Differenza tra coprofilia e coprofagia, rischi e terapie

MEDICINA ONLINE DIARREA VIAGGIATORE VACANZA VIAGGIO CIBO ESOTICO INFEZIONI CIBI CONTAMINATI ACQUA INTESTINO DOLORE FECI LIQUIDECoprofilia e coprofagia rientrano entrambe nella categoria delle parafilie, cioè un gruppo di varie tipologie di impulsi, fantasie o comportamenti sessuali, intensi e ricorrenti, che implicano la rinuncia alla meta genitale e la sostituzione del coito con pratiche di altro tipo in grado di provocare una forte e persistente eccitazione sessuale.

Con coprofilia in psicologia e psichiatria si intende una pratica sessuale in cui l’eccitazione è strettamente connessa alla vista e al contatto con gli escrementi, propri e altrui, senza necessariamente ingerire gli escrementi. Il coprofilo potrebbe quindi provare eccitazione nel vedere un altro essere umano defecare, o guardando o manipolando feci proprie o di altre persone.

Con coprofagia in psicologia e psichiatria si intende una pratica psicopatologica che consiste nell’ingerire deliberatamente escrementi, propri o altrui. Il coprofago ha quindi l’abitudine di mangiare volontariamente feci, sia da sole, sia mescolate ad a cibi o bevande.

Rischi e terapie

La coprofilia non comporta grossi rischi, ovviamente se praticata tra adulti consenzienti, tuttavia – dal momento che le feci contengono generalmente una gran quantità di batteri (tra cui l’Escherichia Coli) – il rischio principale risiede nella trasmissione di infezioni, che è decisamente più elevato nel caso della coprofagia.
Sia coprofilia che coprofagia sono solitamente egosintoniche, cioè il soggetto ha piacere nell’essere coprofilo e/o coprofago: la difficoltà maggiore connessa al superamento del problema risiede quindi nel mancato riconoscimento del problema da parte della persona interessata. Nel momento in cui le manifestazioni divengano egodistoniche (la persona le percepisce come un comportamento che crea disagio e vuole allontanarle da sé) il trattamento diviene possibile e consiste generalmente in psicoanalisi cognitivo comportamentale associati con il farmaco aloperidolo.

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