Tiroidite acuta, cronica, autoimmune: sintomi e conseguenze

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Tipi di tiroidite

Esistono diverse forme di tiroidite, tra cui:

  • tiroidite acuta (purulenta): in genere causata da batteri;
  • tiroidite di De Quervain (o “tiroidite subacuta”): in genere causata da virus;
  • tiroidite cronica: la forma più diffusa.

La tiroidite cronica, può essere di varie tipologie:

  • tiroidite di Hashimoto (o “tiroidite cronica linfatica”, o “tiroidite cronica autoimmune”): è una frequente patologia autoimmune, cioè causata da anticorpi anormali, che esordisce con un iperfunzionamento della tiroide per poi evolversi in ipotiroidismo;
  • tiroidite di Riedel (o “tiroidite lignea” o “tiroidite fibrosa”): una rara forma di tiroidite;
  • tiroidite silente sporadica;
  • tiroidite silente post-partum;
  • tiroidite da farmaci.

Le forme acuta e sub-acuta permettono generalmente un completo recupero della funzionalità tiroidea.
Una tiroidite, andando ad alterare il normale funzionamento della tiroide, può determinare ridotta secrezione di ormoni tiroidei e quindi ipotiroidismo, in questo caso di tipo primario.

Per approfondire:

Cause

Le possibile cause di infiammazione della tiroide, sono molto varie:

  • malattia autoimmunitaria (anticorpi alterati che attaccano la tiroide, “interpretandola” come corpo estraneo);
  • infezioni da virus, batteri o parassiti
  • traumi ed operazioni chirurgiche;
  • farmaci come amiodarone, lalfa-interferone, interleuchina-2 o litio (tiroidite iatrogena);
  • tiroidite idiopatica: viene così chiamata una tiroidite quando le sue cause non sono note al medico.

Fattori di rischio

Alcuni fattori aumentano il rischio di sviluppare una tiroidite, come:

  • sesso femminile;
  • età tra i 30 ed i 50 anni;
  • stagione estiva ed autunnale:
  • famigliarità;
  • presenza di malattie autoimmunitarie;
  • gravidanza (una gestante su 10 sviluppa una tiroidite autoimmune simile a quella di Hashimoto, ma transitoria);
  • assunzione di integratori e farmaci a base di iodio;
  • radiazioni ionizzanti;
  • infezioni, specie croniche e sistemiche.

Sintomi, segni e fasi

Una tiroidite in alcune fasi può risultare del tutto asintomatica, cioè non dare alcun segno della propria presenza. Più frequentemente fornisce sintomi e segni. La maggior parte delle forme attraversa tre fasi distinte:

  1. tiroide iperattiva (ipertiroidismo);
  2. tiroide ipoattiva (ipotiroidismo);
  3. tiroide normale (eutiroidismo), a meno che non sia una forma cronica, nella quale persiste una alterata funzione tiroidea.

I sintomi più evidenti di ipertiroidismo, sono:

  • rapida perdita di peso anche mangiando più del solito, da aumento del metabolismo basale;
  • magrezza;
  • iperattività;
  • irritabilità;
  • esoftalmo (occhi sporgenti);
  • retrazione palpebrale;
  • mixedema pretibiale;
  • acropatia;
  • depressione ed altre malattie psichiatriche;
  • poliuria;
  • sudorazione;
  • sensazione di calore;
  • facile affaticabilità;
  • astenia (stanchezza);
  • apatia;
  • pelle ingiallita;
  • gozzo;
  • tiroide aumentata di volume con tumefazione;
  • disfagia (difficoltà a deglutire);
  • cambiamento della voce;
  • insonnia;
  • fragilità ossea con maggior rischio di fratture;
  • intolleranza al caldo o al freddo;
  • palpitazioni;
  • aritmia (specialmente fibrillazione atriale);
  • tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • dispnea;
  • infertilità;
  • calo del desiderio sessuale;
  • amenorrea (diminuzione o scomparsa delle mestruazioni);
  • nausea;
  • vomito;
  • defecazioni frequenti;
  • rapido aumento della glicemia dopo i pasti (iperglicemia postprandiale);
  • diarrea.

Nei pazienti anziani alcuni sintomi legati all’iperattività, potrebbero non comparire, mentre invece potrebbero essere accentuati l’affaticamento cronica e la perdita di peso.

I sintomi più evidenti di ipotiroidismo, sono per certi versi “opposti” a quelli dell’ipertiroidismo, ma in alcuni casi combaciano:

  • astenia (mancanza di forze);
  • facile affaticabilità;
  • intolleranza al freddo;
  • stitichezza;
  • depressione;
  • rallentamento di pensieri e movimenti;
  • dolori muscolari e debolezza;
  • crampi muscolari;
  • diminuzione del metabolismo basale che spesso porta il paziente non trattato, al sovrappeso o all’obesità anche in presenza di una dieta normocalorica.

In caso di tiroidite di Hashimoto è frequente la comparsa di gozzo (aumento del volume della tiroide, spesso così elevato da essere visibile anche esternamente). In alcuni casi una tiroidite, come quella postpartum, può essere del tutto asintomatica.

Diagnosi

La diagnosi di tiroidite e della causa a monte che l’ha determinata, si serve di:

  • anamnesi (raccolta dati del paziente);
  • esame obiettivo, specie palpazione della tiroide;
  • esami di laboratorio (ormoni tiroidei, TRH, TSH, autoanticorpi, globuli bianchi, VES…)
  • captazione dello iodio radioattivo;
  • ecografia della tiroide;
  • biopsia con analisi istologica del campione tiroideo.

Per approfondire:

 

Terapia

Il trattamento di una tiroidite dipende dalla causa a monte che l’ha determinata e dalla fase in cui si trova.

  • levotiroxina (Eutirox) in caso di ipotiroidismo o di gozzo molto pronunciato;
  • tiroidectomia parziale: rimozione chirurgica parziale della tiroide;
  • antinfiammatori o cortisonici per l’infiammazione della ghiandola;
  • betabloccanti in caso di tachicardia frequente;
  • antibiotici in caso di tiroidite da infezione batterica.

Nel caso della frequentissima tiroidite di Hashimoto il trattamento principale è rappresentato dalla terapia sostitutiva con levotiroxina (Eutirox).

Dieta consigliata

Tra gli alimenti potenzialmente in grado di rallentare l’attività della tiroide, ci sono:

  • spinaci;
  • rape;
  • soia;
  • broccoli;
  • cavoli;
  • cavoletti di Bruxelles;
  • cavolfiori;
  • senape.

Questi alimenti sono consigliati nella fase di  ipertiroidismo, mentre sono sconsigliati in caso di ipotiroidismo. Potrebbe essere utile evitare:

  • alimenti raffinati;
  • zucchero;
  • latticini;
  • farine;
  • caffeina;
  • alcool.

Integratori alimentari

Gli integratori alimentari utili in caso di tiroidite, sono vari. Vi elenchiamo quelli più comunemente usati:

Gli acidi grassi essenziali (acido alfa-linolenico appartenente al gruppo degli omega 3 ed acido linoleico appartenente al gruppo degli omega 6, che si trovano nell’olio di semi di lino, nell’olio di pesce e nell’olio di borragine sono antinfiammatori naturali. Un ottimo integratore è questo: https://amzn.to/2rwf7Fn

La bromelina, può far diminuire l’infiammazione, spesso combinato con la curcumina, che ne potenzia l’effetto. Un ottimo integratore di bromelina è questo: https://amzn.to/2jHHPzg Un potente integratore di curcumina che vi consigliamo è invece questo: https://amzn.to/2rvpbyo

La vitamina C, la vitamina A, le vitamine del gruppo B, come la B2 (riboflavina), la B3 (niacina) e la B6 (piridossina), il selenio e lo zinco sono necessari per una normale produzione di ormone tiroideo. La vitamina D è anche molto importante per proteggersi dalla tiroidite. Un integratore completo di tutte le vitamine ed i sali minerali necessari è questo: https://amzn.to/2rtTSDO

La L-carnitina può essere utile per curare l’ipertiroidismo causato dall’assunzione di ormone tiroideo per la cura del gozzo benigno, un integratore di L-carnitina è questo: https://amzn.to/2KNePmj

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