Io dico NO al doping in palestra, sempre e comunque

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma IO DICO NO AL DOPING IN PALESTRA SEMPRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLettori del sito, amici e frequentatori della mia palestra, mi chiedono spesso cosa ne penso del doping usato per aumentare la massa muscolare a livello dei bodybuilder professionisti. Sto parlando di farmaci e non certo di integratori di creatina o aminoacidi (che assume anche il sottoscritto e sono cose assolutamente diverse dal doping, cosa non sempre molto chiara ai non addetti ai lavori).
La mia opinione, in sintesi, è scritta nel titolo ed è anche la mia risposta quando qualcuno che conosco mi chiede aiuto per ottenere alcuni farmaci “particolari”: sono assolutamente contrario, in QUALSIASI caso e senza alcuna eccezione.

Pur senza arrivare ai livelli grotteschi e del tutto anti-fisiologici visibili della foto in alto, uno o più cicli farmacologici sono sempre estremamente pericolosi per la salute – oltre che illegali! – e portano cronicamente il corpo a soffrire di patologie anche estremamente gravi. Usare alcune sostanze con la speranza che gli effetti collaterali peggiori tocchino ad altri, è come giocare con la roulette russa pensando che “tanto a me non può succedere”. Inoltre – dove non arriva la malattia organica – la dipendenza psicologica da alcune sostanze, può portare un “atleta” (le virgolette non sono messe a caso: chi è dopato per me non si può fregiare del titolo di “atleta”) a dei veri e propri circoli viziosi da cui è estremamente difficile uscire, specie se il soggetto è giovane, e non parlo per sentito dire ma per ripetute esperienze professionali mie e di molti colleghi medici e psicologi. Al termine dell’assunzione dei farmaci, pur continuando a nutrirsi ed allenarsi adeguatamente, una buona parte dei risultati (cioè i muscoli eccezionalmente ipertrofici) tende a svanire, mentre ciò che non svanisce per anni è:

  • il disagio psicologico di non vedersi più “grossi” come una volta;
  • un aumentato rischio di soffrire di patologie anche gravi ed irreversibili, specie a livello cardiovascolare, endocrino e riproduttivo.

Ne vale davvero la pena? Davvero volete buttare via la vostra salute per due soldi, qualche integratore gratis, la foto da “rimorchioni” in spiaggia da vantare su Instagram scrivendo grottesche definizioni, stile “natural riso e pollo con ottima genetica”? NO. Non ne vale la pena.

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Il problema è poi in rapida espansione tra i giovanissimi dal momento che, grazie ad internet, diventa sempre più facile per un minorenne – che crede di poter diventare grosso in un mese – trovare farmaci ed assumerli con schemi “fai da te”, facendo un doppio errore anche perché – contrariamente a quello che molti pensano – il doping non è assolutamente una bacchetta magica che ti trasforma senza sforzi in Arnold Schwarzenegger. Senza considerare l’effetto distruttivo a livello psico-fisico che certe sostanze possono determinare in un soggetto molto giovane, con un quadro ormonale ancora in via di assestamento.

Ogni volta che mi esprimo in questo modo, trovo sempre qualcuno che ribatte con un:

Ognuno col suo corpo ci fa quello che vuole

Certo, ognuno ha la libertà di trattare il proprio corpo come lo desidera. Ma se vedeste per strada una persona, magari un ragazzino, che sta cercando di tagliarsi un braccio con un coltello, non cerchereste di fermarlo? Allo stesso modo dovreste cercare di impedire ad una persona di doparsi, specie se giovane. Pensate che siano cose così diverse? Entrambe sono condotte che portano ad un danno irreversibile per l’organismo: nel doping questo danno – pur se apparentemente inesistente o al massimo sottostimato – è reale ed è solo posticipato. Se ribattette con un “di qualcosa bisognerà pur morire“, beh… questa è una affermazione talmente stupida che non vale neanche la pena di rispondervi.

Ognuno col suo fisico ci fa quello che vuole, è vero, però bisogna inoltre ricordare che il doping porta a patologie che hanno un costo sociale (penso alle famiglie dei soggetti che si dopano) e soprattutto ad un costo economico per la sanità e quindi per le tasche di tutti che la sostengono con le tasse (per lo stesso motivo dovreste auspicare – ad esempio – che tutti smettano di fumare e bere alcolici all’istante). Ah a proposito chi vi parla non beve, non fuma e non assume droghe, quindi non ribattete col solito “dici a me di non doparmi e poi sei il primo che si fuma mille sigarette“, perché, oltre ad essere una argomentazione basata su una fallacia logica, con me non funziona.

Infine legittimare sui social network ed invogliare l’uso di sostanze illegali per le competizioni, oltre ad essere un reato ed essere antisportivo, è altamente diseducativo: è far credere ad un giovane che esiste una scorciatoia per raggiungere un obiettivo o – peggio – è come invogliare una ragazza ad essere anoressica per essere più bella e raggiungere l’insalubre bellezza di alcune modelle. Il doping inoltre spinge più in alto l’asticella del canone di “bellezza muscolosa”: molti giovanissimi “naturali”, vedendo che con gli integratori ed il duro lavoro non riescono comunque a raggiungere i livelli dei loro idoli, saranno portati a:

  1. se “ingenui”: deprimersi, pensando di avere una cattiva genetica o di stare sbagliando tutto quando invece magari hanno ottima genetica e si allenano benissimo;
  2. se “non ingenui”: usare alcuni farmaci “per mettersi almeno in pari con gli altri” (frase che mi ha detto un 17enne che voleva da me consigli su come doparsi!).

E’ questa l’educazione che vogliamo dare ai giovani? E’ questo il modello di vita che vogliamo dare ai nostri figli?

E quando sto sui gruppi Facebook, non posso neanche ribellarmi quando vedo foto di “atleti” che hanno più in farmaci in corpo della farmacia sotto casa mia, perché mi si chiede “che ci stai a fare su un gruppo di palestra se vedi un dopato e non lo apprezzi?“. Ma perché, non posso essere appassionato di palestra e di fitness ed odiare contemporaneamente certi soggetti dopati fino ai capelli? No, evidentemente non si può. Proprio per questo motivo ho fondato un gruppo chiamato “Malati di palestra, non di doping“, perché si, si può amare la palestra e trovare rivoltante il doping e le due cose per me non solo sono compatibili, ma anche assolutamente correlate logicamente: amo la palestra perché amo la mia salute e se amo la mia salute non posso che trovare rivoltante il doping. Io mi alleno in palestra da quando avevo 12 anni ed ora ne ho 40: ho sempre amato la palestra e il doping mi ha sempre fatto schifo.

Io, al contrario di altri individui “guru” su You Tube, con lauree finte in omeopatia, che dicono “doparsi fa male ma vi diciamo qual è la maniera migliore per doparvi perché, se proprio lo volete fare, almeno fatelo nel modo corretto” non vi darò alcuno schema perché non esiste nessuna maniera corretta per evitare i danni distruttivi a livello della vostra mente e della vostra salute. Sarebbe come dirvi qual è la maniera migliore per farvi una iniezione di eroina. Da medico, una cosa del genere, non la farò mai.

La mia opinione – da persona di buon senso prima ancora che da medico – è:

Amo la palestra alla follia e proprio perché la amo io dico NO al doping, sempre e comunque.

PS Chi difende il doping, con frasi tipo “Doparsi poco non fa male; si fa male solo chi si dopa male o troppo; se ti fai seguire da un esperto preparatore rischi poco; basta fare il ciclo giusto e la salute non ne risente minimamente; gli effetti collaterali sono solo leggende”, compie un grosso e pericolosissimo errore: il doping è SBAGLIATO SEMPRE E COMUNQUE e non esiste un doping “buono” o che “non faccia male”, neanche se il preparatore è esperto, tanto che muoiono “atleti” di 20 anni anche con preparatori esperti. Dire frasi come quelle di prima non fanno altro che minimizzare il problema ed invogliare un inesperto a iniziare a doparsi, cosa che porta spesso in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

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