Elettroencefalogramma piatto: definizione e morte cerebrale

MEDICINA ONLINE ELETTROENCEFALOGRAMMA CERVELLO ELETTRODI PREZZO COSTO ESAME EEC ELETTROMIOGRAFIA EPILESSIA SISTEMA NERVOSO ONDE ANOMALIE ALTERAZIONI INTERPRETAZIONI TRACCIATOL’elettroencefalogramma (EEG) è il risultato di un esame diagnostico chiamato  elettroencefalografia, effettuato da un apparecchio chiamato elettroencefalografo il quale, attraverso alcuni elettrodi che vengono posizionati sul cuoio capelluto del paziente, misura la sua attività elettrica cerebrale, riproducendola sotto forma di una serie di onde caratteristiche ed interpretabili dal medico. Il tracciato risultante è appunto detto elettroencefalogramma e può essere registrato su carta termica o millimetrata, su monitor con registrazione su Hard Disk, CD o DVD, per una visione successiva.

Elettroencefalogramma piatto o isoelettrico

Un elettroencefalogramma si dice “piatto”, “isoelettrico” o in “silenzio elettrico” (in lingua inglese flat electroencephalography) quando indica l’assenza di attività elettrica nel cervello. Manca in esso una attività cerebrale superiore a 2 mcv, con coppie di elettrodi posizionati simmetricamente a 10 (o più) cm l’uno dall’altro, e con resistenza interelettrodica tra 100-10.000 ohm. Quando tale registrazione è presente per almeno 30 minuti in un adulto, cioè potrebbe indicare lo stato di morte cerebrale del paziente.

EEG piatto e morte cerebrale?

Con “morte cerebrale” (in lingua inglese “brain death”) si descrive una condizione in cui il cervello del paziente, più precisamente il suo tronco encefalico, smette di svolgere qualsiasi attività: in questo stato la perdita di coscienza è definitiva, così come la risposta a qualsiasi stimolo esterno. Anche se il paziente in stato di morte cerebrale può apparire ai famigliari ed amici come ancora vivo, come se fosse in coma, in realtà è da considerarsi clinicamente morto: l’unico motivo che gli impedisce di morire “fisicamente” è il fatto di essere collegato al macchinari per la respirazione artificiale. L’elettroencefalogramma, pur essendo presente all’interno dei test necessari per decretare lo stato irreversibile di morte cerebrale, non è strettamente necessario per decretare un paziente come cerebralmente morto, ciò perché, nonostante appaia “piatto” nel paziente cerebralmente morto, un EEG piatto non significa sempre e necessariamente morte cerebrale, in quanto può verificarsi anche in patologie reversibili, come stati di profonda ipotermia (sotto i 32°), di intossicazione da farmaci sedativo-ipnotici e immediatamente dopo un arresto cardiaco. Per conoscere i test necessari per decretare lo stato di morte cerebrale, leggi anche: Morte cerebrale: diagnosi, sintomi, risveglio, durata, si può guarire?

Elettroencefalogramma piatto significa necessariamente morte del paziente?

Ribadiamo il concetto che l’elettroencefalogramma sia piatto NON significa necessariamente morte del paziente: alcuni pazienti con elettroencefalogramma piatto possono quindi tornare perfettamente coscienti, se viene loro somministrata rapidamente la giusta terapia, ad esempio quelli in overdose o in ipotermia grave.

NOTA: Si presume che la cessazione permanente dell’attività elettrica cerebrale segni la fine della coscienza: coloro che sostengono che la sola neocorteccia del cervello sia la responsabile della coscienza ipotizzano che si dovrebbe considerare la sola attività elettrica di quest’ultima per stabilire la morte, ma ciò non è valido nella maggior parte dei Paesi, tra cui l’Italia, dove oltre all’assenza dell’attività elettrica, sono necessari l’assenza dei riflessi del tronco e dell’attività respiratoria spontanea, per Decreto ministeriale dell’11 aprile 2008.

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