Differenza tra egosintonico e egodistonico in psicologia e psichiatria con esempi

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In psicologia si dice “egodistonico” qualunque comportamento o idea che NON sia in armonia con i bisogni dell’Io, o specificatamente coerente con l’immagine e la percezione che il soggetto ha di sé stesso; ad esempio l’omosessuale egodistonico è il soggetto che non accetta il proprio orientamento sessuale e lo vive con dolore e disagio.

In psicologia si dice “egosintonico” qualunque comportamento o idea che SIA in armonia con i bisogni dell’Io, o specificatamente coerente con l’immagine e la percezione che il soggetto ha di sé stesso; ad esempio l’omosessuale egosintonico è il soggetto che accetta il proprio orientamento sessuale e lo considera come una parte piacevole della propria esistenza.

In psichiatria

In psichiatria i sintomi di alcune patologie psichiatriche possono essere egosintonici oppure egodistonici.

In genere i sintomi di alcuni disturbi di personalità sono egosintonici: la persona si sente in sintonia coi sintomi del proprio disturbo, quindi NON prova disagio sapendo di averli, e sono ritenuti da essa non solo coerenti, ma addirittura spesso distintivi in senso positivo della propria personalità, quindi non desidera in alcun modo liberarsi di essi. Ad esempio nel caso del disturbo istrionico di personalità, il soggetto affetto è vivace, espressivo, desidera di essere al centro dell’attenzione, dedica molta attenzione all’aspetto fisico e si comporta in modo sessualmente provocatorio o impropriamente seducente: tutte questa caratteristiche sono viste come una parte positiva di sé, ed il soggetto NON vuole liberarsene, anzi li considera come tratti distintivi positivi. Parimenti, il soggetto con disturbo narcisistico di personalità ha un senso esagerato del proprio valore, vuole essere ammirato, è egocentrico, egoista ed insensibile: queste caratteristiche sono egosintoniche perché il soggetto le ritiene una parte positiva di sé.

In genere i sintomi dei disturbi d’ansia (come le fobie, gli attacchi di panico ed il disturbo ossessivo compulsivo) sono invece considerati egodistonici: la persona non solo NON si sente in sintonia coi sintomi del proprio disturbo, ma tali sintomi gli creano disagio e vorrebbe che non facessero più parte della propria vita, ma non riesce a liberarsene. Ad esempio il soggetto affetto da disturbo ossessivo compulsivo ha pensieri ricorrenti (ossessivi) ed è costretto a ripetere in modo incessante e incontrollato (compulsioni) specifiche azioni o processi nel tentativo di placare l’ansia. Il soggetto con disturbo ossessivo compulsivo, nella maggioranza dei casi, riconosce come egodistonici e quindi spiacevoli i sintomi di tale disturbo, ma – pur volendo – non riesce ad allontanarli da sé: non svolgere gli atti ripetuti gli provoca infatti ansia, quindi è costretto a portarli a termine. Curiosamente mentre nel disturbo ossessivo compulsivo i sintomi sono egodistonici, invece nel disturbo ossessivo compulsivo di personalità i sintomi sono invece egosintonici: tendenza al controllo, perfezionismo, dedizione al dovere ed alla produttività, propensione agli schemi ed alla organizzazione spazio temporale, sono tutti sintomi che chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo di personalità quasi sempre considera come positive caratteristiche della propia personalità; a tal proposito leggi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo: ripetere, ripetere e ripetere ancora all’infinito un gesto. Differenze col disturbo di personalità ossessivo-compulsivo

Alcune patologie possono determinare contemporaneamente sintomi egosintonici e sintomi egodistonici. E’ interessante notare come alcuni sintomi considerati egodistonici da alcuni individui, sono al contrario considerati egosintonici da altri individui e viceversa. Curare una persona che ha una patologia psichiatrica con sintomi egosintonici è spesso molto più complesso rispetto ad una con patologia con sintomi egodistonici: la persona con sintomi egosintonici spesso non vuole essere curata proprio perché non riconosce di essere malata, dal momento che i sintomi della malattia sono da lei considerate parti positive di sé.

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