Colica biliare: rimedi, cosa fare per il dolore, terapia, dieta

MEDICINA ONLINE ANATOMIA CISTIFELLEA COLECISTI COSE A COSA SERVE BILE GRASSI DIGESTIONE FISIOLOGIA ANATOMY OF THE BILE DUCT SYSTEM GALLBLADDER DOTTO CISTICO COLEDOCO COMUNE FEGATO PANCREAS DUODENO DIGESTIONE DIGERENTE APPARCon “colica biliare” ci si riferisce alla manifestazione clinica più caratteristica e fastidiosa della colelitiasi (presenza di calcoli lungo le vie biliari) ed è il risultato della contrazione intensa della colecisti nel tentativo di spingere in avanti il calcolo che ostruisce il deflusso biliare. Talvolta gli episodi di colica biliare possono associarsi alla comparsa di subittero o ittero transitorio, che generalmente scompare in un paio di giorni dopo aver rimosso il calcolo che si era temporaneamente incuneato nelle vie biliari. La colica biliare si associa, nelle fasi di remissione della sintomatologia, a positività del segno di Murphy.

Tipico dolore della colica biliare

La colica biliare si presenta tipicamente come un dolore intenso intermittente o continuo, che si localizza in ipocondrio destro, cioè la parte superiore destra dell’addome. Il dolore è costante, di diversa intensità anche se nella maggioranza dei casi è estremamente intenso, fastidioso ed insopportabile. La sua durata è variabile tra 15 minuti ad oltre 5 ore. Il dolore non insorge mai in modo graduale, bensì inizia in modo rapido e subito intenso per poi risolversi in maniera altrettanto rapida od in modo graduale. Può insorgere in qualsiasi momento del giorno o della notte ma con frequenza maggiore dopo i pasti, specie se abbondanti e ricchi di grassi. Il dolore può rimanere confinato all’ipocondrio destro o irradiarsi verso il centro superiore dell’addome, inferiormente allo sterno (epigastrio), o ancora coinvolgere il fianco destro o giungere fino alla spalla destra (tramite fibre del nervo frenico) ed alla regione sottoscapolare destra (tramite fibre dei nervi piccolo e grande splancnico). Il paziente generalmente prova a cambiare posizione nel tentativo di calmare il dolore, ma quest’ultimo non accenna a diminuirsi comunque.

Altri sintomi associati

La colica biliare è spesso associata a malessere generale, nausea e vomito. Altri possibili segni o sintomi associati, sono:

  • febbre;
  • brividi;
  • dolore alla schiena;
  • diarrea;
  • feci chiare;
  • ittero (colorazione gialla di pelle e sclere degli occhi).

Conseguenze

La colecistite acuta è sicuramente la complicanza più frequente della litiasi colecistica. È di solito causata da un’ostruzione acuta del dotto cistico da parte di un calcolo incuneato nel dotto o nell’infundibolo. Il dolore è simile a quello della colica biliare, ma persiste per più di qualche ora e può rimanere anche qualche giorno. Si può associare a nausea, vomito, tensione addominale con reazione addominale in ipocondrio destro. La colecisti si può distendere (idrope della colecisti) e può comparire la “febbre” con leucocitosi. In questi casi l’evoluzione è la comparsa di un empiema della colecisti con materiale purulento al suo interno. Altre possibili conseguenze sono la perforazione della colecisti e la pancreatite acuta.

Diagnosi

Per diagnosticare la causa a monte che ha determinato la colica biliare, cioè il calcolo biliare, il medico può decidere di eseguire:

Terapia dei calcoli della colecisti: cosa fare per ridurre il dolore?

Le coliche sono spesso manifestazioni episodiche, di breve durata, che scompaiono spontaneamente, non tutti hanno quindi bisogno di particolari trattamenti e spesso è sufficiente il riposo per ridurre il dolore e la frequenza delle coliche. Tuttavia, chiunque abbia avuto una colica, vorrebbe avere un rimedio che agisca immediatamente per ridurre il dolore insopportabile, anche se questo non sempre è possibile davvero. In alcuni pazienti può essere utile l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, come l’Aspirina o l’Oki) e antispastici, come la Scopolamina (ad esempio Buscopan, Addofix, Erion).
Riguardo al Buscopan si raccomanda negli adulti la somministrazione di 1-2 compresse da 10 mg tre volte al giorno. In alcuni casi potrebbe essere indicata la Meperidina o Petidina (ad esempio Demerol, Petid C), farmaci analgesici oppioidi. Potrebbe essere utile anche l’assunzione di Diclofenac (ad esempio Fastum Antidolorifico, Dicloreum) nel dosaggio di 50 mg di farmaco per os 3 volte al dì (compresse). In caso di infezione batterica, il medico potrebbe prescrivere degli antintibiotici. Per la dissoluzione dei calcoli si possono usare:

  • acido ursodesossicolico o ursodiolo (Ursobil);
  • terpeni;
  • acido chenodesossicolico;
  • diuretici tiazidici.

IMPORTANTE: chiedere sempre consiglio al proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco.

Trattamenti disponibili

L’approccio alla litiasi della colecisti è stato decisamente modificato recentemente, dallo sviluppo della chirurgia laparoscopica e della sua rapida diffusione in tutte le strutture chirurgiche universitarie, ospedaliere o private. Negli ultimi 20 anni sono stati proposti numerosi alternative alla chirurgia per il trattamento della litiasi della colecisti:

Dissoluzione farmacologica

La dissoluzione farmacologica con acidi biliari è stata introdotta nei primi anni ’70. Il farmaco di scelta è l’acido ursodesossicolico. L’indicazione migliore è rappresentata dai pazienti sintomatici con piccoli (< 5 mm) calcoli di colesterolo mobili in una colecisti funzionante. Tale evenienza comprende circa il 15% dei pazienti portatori di litiasi biliare. La terapia ha una durata variabile fra i 6 ed i 12 mesi ed è necessario monitorare con cura i pazienti per verificarne l’efficacia. In una percentuale di pazienti variabile fra il 60 ed il 90% la terapia è efficace, ma in circa nella metà di questi pazienti i calcoli si ripresenteranno nell’arco di 5 anni. Non ci sono dati sufficienti che supportino una terapia di mantenimento a lunghissimo termine. La percentuale di successo della terapia farmacologica è maggiore e la recidiva dei calcoli inferiore nei pazienti giovani, non obesi e con calcolo unico. Le indicazioni attuali sono limitate a pazienti sintomatici che rientrano nei criteri di sicura efficacia del farmaco e nei quali esista un rischio anestesiologico per età o malattie associate.

Litotrissia con onde d’urto

La litotrissia con onde d’urto è stata proposta a metà degli anni ’80 e diverse sono le modalità di produzione delle onde. È stato rilevato che l’efficacia della terapia è proporzionale alla quantità di energia trasferita ai calcoli. La metodica prevede la frammentazione dei calcoli in pezzi più piccoli che possano poi essere dissolti farmacologicamente o che possano passare nell’intestino. È quindi necessaria l’esecuzione di una terapia medica adiuvante con acido ursodesossicolico. Il successo del trattamento ‚ dipendente dal numero e dal volume dei calcoli così come anche la recidiva è dipendente dal numero dei calcoli precedentemente eliminati. La procedura prevede la possibilità di insorgenza di alcune complicanze minori quali una transitoria ipertransaminasemia, pancreatite ed ematuria. I risultati migliori vengono ottenuti per calcoli unici di diametro inferiore a 20 mm: in questo caso ‚ stata registrata una percentuale di successo dall’80 al 90% ad 1 anno. Il ruolo della litotrissia ‚ sempre più ristretto, limitandosi l’indicazione alle forme sintomatiche di litiasi con colecisti funzionante e calcoli di piccole dimensioni e numero limitato, in pazienti a rischio chirurgico elevato o che comunque rifiutino anche l’intervento laparoscopico. Bisogna dire che questa metodica è diventata oggi obsoleta e non viene quasi più praticata.

Litolisi per contatto

La litolisi per contatto è la metodica per la quale l’esperienza clinica è minore. L’agente chimico proposto è il metil-terbutil-etere (o MTBE). L’MTBE è solitamente introdotto nella colecisti attraverso un catetere transepatico percutaneo. Una pompa automatica peristaltica agevola una distribuzione efficace e la rimozione del solvente. Tuttavia, i calcoli composti in prevalenza da colesterolo possono dissolversi in un periodo che va da ore a giorni. L’impiego è consigliato in pazienti che sono ad alto rischio chirurgico. Resta comunque una tecnica con indicazioni eccezionali giustificabile solo per ragioni di ricerca presso Centri altamente specializzati.

Prevenire nuove coliche biliari

Per diminuire le probabilità di soffrire di coliche, è importante:

  • non saltare i pasti;
  • evitare diete drastiche;
  • evitare digiuno seguito a grandi abbuffate;
  • evitare rapidissime perdite di peso;
  • alimentarsi in modo corretto;
  • fare attività fisica regolare;
  • smettere di fumare;
  • non assumere alcolici;
  • perdere peso se obesi o sovrappeso.

Dieta consigliata

Dato che la maggior parte dei calcoli della cistifellea è costituita da colesterolo, è intuitivo come una dieta povera di grassi sia essenziale per aiutare ad accelerare la guarigione della malattia e a prevenire le recidive. Si consiglia quindi un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi e fritti.

Alimenti non consentiti

  • alcolici;
  • superalcolici;
  • burro;
  • lardo;
  • strutto;
  • panna;
  • margarina;
  • maionese;
  • salse grasse;
  • brodo di carne;
  • estratti per brodo;
  • mortadella;
  • salame;
  • salsiccia;
  • pancetta;
  • coppa;
  • cotechino;
  • zampone;
  • pesci grassi;
  • frutti di mare;
  • carni grasse;
  • carni affumicate e marinate;
  • frattaglie;
  • formaggi fermentati;
  • latte intero;
  • cibi da fast food;
  • torte;
  • pasticcini;
  • gelati;
  • budini;
  • bevande gassate;
  • bevande zuccherate.

Alimenti consentiti con moderazione

  • sale;
  • olio extravergine d’oliva;
  • olio di riso;
  • oli di soia, girasole, mais, arachidi;
  • uova;
  • frutta secca.

Alimenti consentiti e consigliati

  • pane;
  • fette biscottate;
  • cereali;
  • biscotti secchi;
  • pasta;
  • riso;
  • polenta;
  • orzo;
  • farro;
  • frutta e verdura di stagione;
  • carni preferibilmente bianche (pollo e tacchino);
  • carni magre;
  • carni private dal grasso;
  • prosciutto crudo privato del grasso visibile;
  • prosciutto cotto privato del grasso visibile;
  • speck privato del grasso visibile;
  • bresaola privata del grasso visibile;
  • affettato di tacchino e pollo  (1-2 volta a settimana);
  • pesce;
  • latte parzialmente e totalmente scremato;
  • yogurt parzialmente e totalmente scremato;
  • formaggi freschi e stagionati (un paio di volte a settimana);
  • acqua (da 1,5 a 2 litri al giorno).

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