Tumore al polmone: aspettativa di vita, sopravvivenza, fase terminale

Il tumore al polmone è una delle neoplasie più frequenti e letali. Nel 2016, solo in Italia, sono stati diagnosticati più di 41mila nuovi casi e sono stati registrati circa 33mila decessi. La maggior parte (oltre il 95%) delle neoplasie polmonari maligne è rappresentato dal carcinoma del polmone, mentre meno dello 0,5% è rappresentato da sarcomi e linfomi. Il carcinoma polmonare è attualmente il tumore maligno con il maggior tasso di incidenza e di mortalità nel mondo (1,35 milioni di nuovi casi all’anno e 1,18 milioni di morti), con la massima frequenza negli Stati Uniti d’America ed in Europa, in soggetti maschi, fumatori e con più di 50 anni.

Prognosi

La prognosi viene basata in base a due fattori: il tipo istologico e lo stadio del tumore.

Tipo istologico

Il carcinoma polmonare a piccole cellule ha una prognosi peggiore, spesso infausta, benché interventi di radioterapia e chemioterapia mirata nella forma localmente delimitata siano in grado di aumentare la sopravvivenza a 5 anni fino al 5% dei casi. Nelle forme di carcinoma polmonare non a piccole cellule la sopravvivenza è più elevata anche se essa dipende fortemente dalla stadiazione.

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Nell’immagine in alto sono messe a confronto le curve di sopravvivenza in base a due tipi di stadiazione:

  • stadiazione clinica (cTNM): basata sui reperti strumentali pre-operatori come la tomografia computerizzata, la tomografia ad emissione di positroni e la videotoracoscopia;
  • stadiazione patologica (pTNM): basata sull’analisi anatomo-patologica e microscopica delle stazioni linfonodali.

La notevole discrepanza tra i due metodi di classificazione dipende dal fatto che la stadiazione operata su valutazione clinica tende generalmente a sopravvalutare la reale estensione del tumore, ad esempio un IIb clinico ha lo stesso indice di sopravvivenza di un IIIa anatomo-patologico: ciò indica che le previsioni basate sulle valutazioni cliniche tendono ad essere errate e troppo pessimistiche.

Il seguente schema mostra la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, nei pazienti con cancro polmonare in vari stadi. Ricordiamo che:

  • “T” indica l’estensione e la localizzazione del tumore;
  • “N” indica coinvolgimento linfonodale;
  • “M0” indica l’assenza di metastasi;
  • “M1” indica la presenza di metastasi;
  • il numero accanto alla lettera indica la gravità (maggiore è il numero e maggiore è la gravità).
Stadio Descrizione TNM Sopravvivenza a 5 anni
Stadiazione clinica (cTNM)
Sopravvivenza a 5 anni
Stadiazione patologica (pTNM)
Ia T1 N0 M0 61% 67%
Ib T2 N0 M0 38% 57%
IIa T1 N1 M0 34% 55%
IIb T2 N1 M0 24% 39%
IIb T3 N1 M0 22% 38%
IIIa T3 N1 M0 9% 25%
IIIa T1-2-3 N2 M0 13% 23%
IIIb T4 NO-1-2 M0 7% <5%
IIIb T1-2-3-4 N3 M0 3% <3%
IV qualsiasi T e N M1 1% <1%

Fino a non molto tempo fa, la percentuale di sopravvivenza a 5 anni raramente superava il 5 per cento. Oggi, grazie anche a farmaci quale il Nivolumab, è stato triplicato il numero di pazienti vivi dopo 5 anni, pur rimanendo purtroppo ancora un cancro letale negli stadi avanzati. Ad esempio un paziente in stadio IIIb con T4 (tumore che ha invaso il mediastino, il cuore, i grandi vasi mediastinici, la trachea, l’esofago o le vertebre) anche in assenza di metastasi, ha una sopravvivenza a 5 anni del 5%, percentuale che scende al 3% in caso di N3 (cioè quando sono colpiti i linfonodi controlaterali od i linfonodi cervicali omolaterali) anche se la localizzazione non raggiunge T4.

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Quale tumore è inoperabile?

Sono considerati operabili gli stadi Ia, Ib, IIa, IIb ed alcuni IIIa (pazienti in buone condizioni di salute e senza esteso coinvolgimento linfonodale). Gli stadi IIIb e IV sono da considerare sempre inoperabili salvo casi estremamente eccezionali.

Paziente in fase terminale

Il paziente in quarto stadio (cioè con qualsiasi grado di estensione/localizzazione e di localizzazione linfonodale, con presenza di metastasi) è purtroppo inoperabile ed ha una possibilità di sopravvivenza a 5 anni dell’1%, cioè generalmente solo un paziente in stadio IV è ancora vivo a 5 anni di distanza dalla diagnosi. L’aspettativa di vita in questi pazienti è di circa otto mesi se sottoposti a chemioterapia e di circa 2 anni in caso di trattamento immunoterapico.

Elementi che peggiorano ulteriormente la prognosi

Altri elementi che possono accorciare ulteriormente l’aspettativa di vita, sono la presenza di sindromi paraneoplastiche come la sindrome di Cushing, la sindrome da inappropriata secrezione di ADH e l’ipercalcemia. Quest’ultima, unitamente alla presenza di iperkaliemia da lisi neoplastica e all’insufficienza renale, può aggravare il quadro patologico per lo sviluppo di gravi quadri aritmici. La comparsa di sindromi mediastiniche come disfonia, disfagia, grave dispnea e sindrome della vena cava superioretestimoniano la presenza di una malattia estesa, con rapida evoluzione verso l’exitus. La presenza di polmonite da ostruzione, atelectasia e versamento pleurico sono condizioni che, oltre a condizionare la stadiazione e quindi la prognosi, rappresentano ulteriori condizioni di comorbidità che devono essere trattate con terapie specifiche e mirate. La chirurgia toracica con accesso toracotomico per il carcinoma del polmone ha un tasso di mortalità totale del 4,4%, strettamente correlato alla funzione polmonare ed alla presenza di altri fattori di rischio.

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