Proprietà dell’aglio: antibiotico, antitumorale, afrodisiaco, abbassa la pressione ed il colesterolo

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo PROPRIETA AGLIO ANTIBIOTICO AFRODISIACO PRESSIONE COLESTEROLO Tumore Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino 01Non sarà l’alimento che ci rende più desiderabili in una serata galante, tuttavia l’aglio è uno di quei cibi con proprietà meravigliose che la natura ci mette a disposizione per darci la possibilità di mantenerci in salute. Ad esempio questa pianta – appartenente alla famiglia delle Liliaceae – ha azione chelante, cioè favorisce l’aggregazione delle molecole di alcuni metalli pesanti come mercurio e cadmio (tanto diffusi nel nostro ambiente industrializzato ed inquinato) favorendone così l’espulsione da parte dell’organismo e confermandosi, come vedremo continuando la lettura, un fattore protettivo nei confronti nei tumori. Utile anche contro le allergie; è un antinfiammatorio naturale; è poi un vero tesoro di antiossidanti e contrasta il processo di invecchiamento a carico dei tessuti rendendoci anche più giovani e belli. Ha notevole attività antispastica, utile per prevenire spasmi muscolari e dolori addominali; aiuta a prevenire ed alleviare la claudicazione intermittente (dolore nelle gambe provocato dall’arteriosclerosi); incrementa leggermente il livello di serotonina nel cervello aiutando a combattere lo stress e la depressione; se hai smesso di fumare ti aiuta a non ingrassare e ripulisce il circolo dalle scorie della sigaretta. Cosa volere di più? Ed invece la lunga lista dei benefici, che ci regala questa sensazionale pianta, è appena agli inizi!

Attività ipolipidemizzante e antiaterogena 

Molto interessanti i dati clinici relativi all’impiego dell’aglio nella prevenzione della malattia aterosclerotica e nel trattamento dell’iperlipidemia non sufficientemente corretta dal solo cambiamento della dieta. Si ritiene che l’aglio inibisca la sintesi del colesterolo per inibizione dell’enzima idrossimetil-glutaril-CoA reduttasi con un meccanismo di azione simile a quello delle statine. Sembra che l’efficacia dell’aglio possa essere potenziata dalla contemporanea somministrazione di piante in grado di sequestrare i sali biliari nell’intestino (per esempio il gugul). Altri autori sostengono che l’aglio inibisca l’assorbimento dei lipidi alimentari a livello intestinale. Infine, a livello epatico pare che l’aglio inibisca l’acetil-CoA-sintetasi, un altro enzima coinvolto nella biosintesi dei lipidi. L’attività ipolipidemizzante è forse più importante dal punto di vista qualitativo che quantitativo, l’aglio infatti previene l’ossidazione delle LDL, riducendo così il rischio di formazione e progressione delle placche aterosclerotiche. Possiamo quindi affermare che l’aglio, soprattutto in seguito ad un uso protratto e continuativo, esercita un generico effetto protettivo a livello cardiovascolare.

Attività antiipertensiva 

L’effetto ipotensivo dell’aglio è stato studiato da vari autori ma il meccanismo di azione non è stato definitivamente precisato. Sicuramente abbiamo una vasodilatazione periferica mediata dall’inibizione dell’enzima adenosina deaminasi in corrispondenza dell’endotelio del vaso, quindi un potenziamento dell’azione miorilassante dell’adenosina endogena. Recentemente è stato dimostrato che l’aglio svolge anche un’attività diuretica che giustificherebbe l’effetto ipotensivo. Forse anche un’azione simile ai farmaci comunemente usati per l’ipertensione: di tipo ACE-inibitoria (inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina) e di tipo calcio-antagonista potrebbe spiegare il moderato effetto antiipertensivo nei pazienti ipertesi.

Azione antiaggregante piastrinica 

L’aglio svolge un’azione antiaggregante piastrinica: l’effetto è mediato dall’inibizione della sintesi di eicosanoidi proaggreganti in particolare il trombossano B2. L’azione antiaggregante potrebbe essere dovuta anche al fatto che l’aglio limita la mobilizzazione intra-piastrinica del calcio, attiva la NO-sintetasi delle piastrine e ne controlla la capacità di legare fibrinogeno.

Proprietà immunostimolanti ed antitumorali

L’aglio possiede importanti proprietà immunostimolanti ed antitumorali a conferma dell’evidenza epidemiologica che un alto consumo di aglio è associato ad una riduzione del rischio di diversi tumori. Per esempio, in Cina uno studio comparativo sulla popolazione di regioni diverse ha evidenziato che i decessi per tumore allo stomaco risultano significativamente minori dove il consumo di aglio è elevato rispetto alle regioni con un più basso consumo di aglio. Studi sull’uomo hanno evidenziato che l’aglio inibisce la formazione di nitrosammine (potenti composti cancerogeni che si formano durante la digestione).

Azione di supporto durante chemioterapia e radioterapia

Secondo quanto riportato dall’Institute of Food Technologists (IFT) sulle pagine del Journal of Food Science, questo alimento naturale garantirebbe un efficace aiuto per l’organismo durante le terapie per la cura del cancro.
Secondo lo studio, condotto dal Dr. Tao Zeng insieme ai ricercatori della School of Public Health presso la Shandong University in Cina, l’aglio rappresenterebbe quindi non soltanto un rimedio naturale per la prevenzione delle patologie tumorali, ma fornirebbe anche un supporto durante i cicli chemioterapici e di radioterapia.
Le analisi sono state condotte in laboratorio su alcune cavie affette da varie forme tumorali e trattate con cicli chemio o radioterapici. Nei soggetti che in precedenza avevano ricevuto l’olio di aglio come integratore, gli effetti negativi delle due terapie risultavano ridotti. Un esempio secondo i ricercatori il numero di globuli bianchi, inferiore dopo le cure rispetto ai piccoli pazienti ai quali il rimedio naturale non era stato somministrato. Questi risultati supportano l’idea che l’olio di aglio, per il consumo, può offrire benefici per i malati di cancro sottoposti a chemioterapia o radioterapia.

Azione antibatterica ed antimicotica

L’aglio trova impiego anche nelle infezioni delle vie aeree superiori e nelle affezioni catarrali. Presenta una buona attività nei confronti dell’Helycobacter pylori responsabile di alcune forme di ulcera gastroduodenale. Buona efficacia anche in alcune forme di micosi del piede e dell’orecchio. Notissima anche nella medicina popolare è l’azione antielmintica dell’aglio nelle infestazioni intestinali da ascaridi ed ossiuri.

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La ricerca sull’ajoene

La capacità antibiotica dell’aglio è stata di recente confermata da uno studio dell’Università di Copenaghen.
Secondo tale ricerca le proprietà antibatteriche sarebbero dovute ad un composto presente nel bulbo dell’aglio, denominato ajoene, aggressivo anche contro i batteri più pericolosi.
Il dott. Tim Holm Jakobsen e i suoi colleghi hanno evidenziato la pericolosità del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, proponendo proprio l’ajoene come elemento chiave per lo sviluppo di nuovi rimedi. L’ajoene agirebbe interferendo nel sistema di comunicazione dei batteri.
Una volta entrati nell’organismo, i batteri resistenti secernono una tossina chiamata ramnolipide che si occupa della distruzione dei globuli bianchi, le cellule del sistema immunitario preposte al compito di difesa dell’organismo dagli agenti esterni. I batteri quindi riescono a proliferare e a diffondere l’infezione.
Per sopravvivere i batteri devono agglutinarsi, ovvero procedono a formare un biofilm di materiale organico che li protegge dall’attacco degli antibiotici. L’obiettivo dei ricercatori è quindi quello di rompere questa barriera protettiva e fermare il sistema di comunicazione chiamato Quorum Sensing.
Il dott. Jakobsen spiega: “l’ajoene rinforza e migliora il trattamento con antibiotici convenzionali. Abbiamo chiaramente dimostrato questo sul biofilm coltivato in laboratorio e negli studi che coinvolgono i topi. Quando aggiungiamo antibiotici contro il biofilm questi hanno poco effetto, e l’ajoene da solo non fa quasi differenza. È solo quando i due sono combinati che qualcosa di significativo accade”.
Lo studio, pubblicato su Future Microbiology, dimostra che il trattamento combinato con ajoene e antibiotici riesce ad eliminare più del 90 per cento del biofilm batterico.
“L’aglio contiene così poco ajoene che si avrebbe bisogno di mangiare circa 50 spicchi al giorno per ottenere l’effetto desiderato”, spiega Jakobsen. È necessario quindi mettere a punto un estratto che possa agire in combinazione con il farmaco antibiotico prescelto per la cura dell’infezione batterica.

Azione afrodisiaca e contro la disfunzione erettile

L’aglio era usato dagli antichi Greci e Romani per aumentare la virilità maschile e la libido: i nostri antenati ci avevano visto giusto! Grazie alla sua azione vasodilatatrice, l’aglio ha la proprietà di favorire l’afflusso sanguigno ai genitali, permettendo una più facile erezione del pene e contrastando l’impotenza.

Quale tipo di aglio è migliore?

La maggioranza dell’ aglio di produzione italiana è bianco. Un’altra varietà è il rosa che ha un sapore più delicato e si conserva per minor tempo. Il più pregiato e ricco di principi attivi è l’aglio rosso, coltivato soprattutto in Sicilia. Poi c’è l’aglio rosso di Sulmona, in Abruzzo: ha un sapore così forte che si impiega in cucina senza togliere la sua guaina protettiva: si usa, quindi, lo spicchio intero, “vestito”, che è un ottimo sostituto del sale.

Quanto aglio mangiare al giorno?

Il dosaggio dei prodotti commerciali a base di aglio dovrebbe fornire una dose quotidiana di almeno 10 mg di alliina o un potenziale di allicina di 4.000 µg. Questa quantità è uguale, approssimativamente, ad uno spicchio (4 g) di Aglio fresco. L’aglio dovrebbe essere consumato con moderazione, per scongiurare alcuni effetti da un eccessivo consumo, come la nausea e il vomito. Va inoltre detto che le incredibili proprietà l’aglio perdono di efficacia se viene cotto o fritto. Si stima che l’aglio cotto perda fino al 90% delle sue proprietà salutari: l’ideale sarebbe gustarlo crudo o comunque non troppo cotto. Preferisci sempre l’aglio nostrano e biologico.

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Consigli culinari

1) L’ aglio si può strofinare sulle fette di pane integrale (meglio se nero), con o senza pomodoro fresco, e sulle pareti delle insalatiere, per dare sapore agli ortaggi che andremo a condire, riducendo così l’impiego di sale che causa ristagni.

2) Tipico stuzzichino piemontese d’altri tempi è la cosiddetta “soma d’aj” ovvero una fetta di pane strofinata con aglio,  un goccio d’olio e una presa di sale. Era “il pranzo” dei vendemmiatori ed era accompagnata da un grappolo d’uva nera: sveglia l’intestino ed è antiossidante e bruciagrassi.

3) Quando si cucinano le polpette o le scaloppine aggiungi al sugo di cottura un rametto di rosmarino e uno spicchio d’ aglio “vestito” e leggermente schiacciato: così le carni saranno gustose, leggere e molto meno grasse.

4) Ai sughi di pomodoro e verdure si può aggiungere mezzo spicchio d’ aglio tritato insieme a un battuto di prezzemolo: in questo modo la salsa risulta più appetitosa e diventa una vera e propria “medicina anti colesterolo”.

Controindicazioni e interazioni farmacologiche dell’aglio

L’aglio presenta un elevato profilo di sicurezza come si può facilmente intuire dalla lunga consuetudine nell’uso culinario, tuttavia alcune attenzioni vanno poste nel suo uso a causa di alcuni effetti collaterali. Tra gli effetti indesiderati più banali tutti sanno che l’aglio altera l’odore dell’alito rendendolo sgradevole, ma è importante ricordare altri fatti importanti a cominciare dall’uso dell’aglio in vicinanza di operazioni chirurgiche: si raccomanda infatti prudenza nello stato pre-operatorio (l’uso di preparati a base di aglio dovrebbe essere sospeso almeno un paio di settimane prima di un intervento chirurgico od esami bioptici). Da usare con attenzione nei soggetti affetti da ulcera peptica o gastrite; inoltre deve essere utilizzato con molta cautela da diabetici e soggetti ipoglicemici in quanto agisce nel controllo dei livelli di glicemia nel sangue. Si registrano rari casi di irritazione gastrointestinale in soggetti sensibili. Non ci sono motivi per escludere l’uso dell’aglio in gravidanza e in allattamento, tuttavia alcuni componenti volatili dell’aglio contenenti zolfo passano nel latte materno modificandone il sapore e potenzialmente creando fastidi gastrointestinali al neonato. E’ da evitare in associazione a farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, e con alcuni farmaci antiretrovirali nella terapia dell’HIV.

Curiosità: come eliminare l’alito cattivo da aglio?

Per concludere vi regalo questa piccola perla: per ripulire l’alito dopo un pasto con aglio basta masticare una foglia di salvia, una fogliolina di menta, un chicco di caffè o dei semini di anice: il vostro partner ora è salvo!

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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