Muore a 20 anni per il fisico perfetto: lo uccidono gli steroidi

MEDICINA ONLINE INIEZIONE OLIO SYNTHOL PALESTRA MORTO ALLENAMENTO PESI MUSCOLI PALESTRA DOPING PROTEINE MORTE INTEGRATORE BODY BUILDING 14 FARMACI ILLEGALI PROIBITI ANFETAMINE TREMBOLONENonostante avesse già avuto due attacchi di cuore e tre ictus, non aveva abbandonato la palestra e continuava ad allenarsi senza sosta. I media britannici hanno raccontato in questi giorni la fine prematura di Oli Cooney, ventenne della contea metropolitana del West Yorkshire, ossessionato dagli anabolizzanti e morto d’infarto ad appena 20 anni. Il decesso risale a settembre scorso, ma la storia è stata resa pubblica solo recentemente dopo che una lunga inchiesta sulle cause della sua morte è stata portata a termine dalla magistratura britannica.

Invincibile
Cooney era un autentico fanatico del corpo perfetto. Da quando aveva 16 anni il culturista passava tantissime ore in palestra e faceva un massiccio uso di anabolizzanti. I dottori, all’indomani degli attacchi che avevano compromesso seriamente la sua salute, gli avevano diagnosticato un danno cardiaco cronico e gli avevano ordinato di stare lontano dai pesi e dagli steroidi. Il ragazzo aveva smesso di prendere sostanze anabolizzanti, ma continuava a frequentare la palestra a ritmi frenetici. A chi gli faceva notare che questo stile di vita era pericoloso, Cooney non dava ascolto e sosteneva di “essere invincibile”. La mattina del 22 settembre il dramma. Mentre tornava a casa dopo una serata passata fuori, il ragazzo che lavorava in un negozio di Baildon, è crollato ed è stato dichiarato morto pochi minuti dopo.

Campanello d’allarme
I genitori di Cooney sperano che la sua storia possa servire a tutti quei ragazzi che amano il culturismo e che fanno uso di steroidi. Dalla sua vicenda – dichiarano amaramente – si capisce che gli anabolizzanti possono uccidere: «Oli ha coltivato una passione sfrenata per il bodybuilding e sfortunatamente questa passione gli ha tolto la vita – racconta la madre del ragazzo al Telegraph & Argus, quotidiano di Bradford – Non vorremmo che nessuno passasse le pene dell’inferno che abbiamo vissuto. Non vorremmo che accadesse più». Il dottore Dominic Bell che ha seguito Cooney e ha cercato in tutti i modi di costringerlo ad abbandonare il culturismo, spiega: «Aveva questa debolezza che lo portava ad alterare l’immagine del suo corpo per acquisire più sicurezza in società. Per la maggior parte delle persone ciò che gli era già accaduto sarebbe stato un campanello d’allarme ma purtroppo non ha voluto ascoltare i dottori ed è morto».

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