Rasoio di Occam: se senti gli zoccoli, pensa al cavallo, non alla zebra

MEDICINA ONLINE RASOIO DI OCCAM FISOLOFIA PLATONE WILLIAM OF OCKHAM GUGLIELMO FRATE SCIENZA IL NOME DELLA ROSA SCRUBS METAFORA GREYS ANATOMY ZATTERA IPOTESI DIAGNOSI DIFFERENZIA FEDONE LE Novacula Occami Ockham's razor hairdresser.jpg“Pluralitas non est ponenda sine necessitate”: Non considerare la pluralità se non è necessario. E’ una frase che racchiude molto del significato del Rasoio di Occam” (Novacula Occami in lingua latina, Ockham’s razor in lingua inglese) un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo inglese William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Ockham o anche Guglielmo di Occam.

Spiegazione del rasoio di Occam

Il principio espresso dal rasoio di Occam, suggerisce l’inutilità di formulare più ipotesi, magari anche complesse, di quelle che siano necessarie per spiegare un dato fenomeno quando quelle iniziali, magari anche semplici, siano sufficienti. Il rasoio incita alla parsimonia, evita la postulazione di entità inutili, implicitamente favorisce la partenza da un minor numero di principi dimostrati e quindi semplici, e con solide e semplici deduzioni fa in modo che si arrivi alla conclusione. La metafora del rasoio concretizza l’idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con tagli di lama le ipotesi più complicate, favorendo le ipotesi più semplici e statisticamente più probabili. Il principio può essere quindi sintetizzato con tale frase:

“A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire a quelle più complesse”

Le ipotesi semplici sono sempre giuste?

Attenzione però, il filosofo non ci sta dicendo che le ipotesi semplici sono SEMPRE giuste, bensì ci sta consigliando che è più probabile che siano giuste, il che ci ricorda che le ipotesi complesse non devono essere del tutto escluse: scartare a priori le ipotesi complesse è un errore, visto che un cigno nero è sempre in agguato. Il ricercatore MAI deve allontanarsi dalla “osservazione esaustiva” descritta dal grande filosofo greco Platone nel suo celebre Fedone: una teoria deve essere abbastanza completa da comprende tutti i fenomeni.
Occam non impone quindi di scegliere il complesso di ipotesi di numero minore né suggerisce che esso è quello più vicino alla verità ma che, se le ipotesi formulate bastano a spiegare il fenomeno, non si deve inutilmente complicare la ricerca bensì accettare la semplicità della spiegazione.

Esempio di rasoio di Occam: l’esistenza di un dio

Un esempio classico di applicazione del rasoio, è applicabile quando ci chiediamo se esiste o non esiste un dio che ha creato l’universo. Le ipotesi sono due:

  1. l’universo si è generato da sé o per motivi sconosciuti;
  2. l’universo è stato generato da una divinità invisibile, la quale a sua volta è eterna, o generata da sé o per motivi sconosciuti.

In questo senso, la prima ipotesi non postula enti ulteriori (la divinità), mentre la seconda ipotesi implica l’esistenza di una divinità (anche invisibile): secondo il rasoio, la prima ipotesi, pur non essendo certa, è la più probabile.

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Logica investigativa

Tale principio a centinaia di anni di distanza dalla sua formulazione, è ancora ritenuto ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno e della logica deduttiva in generale, usato nella medicina come nell’attività investigativa, nello sport come nell’ingegneria. Ne faceva cenno ad esempio Guglielmo da Baskerville, il frate “investigatore” protagonista del romanzo Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco, interpretato da Sean Connery nell’omonimo film del 1986 di Jean-Jacques Annaud. L’investigatore arriva più velocemente alla verità, vagliando per prime le ipotesi più semplici: perché mai complicarsi la vita?

Diagnosi differenziale

Il principio del rasoio è alla base della logica usata dai medici di tutto il mondo nella diagnosi differenziale, cioè il processo decisionale che tende ad escludere tra varie patologie o condizioni simili in un dato soggetto, quelle che non comprendono l’insieme di sintomi e segni che si sono riscontrati durante gli esami, fino a comprendere quale sia la patologia o condizione che realmente appartiene al paziente. Per effettuarla il medico confronta segni, sintomi ed esami del soggetto malato, usando buon senso, statistica e soprattutto esperienza, eliminando con il rasoio tutte le ipotesi meno probabili. L’uso del rasoio rende il processo diagnostico più rapido ed efficace: ciò si rivela letteralmente vitale specie nei casi di urgenza, nella famosa ora d’oro (golden hour) in cui i pazienti urgenti possono sopravvivere solo se diagnosi e terapie sono tempestive.

Cavalli e zebre

Il dott. Theodore E. Woodward (1914 – 2005), medico e ricercatore statunitense, era solito ai suoi studenti:

“Se stai camminando per strada e senti un rumore di zoccoli dietro di te, non voltarti aspettandoti di vedere una zebra. Aspettati un cavallo”.

Nel corso della diagnosi differenziale, gli studenti di Woodward, erano invitati a rivolgersi per prima cosa alle patologie più frequenti (e quindi statisticamente più probabili), piuttosto che a quelle più improbabili, rare ed “esotiche”. Lo stesso principio può essere applicato anche nella scelta delle indagini strumentali e delle terapie: perché scegliere indagini o farmaci costosi, rischiosi ed invasivi se “bastano” tecniche e farmaci più semplici, economici e sicuri? Il termine “zebra” è entrato negli anni a far parte dello slang medico statunitense proprio per indicare una diagnosi magari accademicamente affascinante, ipotizzata nonostante una spiegazione più comune appaia invece come più probabile. Il motto è presente in numerose serie televisive ad argomento medico, come “Scrubs” e “Grey’s Anatomy“.

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