Naso: anatomia microscopica, mucosa olfattiva, cellule e neuroni

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-faringite-laringite-tracheite-mal-di-gola-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecIl naso è un rilievo impari e mediano del viso che contribuisce, assieme alla faringe ed alla laringe, a formare l’apparato respiratorio. Il naso ha varie funzioni, tra cui: respirazione, purificazione, climatizzazione ed umidificazione per l’aria, barriera per patogeni, olfatto, olfatto gustatorio e modulazione della voce.

Anatomia microscopica del naso

Il vestibolo del naso sino al limen nasi è rivestito da una mucosa costituita da epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato che è in continuità con la cute del naso esterno e della columella con una lamina propria di tessuto connettivo sottostante. Questa cute presenta dei peli spessi, dette vibrisse, che piegano verso la cavità nasale ed aumentano notevolmente a partire dalla mezza età e fungono da filtro grossolano per le particelle in entrata con l’aria inspirata, in particolare delle più voluminose. Posteriormente al limen nasi l’epitelio diventa pavimentoso non cheratinizzato, per poi trasformarsi gradualmente in epitelio pseudostratificato ciliato di tipo respiratorio, con cellule che diventano progressivamente cilindriche o cubiche e la presenza sempre più consistente di cellule caliciformi mucipare. L’epitelio respiratorio ricopre tutte le strutture della cavità nasale, fatta eccezione per il vestibolo e alcune porzioni della volta che sono ricoperte da epitelio olfattivo, conserva una lamina propria di tessuto connettivo ed è strettamente aderente al periostio sottostante. Non tutte le cellule dell’epitelio respiratorio sono ciliate, ed il rapporto tra cellule ciliate e non ciliate è variabile all’interno della cavità nasale. La lamina propria contiene numerose ghiandole sieromucose, responsabili della secrezione del film mucoso che ricopre costantemente la mucosa nasale, il quale funge da superficie intrappolante le piccole particelle non respinte dalle vibrisse (sempre inferiori a 2,5 mm) che vi rimangono appiccicate. Successivamente il muco viene trasportato dalle vibrisse verso la rinofaringe alla velocità di circa 6 mm al minuto, per poi essere deglutito nell’orofaringe grazie ai movimenti del palato molle; una piccola parte invece ristagna nel vestibolo malgrado il pavimento della cavità nasale si sollevi leggermente procedendo verso le narici. Il muco nasale è costituito per il 95% da acqua, per l’1% da ioni inorganici, per il 0,3-0,5% da fosfolipidi, per il 3% glicoproteine (mucine) e per lo 0,1-0,5% da proteine antimicrobiche come lattoferrina, lisozima, β-difensina, IgA, IgG. La lamina propria dell’epitelio respiratorio risulta più spessa e fortemente vascolarizzata a livello dei cornetti nasali dai rami laterali dell’arteria sfenopalatina e dalle arterie etmoidale anteriore e posteriore e drenata dalle vene e dai sinusoidi venosi che seguono in generale il decorso delle arterie; a livello dei meati è invece più sottile. La mucosa respiratoria si continua con la mucosa dell’orofaringe attraverso le coane, della congiuntiva attraverso il condotto nasolacrimale e con i seni paranasali attraverso i loro canali che sboccano nella cavità nasale. La mucosa olfattiva ricopre la porzione superiore del meato medio, il meato superiore, la parte superiore della lamina perpendicolare e la superficie inferiore della lamina cribrosa dell’etmoide. La mucosa olfattiva è costituita da un epitelio pseudostratificato contenente sei tipi di cellule in superficie e profondamente da una lamina propria connettivale.

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Cellule della mucosa olfattiva

Le sei tipologie cellulari della mucosa olfattiva sono:

Le cellule con microvilli sono cellule dalla forma variabile (descritta come “a goccia” o “a fiasco”) e relativamente poco numerose se rapportate ai neuroni olfattivi. La loro membrana plasmatica apicale si estroflette in numerosi microvilli che sporgono nella cavità nasale ricoperte da un sottile film. La loro funzione è incerta.

Le cellule di sostegno sono cellule dalla forma cilindrica che si interpongono tra i neuroni olfattivi ed in parte li ricoprono. La loro membrana plasmatica apicale presenta numerosi e lunghi microvilli. Il nucleo è voluminoso e si trova nella porzione apicale della cellula mentre la porzione basale accoglie dei residui lamellari di origine lisosomiale che contribuiscono a fornire all’epitelio olfattivo un colore brunastro-giallognolo. Come per molti altri residui di degradazione cellulare, sono più numerosi in età avanzata. Le cellule di sostegno sono unite tra loro prevalentemente tra desmosomi, ma si uniscono con i neuroni olfattivi tramite giunzioni serrate.

Le cellule basali orizzontali sono cellule appiattite e aderenti alla lamina basale dell’epitelio olfattivo. I nuclei sono fortemente eterocromatici e nel citoplasma basofilo sono particolarmente ricche di filamenti intermedi di cheratina.

Le cellule basali globose sono cellule tondeggianti, hanno nuclei eucromatici e citoplasma acidofilo. Sono collocate appena al di sopra della lamina basale. Sembrerebbero le cellule staminali rigeneranti i neuroni olfattivi dato che presentano un’intensa attività mitotica.

Le cellule olfattive di rivestimento sono una tipologia di cellule gliali originanti dal placode olfattivo, sebbene mostrino somiglianze sia con gli astrociti che con le cellule di Schwann, che originano invece dalla cresta neurale. Queste cellule forniscono una guaina agli assoni di ciascun neurone olfattivo per tutto il suo decorso fino al bulbo olfattivo.

neuroni olfattivi sono una classe di neuroni bipolari che si trovano esclusivamente nell’epitelio olfattivo e forse l’unico tipo di neuroni che possiede un continuo turnover. I pirenofori sono localizzati approssimativamente al centro dell’epitelio olfattivo, sopra quelli delle cellule basali globose e sotto quelli delle cellule di sostegno. Il neurone olfattivo possiede un solo dendrite privo di ramificazioni che si porta verso la porzione superficiale dell’epitelio ed un singolo assone che si porta dalla parte opposta verso la lamina propria. Questo assone è ricoperto dalle cellule olfattive di rivestimento, un tipo speciale di cellule gliali. I dendriti fuoriescono dall’epitelio olfattivo e si ramificano solo a questo punto in terminazioni a forma di vescicola dalle quali si dipartono decine di lunghe e sottili ciglia. Le ciglia olfattive paiono non essere mobili e quindi avere la funzione di incrementare la superficie a disposizione per la captazione delle molecole olfattive nel film sieroso. Ciascuna molecola olfattiva o ciascun gruppo di molecole è specifico per un solo tipo di neuroni olfattivi. Gli assoni dei neuroni olfattivi si uniscono progressivamente in fasciscoli composti da decine di assoni e questi fascicoli si associano nei filuzzi olfattivi che penetrano attraverso i fori della lamina cribrosa dell’etmoide per raggiungere il bulbo olfattivo soprastante.

La lamina propria dell’epitelio olfattivo contiene le ghiandole di Bowman, tubuloalveolari, che riversano il loro secreto in dotti che penetrano nell’epitelio olfattivo e sboccano sulla sua superficie. Il secreto, che forma un sottile film sulle terminazioni nervose, è composto da proteine antimicrobiche come lisozima, lattoferrina, proteoglicani e IgA. I proteoglicani grazie alla loro struttura fortemente ramificata svolgono l’importante funzione di intrappolare le molecole odorose che poi vengono trasportate per diffusione alle ciglia delle terminazioni dei neuroni olfattivi.

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