Troponina cardiaca I e T alta o bassa: infarto, differenze, valori

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  • troponina I (TnI), a volte chiamata impropriamente troponina 1;
  • troponina T (TnT).

La troponina I (TnI) presenta maggior vantaggi e specificità più elevata rispetto alla troponina T (TnT): la TnI può infatti essere aumentata già dopo appena 10 minuti dalla comparsa dei sintomi, mentre la seconda può essere riscontrata aumentata nel sangue dopo circa due ore.
Esiste anche una isoforma chiamata troponina C (TnC), che però non è contenuta nei miociti del cuore.

Funzioni

A livello muscolare le troponine sono fondamentali per la contrazione muscolare: controllano l’interazione calcio mediata tra actina e miosina.

Valori normali

I valori di riferimento della troponina cardiaca sono pressoché vicini allo zero:

    • Troponina T: 0,2 mg/l;
    • Troponina I: 0,1 mg/l.

 

Perché è utile misurarle

Le troponine cardiache sono presenti nel sangue in quantità ridotte, tuttavia, quando si verifica un danno al miocardio (ad esempio in caso di infarto), tali proteine vengono rilasciate nel circolo ematico in grandi quantità e la loro concentrazione aumenta. Tramite un semplice esame del sangue venoso, il medico può ottenere il valore della concentrazione delle troponine cardiache e, in base a tale valore, può fare diagnosi di infarto miocardico acuto o altro danno cardiaco, ovviamente aiutato dagli altri enzimi cardiaci ma anche da anamnesi, esame obiettivo ed altre indagini (elettrocardiogramma, ecografia…). Il parametro viene misurato circa 2-3 volte in un arco temporale che va dalle 12 alle 16 ore dall’insorgenza dei sintomi di attacco cardiaco. In caso di sospetto danno cardiaco, conoscere le troponine cardiache è molto importante per il medico, poiché:

  • sono un indicatore molto specifico per le patologie del cuore;
  • rimangono elevate per lunghi periodi di tempo, anche per due settimane, al contrario di altri enzimi cardiaci che tendono ad abbassarsi rapidamente (ad esempio la mioglobina tende a tornare ai livelli basali entro 24 ore).

Andamento nel tempo delle troponine

Le troponine aumentano entro 3-6 ore e possono rimanere alte a lungo, anche per 10-14 giorni. Come già anticipato, la troponina I (TnI) presenta una specificità più elevata rispetto alla troponina T (TnT): la TnI può infatti essere dosata dopo appena 10 minuti dalla comparsa dei sintomi, mentre la seconda può essere riscontrata nel siero dopo circa due ore.

Quando viene prescritto l’esame?

Conoscere la concentrazione delle troponine è utile soprattutto se il paziente ha sintomi riconducibili a danno cardiaco di tipo ischemico, ad esempio infarto del miocardio:

  • dolore toracico irradiato al braccio sinistro;
  • senso di oppressione al torace;
  • fame d’aria;
  • tachicardia;
  • angoscia;
  • affaticamento;
  • sudorazione fredda;
  • vertigini.

Cause di troponine alte

L’aumento delle troponine può essere dovuto sia a cause cardiache, che a cause extra-cardiache:

Cause cardiovascolari:

  • infarto miocardico acuto;
  • scompenso cardiaco;
  • angina pectoris;
  • ischemia cardiaca;
  • farmaci cardiotossici;
  • ipertensione arteriosa;
  • tachicardia grave;
  • aritmie gravi;
  • miocarditi;
  • dissezione aortica;
  • recenti interventi cardiochirurgici.

Cause extra-cardiache:

  • cirrosi epatica;
  • infezioni;
  • ipotiroidismo;
  • traumi;
  • insufficienza polmonare;
  • ipertensione polmonare;
  • embolia polmonare;
  • ictus cerebrale;
  • preeclampsia;
  • shock settico;
  • anemia grave;
  • nefropatia;
  • emorragia cerebrale
  • crisi epilettiche;
  • intossicazione da monossido di carbonio;
  • chemioterapia;
  • rigetto d’organo post-trapianto.

Cause di troponine basse

Bassi livelli di troponine non indicano di solito alcuna patologia.

Altri enzimi cardiaci

Per approfondire gli altri enzimi e le loro isoforme, vi invitiamo a leggere i seguenti articoli:

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