Alfa talassemia: cause, sintomi, gravidanza, rischi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MCon “alfa talassemia (α-talassemia)” ci si riferisce ad un tipo specifico di talassemia (la quale a sua volta è un tipo di anemia) che coinvolge i geni che codificano per l’emoglobina Hb A e Hb A2. La malattia è caratterizzata dalla compromissione della produzione di una, due, tre o addirittura tutte e quattro le catene dell’emoglobina. La prevalenza è 5 / 10 000; la trasmissione avviene per via autosomica recessiva e può esordire a qualsiasi età. La malattia può essere classificata in sottotipi clinici di gravità crescente: l’alfa talassemia silente, il tratto alfa-talassemico (o alfa talassemia minor), l’emoglobinopatia H (HbH) e l’idrope fetale da Hb di Bart. È stata identificata, inoltre, una forma rara nota come sindrome alfa talassemia-deficit cognitivo.

Diffusione

L’incidenza della malattia è strettamente correlata a quella della malaria, specialmente per le zone endemiche, fatto che suggerisce un ruolo protettivo della malattia per le manifestazioni più gravi della malaria. L’alfa talassemia è comune nell’Africa subsahariana, nei paesi del mar Mediterraneo, nel Medio Oriente, nel sud e nel sud-est asiatico, con una variabilità genetica che caratterizza ciascuna di queste aree. Negli Stati Uniti l’incidenza riflette quella globale. La delezione -α(3.7) a una singola catena è presente nel 30% degli afroamericani; tuttavia, anche nell’omozigosi, questa porta solo a una lieve anemia microcitica. I disordini più gravi, come l’idrope fetale da Hb Bart, sono più comuni negli Stati Uniti occidentali, con un aumento vertiginoso della prevalenzanegli ultimi due decenni, legata soprattutto all’immigrazione asiatica.

Cause

La malattia ha origini genetiche ed è di tipo autosomica recessiva. È anche connessa alla delezione del braccio corto del cromosoma 16. Può anche essere, in casi molto rari, un disordine acquisito, come nella sindrome mielodisplasica. A causa della bassa incidenza della talassemia alfa, questa può essere in un primo momento scambiata per un’anemia sideropenica.

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Fisiopatologia

L’emoglobina è una grossa proteina contenuta nei globuli rossi, la cui funzione è quella di catturare l’ossigeno dai polmoni e trasportarlo nei diversi tessuti. L’emoglobina raccoglie anche l’anidride carbonica prodotta nei tessuti e la trasporta ai polmoni, dove viene eliminata. La proteina dell’emoglobina (HbA) è costituita a sua volta da quattro catene proteiche più piccole (sub-unità). Negli adulti ogni molecola di emoglobina contiene due subunità dette di tipo alfa e due subunità dette di tipo beta. Nel feto è presente un altra Hb, l’HbF che è formata da una subunità alfa e da due subunità chiamate gamma. Quando le quattro subunità si uniscono a formare la proteina dell’emoglobina, creano una specie di “tasca” al cui interno si trova un altra molecola, molto più piccola, chiamata gruppo eme. Il gruppo eme è quello a cui si legano l’anidride carbonica e l’ossigeno. L’alfa talassemia (o talassemia alfa) è una malattia ereditaria causata dalla produzione difettosa o assente delle subunità di tipo alfa dell’emoglobina. Come conseguenza, nella vita adulta si ha un accumulo di catene beta (l’altra subunità che compone l’emoglobina). Nei neonati si ha invece accumulo di catene di tipo gamma. Questo accumulo porta alla formazione di emoglobine patologiche: emoglobina H nell’adulto (un’emoglobina formata da 4 catene beta) ed emoglobina di Bart nel neonato (formata da 4 catene gamma).

Portatore sano

La sintesi delle catene beta globiniche è controllata da due geni, ciascuno localizzato su uno dei due cromosomi 11. Quando entrambi i geni, uno di derivazione paterna ed uno di derivazione materna sono difettosi, si ha un quadro clinico grave (Talassemia major o morbo di Cooley). Quando invece si eredita un solo gene difettoso di derivazione paterna o materna, si ha la Talassemia minor che comporta la condizione di “portatore sano”. In tale condizione si hanno solo lievi modificazioni di alcuni parametri di laboratorio che non hanno nessuna importanza clinica e non comportano nessun problema per la salute del “portatore”.

Classificazione

Ci sono due loci genici per le catene α, che diventano quattro nelle cellule diploidi, due di origine materna e due di origine paterna. La gravità clinica dell’alfa talassemia è inversamente proporzionale al numero di catene α; più ne mancheranno, peggiori saranno le manifestazioni cliniche. Nell’analisi del genotipo il segno “-” indica un gene assente e la lettera greca “α” indica un gene presente (contrariamente al βo e al β+ utilizzati per la classificazione della beta talassemia, nell’alfa talassemia non si fa distinzione tra assenza e riduzione della produzione delle catene dell’emoglobina).

Alleli coinvolti Presentazione clinica Genotipo
Uno Sono presenti effetti minimi, in quanto tre geni per le catene α sono sufficienti per permettere una normale produzione di emoglobina senza sintomatologia. Gli individui con questo genotipo sono definiti “portatori silenti” e possono avere una riduzione, all’emocromo, dei valori di MCV e MCH. -/α α/α
Due Tale condizione è definita “tratto α-talassemico”. La presenza di due geni per le catene α permette quasi una normale eritropoiesi, con una leggera anemia ipocromica microcitica. La malattia in questa forma può essere inizialmente scambiata per un’anemia sideropenica ed essere trattata impropriamente con terapia marziale.Il tratto α-talassemico esiste in due forme:

  • α-talassemico-1 (-/- α/α), caratteristico delle popolazioni asiatiche, con delezione cis di entrambi i geni di uno stesso cromosoma;
  • α-talassemico-2 (-/α -/α), caratteristico delle popolazioni nere, con delezione trans di un gene per ciascuno dei due cromosomi.
-/- α/α o
-/α -/α
Tre La condizione è chiamata malattia da HbH. Nel sangue sono presenti due tipi di emoglobina, entrambe instabili: il tetramero γ4 (Hb Bart) e il tetramero β4 (HbH). Entrambi sono caratterizzati da un’elevata affinità per l’ossigeno, maggiore di quella dell’emoglobina normale, che provoca una ridotta ossigenazione dei tessuti. È presente una marcata anemia ipocromica microcitica con la presenza di “cellule a bersaglio” e dei “corpi di Heinz” (formati dalla precipitazione di HbH) all’esame microscopico dello striscio di sangue periferico. La malattia viene normalmente diagnosticata nell’infanzia o durante l’adolescenza, in conseguenza della rilevazione di anemia e splenomegalia in esami effettuati di routine. -/- -/α
Quattro Il feto non può vivere fuori dall’utero e può non sopravvivere durante la gravidanza: la maggior parte nasce morto in condizione di idrope fetale e quelli che nascono vivi muoiono poco dopo il parto. Il feto risulta edematoso e la poca emoglobina che circola è formata da tetrameri γ4 (Hb Bart). -/- -/-

Sintomi

Il tratto alfa-talassemico causa microcitosi e ipocromia senza anemia o con lieve anemia (spesso individuata con le analisi routinarie del sangue), in genere in assenza di altri sintomi. I pazienti affetti da HbH sviluppano un’anemia emolitica moderata con livelli variabili di emoglobina H (HbH) e spenomegalia occasionalmente grave, a volte complicata da ipersplenismo. L’idrope fetale da Hb di Bart causa un grave deficit dell’alfa globina, con conseguenze gravi per lo sviluppo. La sindrome alfa-talassemia-deficit cognitivo è caratterizzata da anemia molto lieve-grave associata ad anomalie dello sviluppo.

I sintomi aspecifici dell’anemia sono molti ed includono:

  • malessere generale;
  • astenia (mancanza di forza);
  • fragilità delle unghie che tendono a spezzarsi e sfogliarsi;
  • facile affaticabilità.
  • dispnea (difficoltà a respirare);
  • difficoltà a compiere esercizi anche lievi;
  • tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • vertigini;
  • difficoltà nella concentrazione;
  • aumento della sete;
  • vista offuscata;
  • splenomegalia (milza aumentata di volume);
  • dolori all’altezza della milza (fianco sinistro);
  • claudicatio intermittens: difficoltà di deambulazione;
  • stato confusionale;
  • sensazione di svenimento;
  • basso calore corporeo, specie alle estremità (mani e piedi);
  • aspetto notevolmente pallido della cute.

Diagnosi

La diagnosi si basa sugli esami ematologici degli eritrociti (RBC), sugli strisci di sangue periferico, sulla colorazione sopravitale per identificare i corpi di inclusione all’interno degli RBC e sull’analisi qualitativa e quantitativa dell’emoglobina. La conferma della diagnosi si basa sui test molecolari. La diagnosi differenziale nei confronti di possibili malattie similari, si pone con l’anemia da carenza di ferro e con i difetti di sintesi dell’eme. Deve essere presa in considerazione una forma acquisita nota come sindrome mielodisplastica-alfa talassemia (ATMDS), descritta per lo più nei maschi adulti. Si caratterizza per una mielodisplasia (MD) associata a HbH.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale deve essere offerta nelle gravidanze a rischio per idrope fetale da Hb Bart o nelle forme gravi di malattia dell’HbH.
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Consulenza genetica

L’alfa talassemia è trasmessa come carattere autosomico recessivo. I figli con malattia da emoglobina H nascono generalmente dal matrimonio fra un portaotre o una portatrice silente( -a/aa) e un portatore o portatrice classico (–/aa). Da questo matrimonio la possibilità di avere un figlio o una figlia affetti è del 25%. Più in generale, figli affetti da malattia da emoglobina H possono nascere solo se entrambi i genitori sono malati o portatori del tipo -a/aa oppure -a/-a e –/aa. Ogni figlio di genitori portatori, indipendentemente dal sesso, avrà una probabilità su 4 di ereditare la malattia, e una probabilità variabile (a seconda dei tipo di genitori portatori) di essere portatore silente o classico. L’idrope fetale può comparire solo nel caso in cui uno dei genitori sia –/aa e l’altro sia portatore. I portatori si possono identificare sia con analisi biochimiche, sia con il test del DNA, che permette di analizzare direttamente i geni alfa globinici.
In entrambi gli esami è sufficiente un campione di sangue.

Terapia

Per i soggetti che hanno ereditato uno o due geni difettosi, condizioni chiamate rispettivamente alfa-talassemia silente e alfa-talassemia minor, non è necessario alcun trattamento, essendo “portatori sani”. Per i pazienti che hanno ereditato tre geni difettosi, si effettuano normalmente controlli clinici, di laboratorio e trasfusioni di eritrociti (globuli rossi) concentrati che vengono praticate in base ai risultati dei controlli effettuati. Utile anche terapia con farmaci che chelano (legano) il ferro in eccesso presente in questi pazienti, per evitare che si depositi e danneggi in maniera eccessiva i vari organi del corpo.

Prognosi

La prognosi dei portatori dell’alfa talassemia silente o del tratto alfa-talassemico è molto buona. I neonati affetti da idrope fetale da Hb Bart di solito muoiono nel periodo perinatale. Nei pazienti affetti da emoglobinopatia H, la prognosi è in genere buona, anche se dipende dalle complicazioni e dal trattamento.

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