L’orbiting è una modalità relazionale che porta l’ex partner ad “orbitare” (cioè “girare intorno”) continuamente attorno alla vittima, mantenendosi in questo modo agganciata ad essa e la sua vita. Per ottenere questo scopo l’orbiter usa spesso il “likeing“, cioè il mettere il “mi piace” sui post che la vittima immette sui propri social network, ad esempio foto su Continua a leggere
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Teoria della frustrazione-aggressività: quando essere frustrato ti rende aggressivo
La teoria della frustrazione-aggressività (anche conosciuta come “ipotesi della frustazione-aggressività” o “teoria frustrazione-aggressione-spostamento“; in inglese “frustration–aggression hypothesis” o “frustration–aggression–displacement theory“) è una teoria formulata per spiegare la causa dell’aggressività e della violenza, proposta dagli psicologi John Dollard, Neal Miller, Leonard Doob, Orval Mowrer e Robert Sears nel 1939, e successivamente sviluppata dagli Continua a leggere
Ghosting: quando la relazione finisce senza motivi né spiegazioni
Il ghosting è una modalità relazionale in cui una persona, il “ghoster”, termina una relazione, di amicizia o sentimentale, in modo brusco ed improvviso, senza lasciare alcuna spiegazione sui motivi per cui l’altra persona viene lasciata e senza di fatto dire o fare nulla per lasciare l’altra persona. Il ghoster in pratica sparisce nel nulla, apparentemente senza alcun motivo. Il termine “ghosting” in italiano può essere liberamente tradotto con Continua a leggere
Benching: quando piaci ma non troppo e vieni messo in panchina

Il benching è una modalità relazionale in cui una persona, il “bencher”, inizia a frequentare un nuovo potenziale partner – la vittima del benching – che trova interessante ma di cui non è convinta al 100%. Il bencher, a questo punto, anziché iniziare una relazione col nuovo partner o dirgli di no, lo “mette in attesa”. Il bencher quindi si prende del tempo per decidere, Continua a leggere
Cushioning: avere un partner di riserva già pronto per quando la relazione principale finisce

Il cushioning è una modalità relazionale in cui una persona, il “cushioner”, nonostante abbia una relazione stabile con un partner, mantiene un canale di comunicazione virtuale o fisico con altri potenziali partner, che vengono tenuti “in attesa” come “partner di riserva” e “utilizzati” nell’eventualità che la relazione “principale” termini. L’atto di mettere in attesa altri partner, prende il nome di “benching”. Il termine “cushioning” in italiano può essere tradotto con Continua a leggere
Catfishing: usare un profilo falso sui social per raggirare altre persone
Con “catfishing” (dall’inglese “catfish“, che in italiano è traducibile con “pesce gatto“) si intende un tipo di attività ingannevole sui social network caratterizzato dalla creazione, da parte del “catfish” o “catfisher“, di un account “fake” (con falsa identità, falso nome e false foto profilo), allo scopo di raggirare altri utenti. L’account fake prende il nome di Continua a leggere
Zombieing: quando il tuo ex torna a farsi vivo improvvisamente come se nulla fosse
La tua ex compagna è scomparsa di colpo, tu ti sei appena ricostruito una vita dopo la brusca rottura improvvisa e all’improvviso ti arriva un suo messaggio: è lo “zombieing”. Con “zombieing” si fa riferimento ad una modalità relazionale in cui un individuo torna a “farsi vivo” improvvisamente, dopo essere misteriosamente scomparso e “come se nulla fosse”. Con “farsi vivo” intendo con una telefonata, un messaggio o un semplice like – apparentemente casuale – su Continua a leggere
Sindrome della donna maltrattata: perché si rimane con un partner violento?

Spesso, quando le persone sentono parlare di una donna che è stata picchiata ripetutamente dal suo partner, qualcuno chiede: “Perché resta con lui anziché lasciarlo?”. La questione è estremamente complicata, ma alcune risposte possono essere trovate comprendendo una condizione nota come sindrome della donna maltrattata, che è considerata un tipo di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). La psicologa statunitense Lenore E. Walker (nata a New York il 3 ottobre 1942), ha coniato il termine nel suo libro del 1979, The Battered Woman.
La sindrome della donna maltrattata (più correttamente denominata “sindrome della persona maltrattata“; in inglese “battered woman syndrome“, da cui l’acronimo “BWS”) è un insieme di segni e sintomi che interessano una donna che ha subito violenza persistente da parte del partner. La violenza può essere psicologica, fisica e/o sessuale. Era classificata nell’ICD-9 (la nona edizione della Classificazione internazionale delle malattie, l’ultima versione è l’undicesima) come sindrome della persona maltrattata (” battered person syndrome“), ma non è presente nel DSM-5 (l’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Può essere oggi diagnosticata come una sottocategoria del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Le vittime possono Continua a leggere