Agoaspirato tiroideo: esito, complicanze, dolore, referto, prezzo

MEDICINA ONLINE AGO AGOASPIRATO TIROIDE TIROIDEO BIOPSIA CAMPIONE NODULO CALDO FREDDO TUMORE CANCRO REFERTO PATOLOGO GUIDA ECOGRAFICA thyroid biopsy ultrasound guide needle.jpgL’agoaspirato tiroideo è una procedura diagnostica mini-invasiva che viene impiegata per confermare o escludere la natura maligna di un nodulo tiroideo. L’esame prevede il prelievo di un piccolo quantitativo di cellule dal nodulo sospetto tramite un ago sottile che viene inserito attraverso la parte anteriore del collo grazie a palpazione o – meglio ancora – ad una guida ecografica, il che permette al medico di inserire l’ago esattamente dove è necessario, migliorando nettamente l’efficacia diagnostica dell’esame e riducendo al contempo la probabilità di avere danni alle strutture del collo, come trachea, vene, arterie e nervi. Il campione ottenuto tramite agoaspirato viene analizzato da un patologo e, in base al referto di quest’ultimo, l’endocrinologo effettuerà una diagnosi ed imposterà una terapia efficace. L’esame rappresenta il completamento di una serie di esami che permettono la diagnosi di una patologia tiroidea, tra cui:

  • esami di laboratorio (TSH, TRH, anticorpi anti tireoglobulina e anti tireoperossidasi);
  • ecografia tiroidea;
  • scintigrafia tiroidea;
  • misurazione dei livelli di calcitonina;
  • test genetici;
  • TAC, RMN e PET/CT.

Per approfondire:

Come ci si prepara all’esame?

Prima di eseguire l’agoaspirato di un nodulo tiroideo non è necessario il digiuno né alcun’altra forma di preparazione. Potrebbe esservi richiesto al momento della prenotazione di eseguire nei giorni precedenti all’esame un prelievo del sangue, per valutare la capacità di coagulazione. Gli esiti dovranno, in questo caso, essere portati all’attenzione del medico in occasione della procedura. In accordo con il medico, potrebbe essere opportuno sospendere eventuali farmaci che interferiscono con la coagulazione del sangue come gli antiaggreganti (per esempio, l’aspirina o la ticlopidina) e gli anticoagulanti orali (come per esempio quelli a base di warfarina).

Come si svolge un agoaspirato tiroideo?

  1. il paziente è in posizione supina, con un piccolo cuscino sotto le spalle per favorire l’estensione del collo;
  2. la cute viene disinfettata;
  3. il paziente viene invitato a restare il più possibile fermo;
  4. sotto la guida dell’ecografo (oppure con l’ausilio della palpazione) viene inserito l’ago nel collo;
  5. il medico aspira il materiale;
  6. si toglie l’ago;
  7. si disinfetta la cute;
  8. il paziente rimane alcuni minuti in osservazione.

L’operazione viene eventualmente ripetuta su tutte le zone sulle quali interessa avere un’indagine citologica.

E’ necessaria una anestesia?

Salvi casi particolari, ad esempio con pazienti non collaboranti, abitualmente non è necessaria anestesia né sedazione.

In quali situazioni la guida ecografica è necessaria?

Generalmente un inserimento sotto guida ecografica, e non solo grazie a palpazione, si rende necessario quando:

  • il reperto palpatorio è molto dubbio per lesione nodulare;
  • il nodulo è piccolo, con dimensioni minori ad 1.5 cm di diametro;
  • il medico ha minore esperienza;
  • il nodulo è apprezzabile solo ecograficamente per la sua particolare posizione all’interno della ghiandola tiroide.

In ogni caso, anche in assenza di queste condizioni, l’ecoguida migliora la sensibilità e l’affidabilità dell’esame e – se possibile – il nostro consiglio è quella di eseguirla sempre.

L’agoaspirato tiroideo è doloroso o fastidioso?

La puntura provoca un leggero fastidio, come una normale iniezione. In alcuni casi si può percepire un’irradiazione del dolore dietro all’orecchio. In ogni caso, la sensazione di dolore si limita al tempo dell’esecuzione dell’indagine. Se si protrae, bastano comuni analgesici per alleviarla. Raramente è richiesta un’anestesia locale.

Quanto dura l’esame?

La durata completa dell’esame è di circa 10 minuti, anche se la durata della puntura in sé è generalmente molto limitata: non supera quasi mai il minuto di durata.

Al termine dell’esame che succede?

Dopo l’esame si applica un impacco ghiacciato sul collo per circa 15 minuti. A quel punto è possibile tornare alle attività sociali o lavorative. L’esame non impedisce la possibilità di guidare veicoli o di lavorare con strumenti potenzialmente pericolosi. A meno che il paziente non sia anziano, disabile o debilitato per altri motivi, generalmente non c’è alcuna necessità di essere accompagnati da qualcuno all’esame in modo da essere riaccompagnati a casa.

Ho ancora dolore dopo l’esame: è normale?

Al termine dell’esame è assolutamente normale avere dolore o fastidio al collo, tuttavia questo tende a scomparire da solo in poche ore. Qualora il dolore non scomparisse o se notate sanguinamenti o segni di infezione, contattate subito il vostro medico.

Controindicazioni

Chiunque può essere sottoposto ad un agoaspirato della tiroide, data l’assenza di particolari controindicazioni.

Agoaspirato della tiroide: rischi e complicanze

L’agoaspirato di un nodulo tiroideo è quasi completamente esente da rischi, tuttavia, in una piccola percentuale di casi, possono formarsi piccoli ematomi all’interno della tiroide che però si riassorbono spontaneamente in pochi giorni e possono essere comunque prevenuti applicando del ghiaccio dopo l’esame. In alcuni casi c’è il rischio di sanguinamento, di infezione o di lesioni a strutture anatomiche presenti nel collo, come trachea, vasi sanguigni e nervi. L’esame non usa radiazioni ionizzanti, al contrario di radiografia e TAC.

Un eventuale tumore può essere disseminato dall’ago?

Assolutamente NO. La vecchia credenza popolare che, nei casi in cui sia presente un tumore, l’ago possa contribuire a disseminare le cellule maligne nell’organismo, è stata smentita da prove scientifiche ed è del tutto FALSA.

Agoaspirato in gravidanza: è pericoloso?

L’esame non prevede l’impiego di radiazioni, né comporta alcun rischio per il feto, quindi è indicato anche nelle donne incinte.

Quali situazioni limitano il valore dell’agoaspirato?

L’agoaspirato è un esame molto affidabile. Vi sono però situazioni nelle quali, indipendentemente dall’abilità dell’operatore e del citologo è difficile, se non impossibile, per il citologo arrivare ad una diagnosi definita. Una diagnosi di neoformazione follicolare esprime l’impossibilità, con le metodiche del momento, di discriminare, con la sola citologia, tra adenoma e carcinoma follicolare. Il carcinoma tiroideo cistico è difficile da individuare in quanto il fluido fluisce facilmente nella siringa, mentre è difficile “centrare”, pur avendo la guida ecografica, la zona solida contenente le cellule indicative di neoplasia (spesso la cisti recidiva). In presenza di gozzi multinodulari di grandi dimensioni per il numero e le dimensioni dei noduli a volte non si riesce a focalizzare la zona tumorale. E’ difficile la diagnosi differenziale tra Tiroidite di Hashimoto e neoplasie ossifile per la presenza di alcuni tipi cellulari (cellule di Hurtle) in entrambe le patologie, così come per lo stesso motivo è complessa la diagnosi differenziale tra Tiroidite di Hashimoto e linfoma per la ricchezza, nella prima, di infiltrato linfocitario con alcune atipie.

 

Quando ripetere l’agoaspirato e perché?

In alcuni casi nella diagnosi dell’agoaspirato si troverà scritto che si sospetta la presenza di un tumore, in questo caso l’endocrinologo potrebbe suggerire la ripetizione dell’esame per avere una diagnosi certa in base alla quale decidere, senza dubbi, il successivo trattamento, di solito l’intervento chirurgico. Anche quando l’agoaspirato non è diagnostico può essere consigliata la ripetizione dell’esame. Questo per arrivare ad una diagnosi definita, che permetterà di programmare successivi controlli in un tempo più ampioQuando l’agoaspirato è negativo non è normalmente necessario ripetere l’esame, se però nel corso degli anni il/i noduli crescono o cambiano le loro caratteristiche alla palpazione o all’ecografia può essere opportuno ripetere l’esame.

Costo

Il prezzo di un agoaspirato tiroideo ecoguidato tiroideo oscilla generalmente tra i 120 ed i 200 euro.

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