Intera famiglia chiusa in casa per due anni e mezzo a causa della dipendenza da internet

medicina online pc computer work tecnopatologie dipendenza da internet web shopping online masturbazione pornografia gioco d'azzardo ufficio lavoro lavorare programmare linguaggio progPer due anni e mezzo auto segregati in casa, incollati al computer, nutrendosi solo di merendine, biscotti e caramelle pur di non uscire di casa. Così avrebbe vissuto una famiglia del Nord Salento, in pratica tutti veri e propri schiavi di Internet. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il figlio quindicenne avrebbe anche rischiato di cadere nella trappola della Blue Whale, il folle gioco che spinge gli adolescenti al suicidio.

Dipendenza da internet

Genitori e figli per anni avrebbero vissuto in questo modo, fin quando gli insegnanti della figlia di 9 anni non avrebbero allertato gli assistenti sociali. Sarebbe stata proprio la piccola a curare persino la spesa per l’alimentazione della famiglia, dovendo uscire per recarsi a scuola. Il padre, di 40 anni, e la madre, di 43, sarebbero ora in cura con psicologi e psicoterapeuti che hanno il compito di strapparli alla dipendenza patologica dal web. Tutti i componenti della famiglia avrebbero vissuto questo stato di dipendenza dal web, consumando davanti al monitor qualche piccolo pasto, abbandonando anche la cura di se stessi. Il ragazzo avrebbe vissuto davanti al suo laptop nutrendosi sporadicamente e senza lavarsi, ridotto praticamente ad essere uno scheletro che cammina. Durante la segregazione in casa, il piede è cresciuto di due numeri ma è rimasto sempre nelle stesse scarpe, troppo piccole per quel corpo chiamato a svilupparsi in maniera sana.

Problema in aumento e sottovalutato

Il web ha migliorato le nostre vite, ma nasconde anche dei rischi altissimi, avendo introdotto velocemente una serie di nuove patologie come la dipendenza dai giochi online, la dipendenza da shopping online, l’accumulo digitale compulsivo e la masturbazione compulsiva da visione di pornografia online, senza considerare tutti i problemi alla vista e alla postura legati all’osservazione perenne di schermi luminosi di tablet, pc e smartphone. Su internet bastano pochi secondi per scommettere anche mille euro sull’ultima partita di calcio, o per spendere la stessa cifra per comprare una borsa di marca: il tutto in alcuni casi senza alcun controllo razionale. Quel che è peggio è che la dipendenza dal web, in tutte le sue coniugazioni, sta diventando rapidamente un vero problema sociale spesso sottovalutato non solo dai pazienti (che diventano dipendenti a volte senza neanche capire di esserlo), ma anche dai medici che, essendo queste patologie “nuove”, a volte non sono del tutto preparati ad affrontare il problema. È per questo necessario che le istituzioni si impegnino ad avviare percorsi incentrati sulle relazioni socio-affettive rivolti ai giovanissimi, soprattutto in ambito scolastico, ma anche agli adulti, che vanno aiutati nei Centri di Ascolto per le Famiglie a gestire le relazioni con gli adolescenti in un contesto in continua evoluzione e mutamento.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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