintomi  e segni di insufficienza cardiaca.

Come già anticipato, a seconda della causa che l’ha determinata, esistono varie tipologie di anemia ed ognuna di esse può avere – oltre a quelli già elencati comuni a tutte le forme – ulteriori sintomi specifici, come ad esempio:

  • coilonichia (cioè l’unghia assume un profilo particolare- piatto o concavo – perdendo la sua normale convessità) e sindrome delle gambe senza riposo: nell’anemia da carenza di ferro;
  • sintomi di cattiva digestione: nelle anemie da malassorbimento di ferro;
  • ittero (colorazione giallastra di pelle, mucose e sclere degli occhi): quando vie è una distruzione abbondante di globuli rossi, come nell’anemia emolitica;
  • deformità ossee: presenti nella talassemia major;
  • ulcere alle gambe: presenti nell’anemia falciforme.

Leggi anche: Ittero emolitico, colestatico, ostruttivo, neonatale: significato, occhi, cura

Sintomi di anemia nei bambini

Oltre ai sintomi fin qui elencati, una anemia cronica può causare, nei bambini, vari tipi di disturbi comportamentali, come risultato diretto di una compromissione nello sviluppo neurologico e ridotto rendimento scolastico in quelli in età scolare.

Valori patologici di emoglobina e diagnosi

La diagnosi di anemia si basa sulla concentrazione di emoglobina, successivamente ulteriori test vengono eseguiti per determinare la causa. I valori patologici di emoglobina sono differenti tra adulti e bambini e tra uomo e donna:

Limiti inferiori di concentrazione dell’emoglobina per la diagnosi di anemia usati dalla OMS (1 g/dL = 0,6206 mmol/L)
Età o sesso Limiti inferiori Hb (g/dL) Limiti inferiori Hb (mmol/L)
Bambini (0,5–5,0 anni) 11,0 6,8
Bambini (5–12 anni) 11,5 7,1
Adolescenti (12–15 anni) 12,0 7,4
Donne (>15 anni) 12,0 7,4
Donne gravide 11,0 6,8
Uomini (>15 anni) 13,0 8,1

Nella definizione si possono usare anche altri due parametri, quali l’ematocrito (maschi Ht<40%; femmine Ht<37%), in tal caso si parla di oligocitemia o il numero di globuli rossi, parametro tuttavia meno specifico.

Diagnosi differenziale delle anemie microcitiche

Oltre al valore dell’emoglobina, altri valori di laboratorio (sideremia, transferrina, ferritina e biopsia del midollo) permettono la diagnosi differenziale tra i vari tipi di anemia, fatto necessario per impostare una terapia che curi adeguatamente la causa a monte che ha determinato l’anemia:

Malattia cronica Carenza marziale Sindrome mielodisplasica Talassemia
Sideremia diminuito diminuito aumentato aumentato
Transferrina diminuita aumentata (saturazione < 15%) diminuita diminuita
Ferritina aumentata diminuita (< 30 ng/dLl) aumentata aumentata
Biopsia midollare deposito di ferro nei macrofagi stock di ferro deficitari stock aumentati
sideroblasti ad anello
stock normali

Secondo i dati di laboratorio più spesso utilizzati (indici corpuscolari ed altri) si distinguono:

Anemia microcitica Anemia normocitica Anemia macrocitica
Volume corpuscolare medio (MCV)
diminuito
MCV normale MCV aumentato
Sideremia aumentata nelle talassemie Reticolociti aumentati:
-anemia emolitica
-anemia emorragica
Reticolociti normali:
anemie megaloblastiche
Sideremia diminuita nella carenza marziale Reticolociti diminuiti:
-anemia aplasia
-anemia renale
Sindrome mielodisplasica
(sovente ipercromica macrocitaria,
qualche volta normocromica,
raramente ipocromica)
Sideremia diminuita e ferritina aumentata
nelle anemie da malattia cronica:
infiammatoria, infettiva, tumorale.
A volte tali anemie possono essere normocitiche

Per approfondire la diagnosi delle anemie, leggi anche:

Classificazione delle anemie

Anemie per difetto di produzione:
  1. Difetti del precursore ematopoietico
    • Anemia aplastica
  2. Difetti a carico del DNA
    • Sindrome mielodisplasica
    • Anemia megaloblastica
  3. Difetti della formazione dell’Hb
    • Carenza di ferro
  4. Carenza d’EPO (eritropoietina)
    • Anemia da nefropatia cronica
Anemie per aumentata emolisi (distruzione di globuli rossi):
  1. Difetti degli eritrociti (Anemie emolitiche intracorpuscolari)
    • difetti di membrana
    • difetti enzimatici
    • difetti dell’emoglobina
  2. Fattori extraeritrocitari (Anemie emolitiche extracorpuscolari)
    • autoanticorpi
    • farmaci
    • malattie infettive, setticemia
    • tossici
    • malattie del metabolismo
    • Trasfusioni di sangue di gruppo incompatibile al gruppo del soggetto
    • Parassiti (Babesia, Trypanosoma)
    • Squilibri osmotici

In generale l’emoglobina fuoriuscita viene filtrata a livello renale e cristallizza nei tubuli renali divenendo spesso causa di necrosi tubulare e quindi insufficienza renale

Anemie per perdite ematiche:
  1. Sanguinamenti cronici: proctorragia, gastrorragia, emorragie acute;
  2. Sequestro di cellule sanguigne nella milza (ipersplenismo).

Per approfondire le singole anemie, leggi anche:

Farmaci antianemici e cure

Alcuni gruppi di persone, come le donne in gravidanza, beneficiano dell’uso di pillole di ferro per la prevenzione. L’integrazione alimentare, senza aver determinato la causa specifica, non è raccomandata. Il ricorso a trasfusioni di sangue è tipicamente deciso sui segni e sintomi del paziente. In coloro che sono asintomatici, le trasfusioni non sono raccomandate a meno che i livelli di emoglobina non scendano sotto i 60 o 80 g/L. I farmaci stimolanti l’eritropoiesi sono consigliati solo in coloro che accusano una grave anemia. I più importanti farmaci usati nella terapia delle anemie sono il ferro, la vitamina B12 e l’acido folico, per la ricostituzione delle riserve; invece per stimolare la produzione di globuli rossi si usa testosterone, nandrolone decanoato, per le forme più gravi si può rendere utile l’uso dell’eritropoietina e la IL-3.

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Complicanze

L’anemia spesso è una complicanza secondaria ad malattie, che aggrava la condizione del paziente portando ad esiti anche fatali come nei casi della broncopneumopatia cronica ostruttiva e della leucemia.

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