Esame obiettivo del collo: palpazione della tiroide, video e spiegazione

MEDICINA ONLINE IPERTIROIDISMO IPOTIROIDISMO THYROID SEGNI SINTOMI ECOGRAFIA TIROIDE ORMONI TIROIDEI ASSE IPOFISI IPOTALAMO T3 T4 EUTIROX TIROIDEGCTOMIA MORBO BASEDOW GOZZO TOSSICO TIREOTOSSICOSI UOMO SINTOMI INIZIALI.jpgNella diagnosi delle malattie della tiroide, oltre all’anamnesi (raccolta dei dati del paziente), riveste straordinaria importanza l’esame obiettivo di collo e tiroide, nel cui ambito risulta saliente soprattutto la palpazione della ghiandola tiroidea, una semplice tecnica non invasiva capace di indirizzare il medico verso la diagnosi corretta.

Come si esegue la palpazione della tiroide?

  1. il paziente si siede sul lettino
  2. il medico si posizione in piedi dietro il paziente
  3. il soggetto visitato tiene la testa leggermente piegata all’indietro per facilitare le manovre del medico
  4. il medico posa i polpastrelli sulla parte anteriore del collo del paziente
  5. i polpastrelli seguono i contorni della tiroide
  6. la superficie della tiroide viene palpata accuratamente alla ricerca di anomalie
  7. durante la manovra il medico alle volte può chiedere al soggetto di inghiottire della saliva o qualche sorso d’acqua per meglio palpare la tiroide.

A che serve la palpazione della tiroide?

La palpazione della tiroide può fornire varie informazioni al medico, rilevando:

  • presenza di noduli;
  • modificazioni del volume della tiroide
  • variazioni della consistenza della tiroide
  • disomogeneità della consistenza della tiroide
  • eventuale dolore evocato dalla palpazione.

Tutte queste informazioni sono estremamente utili perché, grazie ad un esame semplice, economico, sicuro e non invasivo, permette di formulare una prima diagnosi ed anche di valutare gli effetti delle cure di alcune patologie tiroidee.

Come completare una palpazione della tiroide?

Per approfondire la diagnosi, il medico in genere si serve di:

  • esami di laboratorio con particolare attenzione agli ormoni tiroidei, TSH, TRH, anticorpi anti tireoglobulina e anti tireoperossidasi;
  • ecografia tiroidea;
  • agoaspirato con ago sottile: è indicato in presenza di un nodulo singolo o di un nodulo sospetto in un gozzo multinodulare. Il campione viene analizzato dal patologo e ciò permette di distinguere un nodulo benigno da uno maligno;
  • scintigrafia tiroidea;
  • misurazione dei livelli di calcitonina (marker specifico del carcinoma midollare della tiroide);
  • test genetici: il tumore può far parte di sindromi genetiche quali la sindrome neoplastica endocrina tipo 2 (MEN2);
  • TAC, RMN e PET/CT: consentono la stadiazione del tumore identificando le possibili sedi di diffusione della malattia e consentendo di progettare un eventuale intervento chirurgico.

In alcuni casi l’unica diagnosi di certezza di una patologia tiroidea è quella istologica eseguita dal patologo su un campione ottenuto tramite biopsia. Per approfondire:

Palpazione della tiroide: VIDEO

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