Terapia delle emorroidi: farmaci per via orale e parenterale

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROCon il termine “emorroidi” si identifica un gruppo di strutture vascolari appartenenti al canale anale che proteggono i muscoli dello sfintere anale durante il passaggio delle feci e giocano un ruolo molto importante nella continenza fecale; quando le emorroidi sono gonfie ed infiammate, diventano “patologiche” e causano una sindrome nota come malattia emorroidaria, spesso semplicemente chiamata “emorroidi“. Esistono per le emorroidi una terapia medica (palliativa, che include il trattamento igienico-sanitario, farmaci ed antiemorroidari per uso topico), un trattamento ambulatoriale strumentale ed una terapia chirurgica. In questo articolo ci occuperemo in particolare dei farmaci per via orale e parenterale.

Farmaci per via orale

Le emorroidi costituiscono da sempre uno dei più importanti terreni di prova della terapia empirica ed in particolare della fitoterapia. Gli estratti di ippocastano, di ananas, di hamamelis, di cipresso, il flavonato disodico sono sempre stati rimedi tra i più popolari. Il principio attivo dei farmaci antiemorroidari orali è identificato nella vitamina P o nella rutina, ad effetto capillaro-protettivo o nell’escina, ad effetto antiedemigeno e soprattutto nella diosmina-espiridina (Arvenum e Daflon). Studi controllati hanno dimostrato che aumenta il tono venoso, migliora la microcircolazione e riduce la liberazione dei mediatori dell’infiammazione.
L’efficacia clinica della diosmina-esperidina nel trattamento sintomatico dell’ attacco emorroidario acuto è stata rigorosamente dimostrata in studi controllati in doppio cieco contro placebo sia sui sintomi (dolore, prurito) che sui segni obiettivi (sanguinamento).
Si è constatato inoltre che se assunta cronicamente la diosmina-esperidina è in grado di prevenire le riacutizzazioni e di ridurre la durata e l’intensità delle crisi emorroidarie.
Questi farmaci vengono consigliati a dosi elevate. È inoltre opportuno indicare al paziente una terapia dietetica personalizzata e una terapia marziale in caso di anemia da
sanguinamento delle emorroidi.

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Farmaci per via parenterale

È raro che vi sia bisogno di antidolorifici per via parenterale. Per l’impiego di rutosidi o anti-infiammatori vale quanto detto sopra. L’iniezione di jaluronidasi nella trombosi con notevole edema, seguita da un leggero massaggio, porta talvolta a discreti risultati. L’enzima va iniettato con l’anestetico (9 ml di marcaina con epinefrina + 1 ml di jaluronidasi, 150 Unità) con un ago sottile direttamente nella massa edematosa e sui lati. Il massaggio riduce il prolasso immediatamente. Si potrà quindi procedere anche alla legatura elastica e/o alla sfinterotomia.

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