Con “ammoniemia” in medicina si indica la concentrazione di ammoniaca nel sangue, rilavata effettuando un semplice esame del sangue venoso. L’ammoniaca è un prodotto azotato che si forma nell’organismo soprattutto a causa del metabolismo degli aminoacidi derivati dalle proteine assunte con l’alimentazione ed in elevate quantità è tossico, specie per il sistema nervoso centrale, quindi viene trasformata in urea dal fegato. In presenza di insufficienza epatica, causata da varie epatopatie come la cirrosi epatica, si può verificare iperammoniemia, cioè si accumula troppa ammoniaca nell’organismo, determinando il quadro di encefalopatia epatica.Nei neonati l’iperammoniemia è correlata ad una carenza o un difetto ereditario degli enzimi del ciclo dell’urea, o a malattia emolitica. Negli adulti l’iperammoniemia può essere determinata non solo da una epatopatia, ma anche da malattia renale o da un difetto enzimatico del ciclo dell’urea non prima diagnosticato.
Perché l’ammoniemia è un dato importante?
L’ammoniemia è usata soprattutto nella diagnosi di gravi patologie epatiche e per determinare la gravità di quest’ultime, inoltre è utile nella diagnosi differenziale quando il paziente abbia disordini del metabolismo o alterazioni degli stati di coscienza o nel coma. Solitamente la concentrazione di ammoniaca del sangue viene prescritta insieme ad altri test che servono per indagare le malattie epatiche e valutare la funzionalità del fegato, tra cui:
- bilirubina diretta e indiretta (da associare al dosaggio nelle urine);
- proteine plasmatiche (quantità totale, albumina e/o globuline);
- enzimi di origine epatocitaria (transaminasi – AST, ALT – ALP e GGT);
- glicemia;
- test della coagulazione PT, INR PTT, aPTT, TT;
- anticorpi specifici per l’ epatite A, l’epatite B, l’epatite D e l’epatite E;
- esami per determinare la funzionalità renale.
Valori normali e patologici di ammoniaca nel sangue
I valori normali di ammoniemia nell’adulto oscillano tra: 21 e 50 µmol/l (15 – 60 µcg/100ml). Tali valori di riferimento possono variare in base al laboratorio che ha eseguito l’analisi. Valori più alti di 50 µmol/l indicano iperammoniemia. mentre valori più bassi di 21 µmol/l indicano ipoammoniemia.
Cause di ammoniemia alta
L’iperammoniemia può essere determinata da:
- insufficienza epatica;
- sanguinamenti gastrici o intestinali;
- insufficienza cardiaca;
- ridotta perfusione epatica;
- difetti congeniti degli enzimi del ciclo dell’urea:
- leucemia acuta;
- alcalosi metabolica;
- sindrome di Reye;
- malattia emolitica del neonato;
- shunt porto sistemico;
- diete iperproteiche;
- esercizio fisico estremamente intenso;
- disbiosi;
- fumo di sigaretta;
- farmaci (tra cui acetazolamide, acido valproico, furosemide, acido etacrinico, clortalidone ed isoniazide.
Sintomi correlati ad ammonemia alta
L’iperammoniemia determina alcuni segni e sintomi:
- malessere generale;
- astenia (stanchezza);
- vomito;
- repulsione verso la carne;
- atassia;
- letargia;
- disorientamento;
- ritardo mentale;
- difficoltà nella concentrazione/memoria;
- disorientamento;
- alterazione della coscienza;
- coma e morte nei casi più gravi.
Cause di ammoniemia bassa
L’ipoammoniemia può essere determinata da:
- dieta ipoproteica o aproteica;
- farmaci (tra cui levodopa, lattulosio, neomicina, lactobacillus e kanamicina).
Dieta per iperammoniemia
In caso di aumento dell’ammoniaca del sangue, la dieta consigliata è quella povera di proteine, a tal proposito leggi:
- Dieta ipoproteica ed aproteica: cosa mangiare e chi la deve seguire
- Dieta per le malattie del fegato: cibi consigliati e consigli
- Classifica dei cibi con maggiore e minore quantità di proteine esistenti
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