Si taglia in spiaggia e muore dopo pochi giorni per una fascite necrotizzante

MEDICINA ONLINE Lynn Fleming Coquina Beach Florida  USA Si taglia in spiaggia e muore dopo pochi giorni per una fascite necrotizzante.jpgLynn Fleming, una donna statunitense, è stata uccisa da un’infezione provocata da un batterio “carnivoro” che l’ha infettata mentre passeggiava in riva al mare, sulla spiaggia di Coquina Beach, in Florida. Secondo quanto riporta Fox 35 News (da cui è tratta l’immagine in alto) la signora sarebbe caduta procurandosi un piccolo taglio sulla gamba, apparentemente innocuo, attraverso il quale però il batterio è riuscito a penetrare nel suo sangue.

Infezione apparentemente poco grave

Né la donna né i suoi familiari hanno dato il giusto peso all’incidente che all’apparenza sembrava poco grave, tanto che Lynn si è recata dal medico solo dopo vari giorni, quando la sua gamba era molto arrossata e gonfia e le è venuta una febbre molto alta. I medici le hanno diagnosticato una fascite necrotizzante. Le sono stati prescritti gli antibiotici, ma le cure sono state insufficienti ed il giorno successivo la donna è stata ritrovata priva di coscienza nella sua casa. Purtroppo lo scorso 27 giugno, la signora è deceduta.

Fascite necrotizzante

La fascite necrotizzante è una rara infezione determinata da vari batteri streptococchi del Gruppo A, tra cui Vibrio vulnificus, Clostridium perfringens e Bacteroides fragilis. Una volta passato nel sangue del paziente, il batterio determina una infezione che rapidamente si espande attraverso la componente molle del tessuto connettivo che permea il corpo umano (“fascia”, da cui il termine “fascite” che significa infiammazione della fascia). La malattia è aggressiva e, se non viene trattata al più presto, evolve in una lesione cutanea con bolle, vescicole e trombosi capillare accompagnata da nausea, vomito e febbre alta, seguiti da necrosi (morte) dei tessuti sottocutanei (da cui la definizione di “batterio carnivoro” o “mangiacarne”). In alcuni casi la patologia ha come complicanza lo shock settico e spesso si verifica la morte del paziente nonostante le terapie intensive.

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