Morte per incidente aereo in medicina legale

MEDICINA ONLINE AEREO MEDICINA LEGALE MORTE DISASTRO AEREO INCIDENTE PEZZI AEROPLANO COLOMBIA PLANE CRASH FLIGHT 2833.jpgGli incidenti aerei appartengono al gruppo delle “catastrofi di massa” (mass disaster), cioè quegli eventi che determinano la morte violenta di numerosi individui, in un arco di tempo più o meno concentrato, a fronte di eventi causali diversi rappresentati prevalentemente da incidenti coinvolgenti mezzi a grande capacità di trasporto (prevalentemente aerei, treni e navi) ovvero da calamità naturali (terremoti, frane, valanghe), nonché da crolli di edifici, da esplosioni e/o incendi. In tale ambito è possibile distinguere disastri cosiddetti a “lista aperta“, quando cioè non siano note le generalità delle vittime coinvolte (ad esempio un incidente ferroviario) oppure a “lista chiusa” nel caso contrario (ad esempio incidente aereo, in cui si conosce nome e cognome di tutte le vittime). Senza dubbio la tipologia più rappresentativa dei mass disaster è costituita dagli incidenti aerei. I quadri lesivi che si osservano in tali ultime evenienze sono vari in quanto legati a differenti momenti traumatici che caratterizzano l’incidente aereo, sicché alle lesioni a genesi contusiva riconducibili alla fase di precipitazione e relativo impatto su superficie solida o liquida, aggravate dall’ancor più brusca decelerazione per improvviso arresto del mezzo dotato di notevole velocità di caduta, possono associarsi lesioni da calore per incendio ovvero lesioni da compressione e/o decompressione per esplosione, incendio o esplosione che peraltro possono precedere la caduta stessa dell’aereo.

L’esame complessivo del quadro lesivo, inoltre, potrà talvolta offrire elementi
utili anche per la ricostruzione dell’evento nelle sue modalità di realizzazione. Ad ogni modo sarà dato osservare escoriazioni, ecchimosi, ferite lacere e/o lacero-contuse, fratture multiple, depezzamenti di segmenti corporei, scoppi organo-viscerali. Peraltro, in conseguenza dell’impatto del velivolo contro superficie solida o liquida, da cui può derivare o meno esplosione del mezzo stesso, possono osservarsi minuta frammentazione dei vari segmenti somatici associata a scoppio e svuotamento delle cavità corporee, unitamente a scuoiamenti e ferite da schegge metalliche derivanti dalla disintegrazione dell’aeromobile, ovvero ustioni più o meno gravi ed estese fino alla carbonizzazione. Inoltre, nel corso di una brusca ed improvvisa decompressione si può anche realizzare asportazione degli indumenti con denudamento dei corpi.
È evidente che la contemporanea presenza di gravi, molteplici ed estese lesioni,
eventualmente anche di varia natura, potrà comportare difficoltà interpretative non solo per la diagnosi causale di morte, ma anche per le prioritarie esigenze identificative. A tale ultimo proposito si raccomanda l’uso di un sistema omogeneo ed univoco nella raccolta dei dati post-mortem ed ante-mortem, fondamentale per la successiva attività comparativa. A tale scopo, di prevalente uso a livello internazionale, è il formulario DVI (Disaster Victim Identification), adottato dall’Interpol. Detto formulario, ideato per i grandi disastri, di fatto può anche essere utilizzato per l’identificazione di singoli cadaveri sconosciuti eventualmente con riferimento alle persone scomparse.
Il protocollo consta di due parti, ciascuna delle quali è suddivisa in ulteriori
sezioni. La prima parte, di colore rosa, riguarda i dati post-mortem, cioè i dati ricavabili dall’esame del cadavere rinvenuto: oltre ovviamente al tipo, luogo e data del disastro, esso conterrà relativamente al cadavere, sito di rinvenimento, descrizione degli indumenti nonché degli effetti personali (orologi, monili, documenti, ecc.), età apparente, statura, peso, razza, stato di conservazione del cadavere, connotati ed impronte digitali, il tutto corredato da documentazione descrittiva e fotografica. In questa parte del documento, oltre a due schede grafiche recanti schemi corporei anatomo-topografici, scheletrici e dentari, sono contenuti i dati necroscopici e quant’altro di interesse identificativo (connotati, contrassegni quali tatuaggi, cicatrici, malformazioni, esiti di fratture, formula dentaria e relative particolarità e cure, ecc.), nonché conclusioni medico-legali.

La seconda parte del formulario, di colore giallo, riguarda i dati ante-mortem,
cioè i dati inerenti la persona presunta vittima del disastro. Dette informazioni vengono generalmente acquisite da congiunti e/o conoscenti, ovvero dai medici curanti o da strutture ospedaliere ove il soggetto fu eventualmente precedentemente ricoverato, se non dai distretti militari per i soggetti di sesso maschile. I dati riguardano le generalità complete, gli indumenti e gli effetti personali indossati al momento della scomparsa, nonché ovviamente dati analoghi a quelli citati in ordine al post-mortem, a significativa valenza identificativa personale ed informazioni relative a precedenti morbosi, anche estrapolabili da documentazione sanitaria (radiografie scheletriche ed odontoiatriche, cartelle cliniche, ecc.). Le due parti del formulario, contenenti le notizie così acquisite, verranno poi comparate onde verificarne la corrispondenza: a tal riguardo esiste un’ulteriore scheda di rapporto sul confronto (rapporto di identificazione del cadavere) in cui vengono formulate le conclusioni ed il relativo giudizio di identità. Va ricordato che, nell’ambito della Polizia Scientifica, è stato istituito un nucleo di identificazione di vittime di disastri, costituito da medici legali, odontoiatri e da altro personale tecnico della Polizia di Stato, che interviene in tali evenienze sia sul territorio nazionale che all’estero. Dal punto di vista strettamente operativo, in corso di sopralluogo occorre sostanzialmente delimitare 1’area del disastro, allestire una mappa recante l’esatta ubicazione e numerazione di ciascun cadavere o parti di esso, descrivere sommariamente e per quanto possibile il cadavere stesso unitamente agli indumenti indossati ed agli oggetti su esso rinvenuti, corredando ampiamente l’attività svolta con documentazione foto e video grafica. All’atto della rimozione di cadaveri, sulle bare o sui sacchi adibiti al trasporto di essi, saranno riportati numeri con cui sono stati contrassegnati i resti rinvenuti.

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