Allungamento dei tempi di reazione nell’anziano e ridotta conduzione nervosa

MEDICINA ONLINE MIASTENIA GRAVIS UOMO ANZIANO VECCHIO NONNO CAMMINARE NEVE STRADA INVERNO FREDDO BASTONE CAPPOTTO SENILE DIFFICOLTA MOTORIE TRISTEIl rallentamento delle funzioni cognitive tipico dell’anziano determina un allungamento dei tempi di reazione che è una caratteristica fondamentale della senescenza, rilevante per tutti i processi fisiologici – non esclusa, ovviamente, la velocità di elaborazione del pensiero – sia causa di estrema rilevanza della percezione del sé come differenziato ed ulteriormente differenziantesi da uno status precedente.

Uno dei primi problemi lamentati, infatti, dalle persone con il progredire dell’età è l’incapacità a poter eseguire tutto ciò che erano soliti fare in precedenza; con pochissime eccezioni crolla la possibilità di competizione con i più giovani (più rapidi sia con il fisico che con la mente) ma crolla anche la richiesta a sé stessi di proseguire secondo direttive precedentemente fissate.

“Compromessa con l’età è la capacità di  spostare rapidamente l’attenzione da un  obiettivo all’altro. Di qui la frequente lagnanza che ci sono troppe cose da fare”
(Arieti, 1985)

Nella senescenza si assiste ad una riduzione nella velocità di conduzione del nervo periferico che procede con un ritmo di circa 0.15 m/sec l’anno in meno per le  fibre motorie e sensitive e con una differenza dopo i 65 anni rispetto al giovane del 15-20%. Ciò potrebbe essere in rapporto o alla perdita delle fibre più veloci, cioè di maggiore diametro o, più verosimilmente, alla diminuzione della lunghezza media internodale quale conseguenza di processi di demielinizzazione-remielinizzazione per lesioni minime ma croniche del  nervo.

La riduzione della velocità di conduzione nervosa è presente nel nervo periferico e nel midollo spinale ma non è riscontrabile nel tronco dell’encefalo e nel sistema nervoso centrale. Un tale danno comunque può non giustificare il rallentamento dei tempi di  reazione dell’anziano; è verosimile che il processo casuale di tale rallentamento sia nella ridotta funzionalità neurotrasmettitoriale del sistema nervoso (Dorfman, 1978).

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