Cervello riattivato quattro ore dopo la morte: l’esperimento che mette in dubbio molte certezze scientifiche

MEDICINA ONLINE Ti dispiacerebbe dirmi di chi era il cervello che gli ho messo dentro Non si arrabbierà No io non marrabierò film parodia Frankenstein Junior (1974) diretto da Mel Brooks Gene Wilder e Marty FeldmanUn maiale era morto da ben ore ma i ricercatori sono stati in grado di riattivare circolazione sanguigna e attività cellulare nel suo cervello, mettendo in dubbio l’irreversibilità della morte come la intendiamo oggi. Una scoperta clamorosa, che rievoca in chiave moderna gli esperimenti del dottor Frankenstein descritti da Mary Shelley e parodiati nel film del 1974 Frankenstein Junior, da cui è tratta l’immagine in alto.

Funzioni non interrotte

La ricerca è stata condotta dagli scienziati della università di Yale (USA) e pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature. Il cervello di un maiale morto è stato isolato e trattato in modo particolare: sono state così osservate molte funzioni cellulari di base che si riteneva si interrompessero definitivamente alcuni minuti dopo lo stop dell’ossigeno e del flusso sanguigno.

E nell’uomo?

L’autore della ricerca Nenad Sestan: “Contrariamente a quanto prima ritenuto, il cervello intatto di un grande mammifero conserva la capacità, precedentemente sottovalutata, di riattivare la circolazione e alcune attività molecolari e cellulari, a diverse ore di distanza dall’arresto circolatorio”. Questo potrebbe aprire la strada a resuscitare gli esseri umani? Francesca Talpo dell’Università di Pavia è l’unica italiana che ha partecipato alla ricerca, placa gli entusiasmi: “Sono ancora molto lontani gli esperimenti che riprodurranno nel cervello umano quanto si è appena osservato nel cervello dei maiali”.

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