Stranguria: significato, dolore alla minzione, cura

MEDICINA ONLINE APPARATO ESCRETORE URINARIO RENI URETERI VESCICA URETRA URINA STRANGURIA DOLORE CALCOLI VESCICALI CALCOLOSI RENALE CISTITE PROSTATA PROSTATITE INFEZIONE POLLACHIURIA DISURIA GENITALI PENE VAGINA.jpgCon “stranguria” in medicina si indica per definizione la sensazione di dolore durante la minzione. Nel caso in cui l’atto di urinare sia difficoltoso, ma non sia presente dolore, allora si parla più correttamente di “disuria“.

Etimologia

Il termine “stranguria”  deriva dal greco στραγγουρία, composta da στράγξ -γγός «goccia» e οὖρον «urina», cioè “urina a gocce” ad indicare il gocciolamento spesso associato alla stranguria.

Fattori che influenzano la diuresi

Per prima cosa è importante ricordare che la diuresi ha una forte variabilità individuale, dipendente da una lunga serie di fattori, come ad esempio:

  • età ed il sesso del paziente;
  • funzionalità renale;
  • quantità di acqua bevuta;
  • quantità di sale nella dieta;
  • tipi di cibo inseriti nella dieta;
  • ormoni (vasopressina, aldosterone e peptide natriuretico atriale);
  • quantità di acqua persa con le feci (che aumenta con la diarrea);
  • quantità di acqua persa con il sudore;
  • quantità di acqua persa con eventuale vomito;
  • alterazioni della volemia (il volume di sangue circolante, che diminuisce ad esempio in caso di copiosa emorragia);
  • eventuali patologie (cardiopatie, alterazioni ormonali, insufficienza renale, calcoli, ustioni, diabete mellito, diabete insipido, infezioni…);
  • stress psico-fisico;
  • condizioni ambientali.

Cause

Le possibili cause di stranguria sono molte, tuttavia ve ne sono alcune estremamente frequenti e quindi molto più probabili. Le cause più diffuse variano in funzione di sesso ed età del paziente:

  • bambini: infezione delle vie urinarie;
  • donne adulte: infezione delle vie urinarie (a causa della minore lunghezza dell’uretra rispetto all’uomo);
  • uomini adulti ed anziani: patologia prostatica, nella maggioranza dei casi prostatite ed ipertrofia prostatica benigna (prostata ingrossata).

Le patologie e condizioni che causano direttamente o indirettamente dolore durante la minzione, sono:

  • cistite;
  • infiammazione/infezione delle vie urinarie (vescica e uretra);
  • iperplasia prostatica benigna (specie nel maschio adulto o anziano);
  • prostatite;
  • vaginite (infiammazione/infezione vaginale);
  • farmaci;
  • assunzione di alcool e caffeina;
  • ansia;
  • stress psicofisico;
  • reazioni emozionali intense;
  • traumi psichici;
  • gravidanza;
  • sovrappeso e obesità;
  • clamidia;
  • colica renale;
  • colite;
  • epididimite;
  • gonorrea;
  • candida;
  • diabete mellito;
  • cancro della vescica;
  • tumore della regione pelvica;
  • stipsi cronica;
  • calcoli renali;
  • sindrome della vescica iperattiva;
  • radioterapia al bacino;
  • traumi;
  • interventi chirurgici;
  • herpes genitale;
  • insufficienza renale;
  • malattia infiammatoria pelvica;
  • orchite;
  • pielonefrite;
  • tifo;
  • trichomonas.

Caratteristiche dell’urina

In caso di stranguria il getto dell’urina può essere normale o – più spesso – modificato rispetto al normale, essendo spesso “sottile”, intermittente o a gocce. In molti casi l’urina emessa è poca o comunque minore alle aspettative, visto l’urgenza che spesso precede la minzione. L’urina può essere schiumosa (torbida) ad indicare una infezione e mentre viene emessa può essere avvertito un bruciore lungo il decorso delle vie urinarie e/o un peso a livello del basso addome e del pube. L’urina può avere caratteristiche particolari, come essere particolarmente scura o avere un odore particolare.

Sintomi e segni associati

La stranguria stessa è – spesso – il sintomo di una patologia, specie se è cronica. Ad essa, a seconda della causa a monte che l’ha determinata, possono associarsi varie tipologie di sintomi diversi. Ad esempio se si verifica in un paziente con cistouretrite, i sintomi correlati saranno appunto quelli di una infiammazione di vescica ed uretra, se si verifica in un paziente con ipertrofia prostatica, i sintomi saranno quelli di una patologia prostatica e così via, con quadri clinici estremamente diversi in base alla patologia specifica a monte che l’ha determinata, tuttavia praticamente quasi tutte le strangurie – a prescindere dalla causa – sono frequentemente correlate ad alcuni segni e sintomi, tra cui:

  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • tenesmo vescicale: contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente, con emissione minima di urina. Anche subito dopo aver urinato, il paziente avverte ancora lo stimolo di urinare ma nel tentativo di minzione spesso non riesce ad emettere urina;
  • urine torbide: segno di probabile infezione lungo le vie urinarie;
  • colica renale: dolore acuto intermittente provocato dal tentativo spasmodico dell’organismo di rimuovere un calcolo che ostruisce il deflusso delle urine;
  • oliguria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina inferiore a 400 ml;
  • anuria: sospensione quasi totale della emissione di urina, con diuresi inferiore a 100 ml nelle 24 ore;
  • poliuria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2000 ml (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti);
  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • ematuria: presenza macroscopica di sangue nelle urine;
  • emazie: presenza di sangue microscopicamente visibile;
  • uretrorragia: emissione di sangue dall’uretra, indipendente dalla minzione;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • enuresi: perdita involontaria di urina durante la notte;
  • leucocituria: presenza di globuli bianchi nelle urine in concentrazione anomala;
  • batteriuria: emissione di batteri con l’urina;
  • proteinuria: presenza di proteine nelle urine;
  • glicosuria (o mellituria): presenza nelle urine di zuccheri: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e pentosi;
  • piuria: presenza di pus nelle urine;
  • polidipsia: sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi, maggiore di 6 litri/die o di 100 mL/kg/die;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • incontinenza urinaria: incapacità di trattenere l’urina che porta a perdita involontaria di urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: dopo aver urinato, è la sensazione che la vescica non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • globo vescicale: aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina.

Non tutti questi segni e sintomi sono necessariamente presenti nello stesso momento.

Diagnosi

Per diagnosticare una stranguria e, soprattutto, determinare la patologia a monte che l’ha determinata, il medico si può servire di vari strumenti diagnostici:

Non tutti gli esami sono sempre necessari per raggiungere la diagnosi.

Terapia

Non esiste una cura unica che vada bene in tutti i casi di stranguria; la terapia dipende dalla patologia a monte che l’ha determinata: solo dopo che il medico avrà identificato la causa specifica di stranguria, sarà in grado di impostare una terapia efficace. Se ad esempio la causa è riconducibile ad una infezione batterica, la terapia probabilmente includerà antibiotici; se la causa è un cancro prostatico, la terapia sarà chirurgica, e così via. Per alleviare il dolore ed il fastidio nel tratto urinario, a volte possono essere prescritti farmaci antidolorifici.

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