Petto carenato: sintomi, esercizi, è pericoloso, operazione

MEDICINA ONLINE PETTO CARENATO PECTUS CARINATUM PETTO ARCUATO PICCIONE PIGEON CHEST TORACE STERNO SCOLIOSI OPERAZIONE CHIRURGICA.jpgCon “petto carenato” (anche chiamato “pectus carinatum” o “petto arcuato” o “petto di piccione“, in inglese “pigeon chest“) in medicina ci si riferisce ad una deformazione congenita (già presente alla nascita) o più raramente acquisita della gabbia toracica a livello della parete toracica anteriore, caratterizzata dalla protrusione anteriore dello sterno, l’osso piatto e allungato, impari e mediano, situato nella parte anteriore centrale del torace e leggermente convesso: in parole povere il petto appare sporgente in avanti.

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Diffusione

Rispetto ad altre anomalie similari l’incidenza è minore di circa 10 volte, anche se rimane molto diffuso, arrivando a coinvolgere una persona su 400 secondo alcuni autori (1 su 2500 secondo altri autori). Secondo per frequenza al più comune petto escavato, costituisce circa il 7% delle deformità della parete toracica anteriore. Il petto carenato ha prevalenza nel sesso maschile (il rapporto maschi:femmine è uguale a 4:1).

Età di comparsa

Il petto carenato, essendo di natura congenita (cioè già presente alla nascita) si manifesta macroscopicamente di solito in età puberale (mediamente dopo gli 11 anni), mentre più raramente è visibile subito dopo il parto. In parole povere: è più o meno evidente alla nascita, ma tende a peggiorare con la crescita (sporge di più) soprattutto nel periodo della pubertà, per poi stabilizzarsi nelle dimensioni.

Il petto carenato è pericoloso?

Il petto carenato nella maggioranza dei casi non è pericoloso per la salute, tuttavia è spesso associato ad altre anomali congenite, come quelle cardiache, che possono effettivamente avere una certa gravità.

Impatto psicologico e sportivo

Nella maggioranza dei casi il petto carenato è un problema unicamente estetico: in questi casi tuttavia non si deve sottovalutare l’impatto psicologico che la deformità può avere su un giovane adolescente, che si vede diverso dai propri compagni in un punto corporeo così in vista (specie tra le femmine), determinando un abbassamento della qualità della vita. Soprattutto quando il problema si manifesta in tenera età, alcuni bambini e bambine tendono a mostrare repulsione per tutte quelle situazioni che comportano l’esibizione del petto nudo, circostanze molto comuni in spiaggia, in piscina o nella pratica di diverse attività sportive, con una distorta percezione della propria immagine e l’espressione di un disagio psicologico e comportamentale più o meno accentuato, che può spingersi fino al netto rifiuto di alcune tra le normali attività prima citate. Petti fortemente carenati possono quindi scatenare nel giovane paziente particolarmente sensibile:

  • stati d’ansia;
  • difficoltà relazionali;
  • il sentirsi fisicamente diverso;
  • isolamento;
  • evitamento di tutte quelle situazioni in cui il problema è più evidente (al mare, in piscina, il vestirsi leggero…);
  • depressione;
  • nei casi più gravi istinti suicidari.

A tutto ciò si somma anche l’impatto della malformazione sulle performance sportive, che nel soggetto con petto carenato possono a volte essere ridotte sia per cause fisiologiche/cardiache/respiratorie, che morfologiche, rendendo impossibile lo svolgimento di alcuni sport di potenza o resistenza o in ogni caso rendendo il paziente non adeguato a confrontarsi sportivamente con i coetanei.

Sintomi e segni

Il petto carenato si caratterizza per una protrusione (sporgenza) anteriore dello sterno e delle adiacenti cartilagini costali con un appiattimento in senso trasversale del torace.

Il petto carenato comprende non solo la semplice protrusione della parete toracica anteriore, ma anche uno spettro di malformazioni che coinvolgono in modo variabile le articolazioni tra le coste e la loro cartilagine e lo sterno, con una grande variabilità di presentazione clinica dovuta al coinvolgimento mono o bilaterale della cartilagine, all’interessamento superiore o inferiore dello sterno e al suo eventuale grado di rotazione sul suo asse maggiore che provoca deformazioni asimmetriche con depressione su un lato e sporgenza dall’altro.

Quasi sempre isolato, il petto carenato può anche ritrovarsi nel quadro di manifestazioni morbose come la sindrome di Marfan, il Morquio o il rachitismo vitamino-D resistente (più raramente in quello carenziale).

Tipi

Si possono individuare varie tipologie di petto carenato:

  • petto carenato condro-gladiolare simmetrico, la più diffusa;
  • petto carenato  condro-gladiolare asimmetrico;
  • petto carenato misto escavato-carenato, dove si mostra una combinazione fra le due forme più comuni di anomalie congenite;
  • petto carenato condro-manubriale.

Il tipo più frequente (oltre il 90% dei casi) è la forma condro-gladiolare (deformità di chiglia), caratterizzata dalla sporgenza simmetrica del corpo dello sterno (gladiolo) e delle cartilagini costali, associata a depressione laterale delle coste; la sporgenza costale può essere asimmetrica per prevalenza da un lato ma vi possono essere forme miste con protusioni e depressioni da rotazione sternale. La forma condro-manubriale, meno frequente, è caratterizzata dalla sporgenza del manubrio sternale e delle cartilagini costali superiori, con una relativa depressione del corpo sternale.

Sintomi e segni associati

Spesso il petto carenato è asintomatico: non provoca alcun sintomo al paziente. In alcuni casi il petto carenato si associa a dolore toracico muscolo scheletrico nella posizione prona. Più raramente il petto carenato provoca:

  • insufficienza respiratoria;
  • ridotta resistenza a sforzi;
  • asma indotta da esercizio fisico, dovute alla limitazione dell’escursione toracica con conseguente tachipnea compensatoria.

Alcuni bambini mostrano segni di scoliosi. La forma manubriale si associa frequentemente ad anomalie cardiache congenite. Oltre ai possibili sintomi fisici non si può trascurare l’aspetto psicologico della deformità che, come avviene nel caso di petto escavato, può determinare gravi disturbi psicologici, specie nel campo relazionale.

Cause

La causa esatta che comporta tale manifestazione è ancora sconosciuta. Potrebbe essere forse il risultato di una crescita anomala della cartilagine presternale associata o meno a difetti di fusione dello sterno. E’ verosimile una certa predisposizione genetica, in quanto un quarto circa dei pazienti ha familiari con deformità della parete toracica e una correlazione, nel 15% dei casi, con malattie del tessuto connettivo. Varie sindromi presentano il petto escavato tra i loro segni, come la sindrome di Marfan, una malattia genetica a trasmissione autosomica dominante, che colpisce il tessuto connettivo. Questo tipo di tessuto entra per esempio nella formazione delle articolazioni delle ossa, delle valvole cardiache, dei legamenti che mantengono nella giusta posizione la lente dell’occhio (cristallino) e delle pareti dei grossi vasi sanguigni. Per approfondire: Sindrome di Marfan: trasmissione, sintomi e frequenza

Diagnosi

Il petto carenato è ben visibile all’esame obiettivo. Durante l’esame, l’ortopedico può anche verificare la presenza di scoliosi. In caso di dubbi possono essere effettuate radiografie o TAC o risonanze magnetiche.

Terapia conservativa: esercizi

Nella maggioranza dei casi il petto carenato è un problema “solamente” estetico: in questi casi, specie se la sporgenza è lieve, una adeguata attività sportiva con potenziamento della muscolatura soprattutto:

  • dei cingoli scapolari;
  • del torace;
  • del dorso.

Gli esercizi di potenziamento devono essere eseguiti soprattutto dopo le indicazioni di un ortopedico e sotto la guida di un personal trainer titolato. Il potenziamento muscolare migliora frequentemente l’aspetto del torace contribuendo a superare i possibili problemi di natura psicologica (che possono essere affrontati anche con l’aiuto di uno psicoterapeuta o di uno psichiatra nel caso sfocino in depressione). Il potenziamento muscolare è un aiuto non solo “fisico”, ma spesso anche “psicologico” in quanto il soggetto – grazie alla palestra – si sente più forte, più attraente, più motivato e più fiducioso in sé stesso. La palestra può essere iniziata anche molto presto, a tal proposito leggi: Fare palestra da giovani blocca la crescita? A che età iniziare?

Terapia conservativa: presidi ortopedici

Dopo i 9 anni può trovare indicazione l’uso di busti ortopedici che, esercitando una compressione anteroposteriore del torace, determinano un graduale rimodellamento del torace stesso. Il successo raggiunge il 70% circa nei soggetti al di sotto dei 18 anni, quando ancora la parete toracica è malleabile ed il paziente è più fortemente motivato (visto che il busto va indossato per circa 14 ore al giorno per circa 2 anni e non tutti lo sopportano).

Terapia chirurgica

Il trattamento chirurgico di un petto carenato avviene tramite resezione. Il trattamento chirurgico viene effettuato solo dopo che lo sviluppo dell’individuo si completa ed in genere solo in caso di sporgenze molto accentuate che non migliorano con il busto o con gli esercizi di potenziamento muscolare e/o se creano seri problemi di natura fisica e/o psicologica. La chirurgia è relegata anche nei casi in cui il paziente sia adulto, quindi con sterno non più “modificabile” dal busto o con difficoltà ad eseguire gli esercizi muscolari.

La tecnica consiste nel posizionamento della barra di Nuss (barra metallica piegata a forma di “C” sul torace del paziente) che viene introdotta nello spazio sottocutaneo al di sopra del difetto sternale tramite incisioni toraciche laterali e ancorata bilateralmente tramite stabilizzatori alla parete toracica stessa. La barra, come nel petto escavato, funge da tutore dello sterno e delle cartilagini costali che sono “obbligati” alla posizione corretta. Anche nei casi in cui si rende necessaria la resezione cartilaginea per la correzione del difetto si può attualmente procedere in modo mini invasivo alla resezione cartilaginea per via toracoscopica.

Prognosi

La prognosi è buona soprattutto per i giovani fortemente motivati, disposti ad indossare il busto ortopedico ed a svolgere gli esercizi di potenziamento muscolare. Risultati molto buoni sono parimenti raggiunti nelle altre categorie dei pazienti (in particolare negli adulti) con la chirurgia.

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