Emissione di pus dal pene: cause, sintomi, diagnosi, rischi e terapie

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Cause

L’emissione di pus dal pene può essere procurata da molte cause, ma nella maggioranza dei casi è un segno associato alla presenza di infezioni a carico dell’apparato genitale o del tratto urinario. Si può riscontrare soprattutto in caso di:

  • gonorrea;
  • uretrite;
  • balanopostite;
  • clamidia;
  • candidiasi;
  • infezioni da micoplasma;
  • infezioni da ureaplasma;
  • tricomoniasi;
  • cistite;
  • prostatite;
  • uretrite gonococcica;
  • uretrocistite;
  • linfogranuloma venereo.

Più in generale, una emissione di pus dal pene ripetuta è provocata dalle malattie a trasmissione sessuale. Tra i microganismi che spesso determinano infezioni con secrezione purulenta dal pene, ricordiamo (in orgine di frequenza):

  • Chlamydia trachomatis (responsabile di oltre la metà dei casi totali);
  • Mycoplasma genitalium;
  • Ureaplasma urealyticum;
  • Trichomonas vaginalis;
  • Herpes simplex (raro).

Altre infiammazioni alla base delle perdite uretrali di pus possono essere correlate ad infiammazioni di tipo irritativo e/o iatrogeno (ad esempio intervento chirurgico) o da allergie da contatto (per esempio causate da uso di spermicidi, lubrificanti o profilattici in lattice). Le perdite uretrali di pus miste ad altre componenti (come sperma, urina o sangue) possono essere correlate anche a patologie dell’apparato urinario, come tumori dell’uretra, cancro della vescica, cancro della prostata, iperplasia prostatica benigna, vescica neurologica, traumi del basso addome e malformazioni delle vie urinarie come la stenosi uretrale.

Emissione di pus idiopatica

In alcuni casi, soprattutto quando l’emissione di pus si verifichi una volta soltanto e senza altri sintomi associati, le cause potrebbero rimanere sconosciute al medico ed in questo caso si parla di “emissione di pus dal pene idiopatica“.

Trasmissione

Nella maggioranza dei casi, i patogeni responsabili di infezione che provoca espulsione di pus dal pene, si trasmettono per via sessuale (tramite rapporti non protetti vaginali, orali ed anali, oppure uso di oggetti infetti come sex toys non accuratamente puliti prima dell’uso).

Incubazione

L’incubazione (cioè il tempo che intercorre tra il rapporto sessuale che determina il contagio e la comparsa dei sintomi) varia in base al microrganismo responsabile dell’infezione, anche se generalmente oscilla tra una settimana ed un mese.

Fattori di rischio

Lo stress psico-fisico prolungato potrebbe essere un fattore di rischio per l’emissione di pus dal pene, così come anche:

  • famigliarità;
  • scarsa igiene personale;
  • smegma;
  • infezioni a trasmissione sessuale ricorrenti;
  • traumi ripetuti nella zona dell’apparato sessuale;
  • frequenti rapporti sessuali non protetti con partner sconosciuti;
  • uso di sex  toys ad azione irritante;
  • uso di sex toys sporchi o infetti;
  • pratiche sessuali che irritano il pene e l’uretra;
  • costipazione;
  • obesità;
  • sistema immunitario deficitario (ad esempio in caso di AIDS);
  • cibi che irritano la prostata (come quelli piccanti);
  • età > 40 anni.

Sintomi

Le perdite uretrali di pus possono essere spontanee o essere visibili solo dopo spremitura del glande. Le perdite possono apparire di consistenze differenti, di aspetto sieroso o mucopurulento e di colore bianco-giallastro, giallo-verdastro o lattescente. L’emissione di pus dal pene e la sintomatologia associata possono essere lievi, ma più marcate nelle prime ore del mattino; quindi, il meato uretrale è spesso arrossato e stenosato da secrezioni secche, che possono spesso macchiare la biancheria.

Sintomi associati

L’emissione di secrezioni purulente dal pene può essere accompagnata da altri sintomi e segni che potrebbero aiutare il medico nella diagnosi, tra cui:

  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • spermatorrea: emissione di sperma involontaria ed indipendente dall’eccitazione sessuale;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • eruzione cutanea nell’area genitale dolorosa o pruriginosa;
  • gonfiori dei linfonodi inguinali;
  • enuresi notturna: perdita involontaria di urina durante la notte.

Altri sintomi e segni a volte associati all’emissione di pus dal pene, sono:

L’emissione di pus può presentarsi anche da sola, senza alcun altro sintomo. La presenza di sintomi specifici, aiuta il medico nella diagnosi: la presenza di bruciore alla minzione e l’emissione frequente di poca urina, insieme all’espulsione di materiale purulento, potrebbe ad esempio indicare una uretrite o una prostatite. Un trauma ai genitali potrebbe essere una concausa di emissione di pus, specie se si associa anche uretrorragia, cioè l’emissione di sangue dall’uretra, indipendente dalla minzione, o ematuria, cioè l’emissione di sangue dall’uretra mescolato all’urina durante la minzione. La gonorrea può ad esempio manifestarsi con perdite bianco-giallastre, lattescenti e dense, talvolta associate a bruciore e pizzicore, dolore pelvico, febbre, disuria e pollachiuria.

Leggi anche: Spermatorrea: la perdita involontaria di sperma senza eccitazione sessuale

Diagnosi

Per diagnosticare una emissione di pus dal pene e, soprattutto, determinare la patologia a monte che l’ha determinata, il medico potrebbe utilizzare vari strumenti diagnostici:

Non tutti gli esami sono ovviamente sempre necessari per raggiungere la diagnosi: nella maggioranza dei casi già una accurata anamnesi, unita ad un esame obiettivo approfondito (quindi una raccolta di sintomi e segni associati all’emissione di pus) permettono al medico di farsi una idea delle possibili cause. La perdita di pus dal pene viene frequentemente diagnosticata mediante la ricerca di globuli bianchi (neutrofili) su un tampone uretrale o un campione di urina: il patogeno potrebbe essere trovato ed identificato grazie a tali campioni.

Quando andare dal medico?

Un singolo episodio di emissione di lievissime quantità di pus non correlato ad altri sintomi (come ad esempio bruciore alla minzione), nonostante determini forte ansia per il paziente, si risolve spesso senza alcun intervento medico (in presenza di un sistema immunitario efficiente) e non dovrebbero allarmare eccessivamente. Al contrario, ripetuti e frequenti episodi di fuoriuscita di pus dal pene, uniti ad altri sintomi come anaeiaculazione, emissione di sangue nello sperma o dolore alla minzione, dovrebbero spingere il paziente dal medico per analisi approfondita della situazione.

Partner

In caso di emissione di pus dal pene, è molto probabile che il partner (o i partner) avuto negli ultimi due o tre mesi, possano essere contagiati dalla stessa infezione: è opportuno che anche loro vengano visitati da un medico, anche se sono asintomatici, cioè anche se non hanno alcun sintomo specifico.

Terapia

In caso di emissione di pus dal pene, non esiste una terapia unica che sia efficace in tutti i casi: il trattamento deve essere organizzato in base alla causa a monte che l’ha determinata e la diagnosi precisa dell’agente eziologico è l’unico modo per ottenere elevata efficacia dalla cura. Ad esempio se la condizione è correlata ad infezione batterica, potrebbero essere necessari farmaci antibiotici, se correlata a infezione micotica, potrebbero essere necessari farmaci antifungini. Il trattamento viene spesso eseguito anche sul partner del paziente. La cura antibiotica comprende in molti casi l’assunzione di Doxiciclina da 100 mg per 2 volte al giorno per 7 giorni o una singola dose di Azitromicina da 2 g come singola dose se l’infezione è dovuta alla Chlamydia Trachomatis. I pazienti devono essere monitorati dopo due settimane con tamponi ripetuti a causa dell’elevato rischio di recidiva, spesso dovuta alla mancata cura di tutti i partner sessuali nel rispettare la terapia. Nel periodo di trattamento è preferibile non avere rapporti sessuali.

Rischi e complicanze

L’infezione responsabile della fuoriuscita di pus, si potrebbe diffondere dal sito primario alle zone limitrofe, ad esempio dall’uretra all’epididimo, oppure se grave – tramite il sangue – raggiungere l’intero organismo, con conseguenze pericolose per la vita del paziente. In alcuni casi, una infezione sessuale non trattata potrebbe determinare infertilità e sterilità. Rischi frequenti sono le recidive (il ripetersi della stessa infezione) spesso dovute a terapie non efficaci o non ben seguite dal paziente oppure al fatto che non tutti i partner del paziente si sono sottoposti a terapia.

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