Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la sindrome frontale

MEDICINA ONLINE CERVELLO CORTECCIA VISIVA UDITIVA LOBO LOBI FRONTALE PRO FRONTALE PARIETALE OCCIPITALE TEMPORALE ENCEFALO SISTEMA NERVOSO ANATOMIA PRIMARIA SECONDARIAAl termine di questo articolo capirete che la massiccia presenza di pornografia su internet può danneggiare la nostra salute al pari di una sigaretta o dell’eroina. Vi anticipo che nessuno parla di ciò per il semplice fatto che il mercato della pornografia frutta miliardi di dollari a livello mondiale quindi c’è tutto l’interesse affinché se ne parli il meno possibile. Non voglio fare il solito complottista ma i fatti sono esattamente così.

In un articolo precedente ci siamo chiesti se la masturbazione faccia bene o faccia male alla salute, inoltre abbiamo visto come la masturbazione non sia un vizio, bensì una vera e propria tossicodipendenza, ed in un successivo articolo avevamo imparato il modo per capire se la propria masturbazione è “normale” o “compulsiva”. Vediamo oggi come potenzialmente la pornografia online e la masturbazione compulsiva, possono danneggiare in maniera irreversibile il tuo cervello. Lo chiarisce il dott. Norman Doidge – neurologo della Columbia University – nel proprio libro “Il cervello che modifica se stesso”. Da una ricerca condotta su uomini che guardano pornografia su internet, essi sembravano incredibilmente simili alle cavie che spingevano la levetta nelle scatole di Skinner. Il dottor Doidge sottolinea che «gli uomini cercavano incessantemente la loro dose successiva cliccando il mouse come i topini premevano la levetta». E prosegue ricordando che tutte le dipendenze causano «modificazioni cerebrali neuroplastiche definitive». Dipendenza dalla pornografia inclusa.

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Il ruolo della dopamina

Nel cambiamento plastico è coinvolta anche la dopamina. Quella stessa dopamina che ci stimola, è responsabile del consolidamento della connessione neuronale. La dopamina è un neurotrasmettitore rilasciato durante l’eccitazione sessuale. Ecco dove risiede il potere della pornografia nel creare dipendenza: per certi versi la dipendenza dal porno online è una tossicodipendenza e la sostanza che crea dipendenza è la dopamina. La natura sottostante alla dipendenza da pornografia è – chimicamente parlando – praticamente identica a quella di una dipendenza da eroina. Gli uomini al computer mentre guardano della pornografia sono lì per ricevere dose dopo dose di dopamina, come i topini premono la levetta. Benché non se ne rendano conto, sono coinvolti in un’attività che modificherà in modo definitivo il loro cervello.

Il dipendente è intossicato dalle erotossine

Recenti ricerche hanno dimostrato che le immagini ed i video pornografici osservati durante la masturbazione compulsiva, restano permanentemente “occultate” nel cervello favorendo il rilascio, nella circolazione sanguigna, di grandi quantità di mediatori chimici naturali di: ossitocina, serotonina, vasopressina, prolattina ed encefaline (anche dette oppioidi endogeni, cioè le endorfine proprie ad ogni persona) oltre ovviamente alla già citata dopamina. Chi guarda pornografia in modo ossessivo diventa letteralmente intossicato: ubriaco di un’overdose di molecole psicotrope. Queste sostanze in grado di alterare la mente sono note come erotossine. Questo effetto avvelenante della pornografia è stato mostrato recentemente in test di laboratorio con evidente modificazione della chimica cerebrale e della vera e propria struttura organica del cervello. Né più né meno come l’alcool consumato in grandi quantità per lunghi periodi di tempo danneggerà fegato e reni, una lunga dipendenza da tabacco danneggerà polmoni e sistema cardiovascolare, così alti carichi di immagini pornografiche e masturbazione compulsiva si ritiene portino ad un danno cerebrale biochimico ed organico.

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Sabotaggio del cervello

Il pornodipendente è come se sabotasse cronicamente il proprio cervello: un’immagine pornografica passa dall’occhio al cervello in 3/10 di secondo e il cervello ne viene modificato strutturalmente e ne crea un ricordo. Con ogni esperienza visiva (e nella dipendenza da porno online le esperienze visive nuove sono numerosissime) facciamo letteralmente modificare il nostro cervello  Il tossico pornomane si dimentica rapidamente di tutto e tutti in favore di una sempre più particolare stimolazione sessuale che sarà in grado di trovare solo in video pornografici sempre più estremi. Metterà a rischio la propria carriera, le amicizie, la famiglia. Indulgerà in quei comportamenti dovunque e comunque.

Il danno ai lobi frontali

La dipendenza dal porno, ci dice il neurochirurgo Donal L. Hilton Jr., produce danni cerebrali a lungo termine analoghi all’atrofia o comunque ad un danno ai lobi frontali, cioè quella parte del cervello importante per determinare i nostri comportamenti. Gli studiosi delle dipendenze indicano questa condizione con il termine di “ipofrontalità” a causa della somiglianza con le condizioni di pazienti con danni ai lobi frontali del cervello quali quelli che si riscontrano in traumi. Tutte le dipendenze, oltre alle modificazioni biochimiche del cervello, producono modificazioni anatomiche patologiche che si manifestano con differenti tipi di malfunzionamenti cerebrali, indicati nel complesso come sindrome frontale. In pratica qualsiasi dipendenza (tra cui la masturbazione compulsiva) determina sintomi simili a quelli relativi ad un trauma cerebrale che ha interessato il lobo frontale.

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Cos’è la sindrome frontale?

E’ un insieme di sintomi legati ad un danno ai lobi frontali, che può essere descritto nel modo più semplice come un “danno al sistema frenante” del cervello. I comportamenti tipici di chi soffre di sindrome frontale sono:

  1. comportamento impulsivo con poca attenzione alle conseguenze;
  2. inadeguato impiego di strategie di Problem Solving con tendenza alle perseverazioni nei propri errori;
  3. eccessiva disinibizione;
  4. instabilità affettiva;
  5. comportamento compulsivo spesso fino alla perdita del controllo;
  6. comportamento emotivamente labile, improvvisi ed imprevedibili cambiamenti di umore;
  7. confabulazione: il malato “falsifica” i propri ricordi colmando alcune lacune di memoria con invenzioni fantastiche e mutevoli;
  8. anosodiaforia: il soggetto è indifferente di fronte alla propria malattia;
  9. anosognosia: il soggetto ha scarsa consapevolezza di avere un deficit cognitivo;
  10. incapacità di astrazione e di pianificazione;
  11. perseverazioni e mancanza di flessibilità nella formulazione e nell’uso di strategie cognitive;
  12. abulia: mancanza o deficit di volontà nel prendere una decisione o eseguire una azione;
  13. incapacità di inibire risposte comportamentali ed emotive incongrue con l’ambiente e la situazione stimolo (il soggetto compie atti che non dovrebbero essere compiuti in determinate situazioni, arrivando anche a comportamenti sconsiderati o illegali);
  14. alterazione della personalità e del tono dell’umore con manifestazioni positive (stati maniacali) e/o negative (stati depressivi);
  15. deficit di focalizzazione e mantenimento dell’attenzione volontaria;
  16. attenzione automatica patologicamente intensificata;
  17. l’intelligenza può essere deficitaria, ma spesso il paziente frontale presenta un Q.I. del tutto normale ed in alcuni casi anche superiore alla media;
  18. comportamento d’uso e d’imitazione (ecoprassia, cioè ripetizione di gesti ed ecolalia, cioè ripetizione verbale);
  19. deteriorata capacità di giudizio, che porta a decisioni perfino disastrose, pericolose, ripetitive ed illegali.

Questi sintomi, tutti insieme rientrano nel quadro detto di “ipofrontalità“. Molti di questi comportamenti sono tipici fra i masturbatori cronici, segno che la masturbazione compulsiva e la dopamina hanno nel tempo creato un danno ai lobi frontali. La sindrome frontale viene anche chiamata spesso “sindrome prefrontale“, espressione che indica con più precisione la localizzazione anatomica del danno, cioè la zona “prefrontale” (9, 10, 45 e 46 di Brodmann) della corteccia frontale (vedi immagine in alto nell’articolo).

Tipi di sindrome frontale

Alcuni autori hanno suddiviso la sindrome prefrontale in tre tipologie fondamentali, legate a lesioni anatomo-patologiche diverse:

  • sindrome frontale di tipo disesecutivo (da lesioni della corteccia prefrontale dorsolaterale): diminuite capacità di giudizio, pianificazione, insight e organizzazione temporale; perseverazione cognitiva; deficit della programmazione motoria (può includere afasia e aprassia); diminuita cura della propria persona;
  • sindrome frontale di tipo disinibito (da lesioni della corteccia orbitofrontale): comportamento disinibito, con scarso controllo degli impulsi e dei freni inibitori, facile irritabilità ed aggressività, euforia; distraibilità; labilità emozionale; nei casi più gravi comportamenti estremamente violenti e assoluta noncuranza dell’altro, fino ad arrivare alla psicopatia (denominata sociopatia acquisita da Antonio Damasio);
  • sindrome frontale di tipo apatico (da lesioni della corteccia prefrontale mediale, connessione tra cingolo e area motoria supplementare): diminuita spontaneità; diminuita produttività verbale (incluso il mutismo); diminuito comportamento motorio (inclusa l’acinesia); incontinenza urinaria; diminuita prosodia spontanea, aumentata latenza di risposte.

Il masturbatore cronico sembra sviluppare le tipologie di tipo disinibito e disesecutivo.

Un danno lento e, per questo, ancor più pericoloso

E’ interessante notare come le caratteristiche di “ipofrontalità” appaiano all’improvviso in caso di traumi cerebrali ai lobi frontali (ad esempio incidenti automobilistici o sul lavoro), mentre invece appaiano nel masturbatore in maniera molto lenta e sfumata, col progredire della dipendenza dal porno online. La cosa avviene lentamente, per gradi, passo dopo doloroso passo. Semina un comportamento e ne nasce un’abitudine, semina un’abitudine e ne nasce un carattere, semina un carattere ed avrai un destino. Uno dei problemi legati alla masturbazione compulsiva, come in tutte le dipendenze, è che il danno cerebrale si manifesta in maniera progressiva ma così lenta ed impercettibile che né il masturbatore, né i suoi cari, si accorgono della presenza di un problema serio o di un vero cambiamento caratteriale, se non quando avviene qualcosa di irreparabile, ad esempio se il masturbatore compulsivo compie plateali atti illegali e ha problemi penali, oppure se – ad esempio – in una partita a poker si gioca la casa. L’evoluzione di questa malattia è quasi sempre invisibile all’esterno, visto che ovviamente occupa la parte segreta della vita di un uomo e, come un cancro, cresce e si diffonde, silenziosamente, con una inversione di tendenza spontanea quasi impossibile. Nella masturbazione compulsiva la droga (il porno online) è gratis, illimitata, facilmente reperibile ovunque con un semplice smartphone, inoltre masturbarsi si fa di nascosto ed è visto come un atto naturale, che mai e poi mai fa male alla salute: sono tutti fattori che spingono il masturbatore compulsivo a diventare tale senza neanche accorgersene e sottovalutando i rischi.

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Altri problemi legati alla Sindrome frontale: ridotta la capacità di amare e disfunzione erettile

Un effetto collaterale frequente che notiamo nei nostri pazienti è che viene drasticamente ridotta la loro capacità di amare: la sessualità diventa in un certo senso “de-umanizzata”. Molti sviluppano uno “stato dell’io estraneo” – un lato oscuro – il cui nucleo centrale è una lussuria antisociale avulsa da valori, mentre all’esterno ostentano una vita normale. Nel tempo, il picco di eccitazione ottenuto con la masturbazione con stimoli porno diventa più importante delle relazioni della vita reale e ciò porta a non avere più soddisfazione nei rapporti con la propria partner (arrivando addirittura al deficit erettile), a tal proposito leggi: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

Terapia e riabilitazione psicologica

E’ una terapia lunga e complessa, che necessita di un intervento psichiatrico, psicologico e psicoterapeutico mirato che purtroppo non sempre fornisce i risultati sperati, specie se la masturbazione cronica continua da decenni. L’allontanamento dalle fonti della pornografia online, aiuta la guarigione. In alcuni casi anche il trattamento farmacologico fornisce un aiuto concreto al paziente. Il trattamento della sindrome frontale dei pazienti con traumi cerebrali non è comunque onnicomprensivo di tutta la sintomatologia, ma mirato con tecniche specifiche ad apportare benefici ai singoli sintomi:

Trattamento della disinibizione degli impulsi: la totale eliminazione della impulsività è improbabile. Vengono comunque utilizzate la “tecnica del time-out” (sospensione e riduzione della stimolazione ambientale portando il paziente in un luogo solitario e quieto e/o concedendogli tempo perchè si ristabilizzi), la “Disapprovazione e approvazione sociale” e la creazione di situazioni simulate di comportamenti adeguati. I pazienti frontali sono comunque poco sensibili sia ai rinforzi cognitivi che materiali mentre risultano attratti dai rinforzi immediati soprattutto sessuali. di In caso di trauma cranico, e di accidente cerebrovascolare, le probabilità di un recupero funzionale post-acuto sono positive ma dipendono da diversi fattori variabili (natura e diffusione della lesione, età, scolarità, livello cognitivo premorboso, fattori individuali, ecc). Al contrario, nel caso di una patologia degenerativa, data la natura ingravescente dei sintomi, la possibilità di ripresa risulta nulla.

Trattamento dell’abulia: mirato a rendere il paziente più attivo, più indipendente e meno inconcludente, mettendo in dubbio le sue interpretazioni erronee, e fornendogli motivazioni e gratificazioni esterne che compensino la mancanza di motivazione interna. Efficaci si sono dimostrate attività programmate guidate che strutturino la giornata e procedure o diagrammi di monitoraggio grafico che il paziente possa riesaminare giornalmente per rilevare i progressi (feedback).

Trattamento dell’anosognosia: mirato a lasciare che il paziente valuti le proprie capacità in ambienti realistici e significativi; non essere all’altezza delle proprie aspettative può avere un forte impatto con la consapevolezza che ha dei propri deficit.

Trattamento della perseverazione: il disturbo è gestito piuttosto che trattato. Famiglie e staff terapeutico devono continuamente dirigere il paziente lontano dalle idee e dai comportamenti su cui si è fissato.

Trattamento della costrizione idetica: utilizzo di tecniche (ad esempio brainstorming) per insegnare il problem solving (non astratto ma tratto dall’ambiente domestico e lavorativo) e il pensiero creativo. Efficace anche la programmazione di piani che consistono in una graduale modificazione del comportamento attraverso l´aggiunta di complicazioni comportamentali.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.
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14 risposte a Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la sindrome frontale

  1. Geronimo ha detto:

    Masturbarsi ascoltando file audio per adulti?
    Ce ne sono vari sul tubo, alcuni particolarmente immersivi, che simulano un rapporto. Se si chiude gli occhi sembra di essere davvero coinvolti.
    Sono consapevole della mia dipendenza e da 3 anni lotto con risultati altalenanti contro di essa e per il mio benessere fisico e mentale.
    A volte, cedendo alla tentazione di masturbarmi per non vedere video ho fruito di questo materiale audio. A me che sono dipendente fa male come il porno oppure no?

    • Qualsiasi masturbazione eseguita in modo compulsivo, con video pornografici, immagini di donne (o uomini) seminudi o anche file audio (insomma qualsiasi cosa che simuli/sostituisca la realtà creando una stimolazione audio/visiva artefatta), ma anche senza l’ausilio di nulla, è comunque patologica. Per la nostra esperienza professionale, è generalmente (ma non sempre!) più complesso uscire da una dipendenza correlata a visione/accumulo di centinaia di video pornografici al giorno rispetto a quella in cui si visiona materiale “softcore” o file audio come nel suo caso. Senza dubbio quindi le consigliamo, se non riesce a farne a meno, di masturbarsi preferendo le stimolazioni audio a quelle video e – possibilmente – diminuire gradatamente il numero di masturbazioni giornaliere, fino ad eliminare anche del tutto quelle eseguite con le stimolazioni audio.

      Lo Staff di MO

      • Anonimo ha detto:

        Grazie per avermi tolto questo dubbio. Il quadro da cui esco è proprio quello grave (molte ore e centinaia di video al giorno, con annesse zaganelle). Da quando i miei problemi (perfettamente descritti nel vostro articolo sulla sindrome pre-frontale) si sono acuiti fino a farmi avere un forte attacco di panico ho iniziato a lavorarci sù.
        Ora è quasi un mese che non mi masturbo usufruendo del porno.
        Durante il periodo più lungo di sobrietà (7 mesi), raggiunto con enorme sforzo, ho vissuto un picco di benessere generale e ho scoperto una funzionalità erettile che non credevo di avere e che mai avevo avuto durante la mia decennale dipendenza (ho 27 anni),
        In bocca al lupo per il vostro lavoro e, per favore, alzate la voce su questo argomento, fatevi sentire il più possibile.
        Oltre ad aiutare chi soffre a ristabilirsi, alzate anche la voce contro le industrie del porno.
        I danni sulla salute sono evidenti, una volta che i porno dipendenti inizieranno a venire allo scoperto non sarà difficile dimostrare. Prima di qualsiasi altra cosa, ne va del futuro dei nostri figli.

        • Le rispondiamo con il nostro commento precedente:
          “Ha perfettamente ragione: sono malattie in enorme aumento specie tra i giovani, eppure se ne parla molto poco, forse perché è un argomento che viene considerato “scandaloso”, specie in un Paese cattolico come l’Italia. Noi nel nostro piccolo ce la mettiamo tutta, sia dal punto di vista divulgativo (coi nostri articoli, dove l’argomento viene trattato apertamente e senza alcun tabù) sia professionale, aiutando i nostri pazienti nel lungo e difficile processo di allontanamento dalla dipendenza e nella riabilitazione che segue.”

          Lo Staff di MO

      • Geronimo ha detto:

        Grazie per avermi tolto questo dubbio.
        Ho 27 anni e nel periodo più lungo di sobrietà da me raggiunto (7 mesi) ho conosciuto un benessere generale e una potenza sessuale di cui non immaginavo l’esistenza.
        Ora è quasi un mese che non usufruisco di porno e non mi masturbo compulsivamente.
        Per favore oltre ad aiutare chi soffre a ristabilirsi, alzate anche la voce su questo problema; una volta che i porno dipendenti inizieranno a farsi avanti non sarà difficile dimostrare i danni della pornografia online.
        Ne va del futuro dei nostri figli, prima di ogni altra cosa.

        • Ha perfettamente ragione: sono malattie in enorme aumento specie tra i giovani, eppure se ne parla molto poco, forse perché è un argomento che viene considerato “scandaloso”, specie in un Paese cattolico come l’Italia. Noi nel nostro piccolo ce la mettiamo tutta, sia dal punto di vista divulgativo (coi nostri articoli, dove l’argomento viene trattato apertamente e senza alcun tabù) sia professionale, aiutando i nostri pazienti nel lungo e difficile processo di allontanamento dalla dipendenza e nella riabilitazione che segue.

          Lo Staff di MO

  2. marco ha detto:

    è considerata pornografia anche guardare foto di donne svestite su instagram o guardare serie tv in cui ci sono scene di sesso esplicite?

    • Si, anche se sono ovviamente cose ben diverse dalla pornografia, anche la masturbazione attraverso immagini di donne seminude o scene di sesso simulate, innesca nel cervello le stesse reazioni biochimiche della masturbazione praticata osservando un video pornografico, seppur con il rilascio di minori quantità di dopamina.

      Lo Staff di MO

  3. Anonimo ha detto:

    è possibile ripristinare le funzioni del lobo frontale?

    • E’ difficile rispondere a questa domanda: per la nostra esperienza certamente un danno di questo tipo che si è magari instaurato nell’arco di decenni è profondo e difficile da curare, tuttavia una riabilitazione psicologica specifica è comunque efficace per “invertire la rotta” nei comportamenti e nelle azioni.

      Lo Staff di MO

  4. Marco ha detto:

    Salve articolo bellissimo ma… se ne esce ? E’ possibile ritornare ad una vita sessuale normale ? Come ? Grazie !

  5. caspita io ho sempre pensato che la masturbazione fosse un bomba di salute, e la usavo come integratore, mi sono sempre immaginata che il cervello si riossigenava grazie alla maggiore irrorazione di sangue! e pensavo: l’unica cosa nella vita che non solo è piacevole ma fa anche bene! però anche se non ci avevo mai pensato il tuo articolo non fa una piega: la natura non aveva previsto miliardi di video porno ogni giorno,non è una cosa naturale vedere porno secondo il nostro fisico, è come l obesità: decenni fa si pensava che più grassa fosse una persona e più era in salute

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