Oliguria: sintomi, quantità, valori, terapia, definizione, significato

MEDICINA ONLINE RENI RENE URINA APPARATO URINARIO URETRA URETERE AZOTEMIA ALBUMINA SINDROME NEFRITICA NEFROSICA PROTEINURIA POLLACHIURIA UREMIA DISURIA CISTITE INFEZIONE POLICISTICO LABORATORIOCon “oliguria” si intende un flusso di urina diminuita rispetto al normale, inferiore ai 1 ml/kg/h nei neonati, a 0.5 ml/kg/h nei bambini, ed ai 400 ml/giorno (17ml/ora) negli adulti. In un adulto di 70 kg, equivale a 0,24 o 0,3 ml/ora/kg. Ricordiamo che la diuresi giornaliera normale di un adulto sano oscilla tra i 1000 ed i 2000 ml, con una diuresi oraria normale tra 50 e 70 ml.

Fattori che influenzano la diuresi

La diuresi ha una forte variabilità individuale, dipendente da una lunga serie di fattori, come ad esempio:

  • età ed il sesso del paziente;
  • funzionalità renale;
  • quantità di acqua bevuta;
  • quantità di sale nella dieta;
  • tipi di cibo inseriti nella dieta;
  • ormoni (vasopressina, aldosterone e peptide natriuretico atriale);
  • quantità di acqua persa con le feci (che aumenta con la diarrea);
  • quantità di acqua persa con il sudore;
  • quantità di acqua persa con eventuale vomito;
  • alterazioni della volemia (il volume di sangue circolante, che diminuisce ad esempio in caso di copiosa emorragia);
  • eventuali patologie (cardiopatie, alterazioni ormonali, insufficienza renale, calcoli, ustioni, diabete mellito, diabete insipido, infezioni…);
  • stress psico-fisico;
  • condizioni ambientali.

Cause di oliguria

L’oliguria è generalmente causata da una di queste tre condizioni:

  • causa renale: brusca diminuzione dell’attività renale causata da patologie che interessano i reni;
  • causa pre-renale: scarsa perfusione ematica dei reni;
  • causa post-renale: ostruzione al deflusso dell’urina a livello dell’uretere.

Tali condizioni a loro volta possono essere determinate direttamente ed indirettamente da un folto gruppo di condizioni e patologie, tra cui:

  • emorragia copiosa;
  • disidratazione severa;
  • ustioni gravi;
  • insufficienza cardiaca;
  • ipotensione arteriosa severa;
  • shock circolatorio in corso di infezione o di reazione allergica;
  • mieloma multiplo;
  • trombosi delle vene e arterie renali;
  • nefropatia acuta tubulo-interstiziale;
  • ipertensione arteriosa;
  • fecaloma e costipazione;
  • glomerulonefriti;
  • vasculiti;
  • polipi vescicali;
  • peritonite;
  • infezioni batteriche e virali di reni, ureteri, vescica e uretra;
  • reazioni ai farmaci che causano uno shock circolatorio;
  • malattie metaboliche come ipercalcemia e iperuricemia;
  • insufficienza epatica;
  • terapie con farmaci chemioterapici, antibiotici o anti-infiammatori;
  • mancata irrorazione sanguigna (ischemia) dei reni a causa di emorragie o di esiti di interventi chirurgici;
  • tumori delle vie urinarie;
  • danni ai nervi che controllano la vescica;
  • intossicazioni da sostanze chimiche o metalli pesanti.

A volte più fattori eziologici agiscono in sinergia peggiorando il quadro clinico fino anche all’anuria, cioè la sospensione quasi totale dell’emissione di urina, con diuresi inferiore a 100 ml nelle 24 ore;
E’ importante capire, ai fini della diagnosi, se la diminuita escrezione di urina è determinata da una reale ridotta produzione di urina, che avviene ad esempio nell’insufficienza renale, o se l’urina viene prodotta dai reni in quantità normale ma poi non riesce ad essere espulsa a causa di una ostruzione, ad esempio da calcoli negli ureteri, nella vescica o nell’uretra. Negli uomini un tipico esempio di ostruzione delle vie urinarie è rappresentato dalle patologie della prostata, una ghiandola posta lungo l’uretra che – se affetta da patologia – può determinare una stenosi (restringimento) dell’uretra talmente grave da impedire quasi totalmente il passaggio dell’urina che rimane quindi a lungo “intrappolata” nella vescica (ritenzione urinaria) con aumento del rischio di calcolosi e di infezione. Tipiche malattie prostatiche sono:

  • prostatite;
  • tumore benigno (ipertrofia prostatica benigna);
  • tumore maligno (cancro prostatico).

Sintomi e segni

L’oliguria stessa è – nella maggioranza dei casi – il sintomo (anche se è più corretto parlare di “segno”) di una patologia. Ad essa, a seconda della causa a monte che l’ha determinata, possono associarsi varie tipologie di sintomi diversi. Ad esempio se l’oliguria è determinata da insufficienza renale, i sintomi possibili saranno:

  • gambe e caviglie gonfie e stanche a causa della ritenzione idrica;
  • fiato corto in presenza di edema polmonare, vale a dire l’accumulo di liquidi nei polmoni;
  • facile affaticamento;
  • astenia (mancanza di forze);
  • anemia da deficit di eritropoietina (EPO);
  • ipertensione arteriosa da aumentata volemia;
  • nausea;
  • perdita di peso;
  • proteinuria;
  • prurito;
  • sangue nelle feci;
  • sangue nelle urine;
  • urine torbide e scure;
  • mal di testa;
  • confusione mentale;
  • coma;
  • decesso nei casi più gravi.

Il lettore deve però comprendere che nel caso in cui l’oliguria non sia determinata da insufficienza renale ma da altre cause, come malattia prostatica o calcoli, i sintomi e segni associati all’oliguria saranno anche molto diversi da quelli elencati. Ad esempio nel caso di cistite (molto frequente nelle donne a causa delle ridotte dimensioni uretrali), di prostatite e di ipertrofia prostatica, sintomi abbastanza tipici associati ad oliguria saranno:

  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • piuria: presenza di pus nelle urine;
  • leucocituria: presenza di globuli bianchi nelle urine in concentrazione anomala;
  • batteriuria: emissione di batteri con l’urina;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • colica renale: dolore acuto intermittente provocato dal tentativo spasmodico dell’organismo di rimuovere un calcolo che ostruisce il deflusso delle urine;
  • tenesmo vescicale: contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente, con emissione minima di urina. Anche subito dopo aver urinato, il paziente avverte ancora lo stimolo di urinare ma nel tentativo di minzione spesso non riesce ad emettere urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: dopo aver urinato, è la sensazione che la vescica non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • urine torbide: segno di probabile infezione lungo le vie urinarie.

Quanto detto deve far comprendere al lettore di come, alla comparsa di oliguria, sia in effetti molto complesso determinare la causa a monte che l’ha determinata quindi in nessun caso il lettore dovrà prendere iniziative o seguire rimedi “fai da te” che nel migliore dei casi saranno inefficaci e nel peggiore potrebbero far ritardare la diagnosi o determinare un peggioramento della situazione. Ovviamente una oliguria transitoria, legata ad una assunzione estremamente bassa di liquidi, potrebbe essere la normale manifestazione di una disidratazione e risolversi facilmente appena il paziente dovesse iniziare nuovamente ad assumere il giusto fabbisogno idrico; in altri casi, una oliguria che invece persiste nel tempo, va assolutamente indagata al più presto dal medico, perché potrebbe essere il campanello di allarme di una grave patologia.

Diagnosi

Per diagnosticare una oliguria e, soprattutto, determinare la patologia a monte che l’ha determinata, il medico utilizza vari strumenti diagnostici:

Non tutti gli esami sono sempre necessari per raggiungere una diagnosi.

Terapia

Non esiste una cura unica che vada bene in tutti i casi di oliguria. La terapia di una oliguria dipende dalla patologia a monte che l’ha determinata: solo dopo che il medico avrà identificato la causa specifica di oliguria, sarà in grado di impostare una terapia efficace. Se ad esempio la causa di oliguria è riconducibile ad una insufficienza renale acuta, il medico dovrà:

  • riconoscere ed intervenire rapidamente sulla causa che l’ha determinata (ad esempio disidratazione, infezione, farmaci, emorragia…);
  • bilanciare i fluidi corporei: il medico può raccomandare la somministrazione di liquidi;
  • somministrare farmaci o utilizzo di soluzioni endovenose per controllare i livelli di potassio e acidi nel sangue;
  • effettuare una dialisi temporanea.

Quindi se l’oliguria è determinata da insufficienza renale acuta a sua volta causata da emorragia, il medico dovrà intervenire per interrompere la perdita di sangue, se invece è determinata da infezione batterica potrà usare antibiotici, se causata da tumore dovrà agire chirurgicamente e così via. Se invece le cause sono correlate a patologia prostatica, il medico dovrà intervenire su quelle patologie con terapie specifiche.

Complicanze

Le possibili complicanze di una oliguria, specie se prolungata, sono molto varie e dipendono soprattutto dalla causa a monte che l’ha determinata. Ad esempio in caso di insufficienza renale, le possibili complicanze (che possono diventare pericolose per la vita del paziente), sono:

  • edema polmonare;
  • acidosi (una condizione di eccessiva acidità del sangue);
  • iperpotassiemia (un’elevata concentrazione di potassio che può essere tossica per il cuore);
  • coma e decesso nei casi più gravi.

In caso di elevata ritenzione di urina da severa ostruzione al suo deflusso, si può verificare il globo vescicale cioè un aumento eccezionale del volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina, con possibile evidente tumefazione addominale. Se l’oliguria è correlata a cistite e/o patologie prostatiche, complicazioni possibili potrebbero interessare la propagazione dell’infezione, alterazioni dell’eiaculazione (ad esempio eiaculazione retrograda o aneiaculazione) ed il campo della fertilità (infertilità o sterilità).

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