Differenza tra asintomatico ed aspecifico in medicina

MEDICINA ONLINE MEDICO ESAME OBIETTIVO ANAMNESI PATOLOGICA FISIOLOGICA FAMIGLIARE VISITA MEDICA GENERALE AUSCULTAZIONE ISPEZIONE PERCUSSIONE PALPAZIONE DIFFERENZA FONENDOSCOPIO STETOSCOPIO TORACE ADDOME SUONI SEMEIOTICAMalattia asintomatica

Una patologia si dice “asintomatica” quando, nonostante la sua presenza, non dà sintomi della propria esistenza. Il paziente si dice “asintomatico” quando, nonostante sia affetto da una patologia, esso non presenta alcun segno o sintomo. Ad esempio quando un soggetto viene esposto ad un agente infettivo, come un virus, esiste un periodo chiamato “incubazione” in cui la malattia infettiva è già presente ma non fornisce alcun sintomo: l’incubazione è quindi “asintomatica” e termina quando il paziente avverte i primi sintomi, momento in cui da “asintomatica” la patologia diventa “sintomatica”. Quasi tutte le patologie esistenti sono potenzialmente asintomatiche, anche quelle più gravi, ad esempio perfino un infarto del miocardio o un tumore al pancreas possono essere asintomatiche. Una patologia può rimanere asintomatica per breve tempo prima di diventare sintomatica, oppure per periodi più lunghi, ad esempio il periodo di incubazione del virus HIV (quello responsabile dell’AIDS) può durare anche un mese. Alcune patologie possono perfino rimanere sintomatiche per tutta la vita ed essere trovate casualmente nell’autopsia.

Sintomo aspecifico

In medicina “aspecifico” si usa in vari ambiti, sempre comunque riferito a qualcosa di “non caratteristico” o “non tipico”. Ad esempio un sintomo è “aspecifico” quando può essere determinato da un così grande numero di patologie da non caratterizzarne nessuna in particolare. Ad esempio se il paziente riferisce “mal di testa” o “mal di pancia” il medico considera tali sintomi come aspecifici perché riferibili a moltissime patologie diverse quindi ha bisogno di continuare l’iter diagnostico con un esame obiettivo, una anamnesi ed altri esami (ad esempio una radiografia, una risonanza magnetica, un elettrocardiogramma e/o esami del sangue). Al contrario, quando il paziente riferisce ad esempio un dolore improvviso ed acutissimo alla testa, simile ad un “colpo di pugnale”, ciò è un sintomo abbastanza specifico di una improvvisa emorragia cerebrale. Oppure se il paziente riferisce un dolore al torace a livello dello sterno, che si irradia al braccio sinistro, ciò è un sintomo abbastanza specifico di infarto del miocardio. Anche se non è una regola fissa, solitamente più il dolore è circoscritto e caratteristico, più è specifico di una data patologia.

Malattia asintomatica o sintomi aspecifici

La differenza risiede quindi nel fatto che mentre una malattia asintomatica non fornisce alcun sintomo della sua presenza, una malattia con sintomi aspecifici fornisce sintomi della propria presenza, ma questi sono poco caratteristici della malattia specifica perché potrebbero essere causati da molte altre patologie. E’ importante notare, tuttavia, che alcune patologie apparentemente asintomatiche in realtà non lo sono: più spesso una patologia asintomatica in realtà è sintomatica ma fornisce sintomi aspecifici, che vengono sottovalutati dal paziente. Ad esempio alcune patologie nervose molto gravi, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), hanno dei prodromi molto vaghi ed aspecifici, come la stanchezza cronica. Solo con la progressione della malattia i sintomi diventeranno via via più invalidanti, ad esempio il paziente inizierà ad inciampare e camminare con difficoltà e ciò lo spingerà a recarsi dal medico.

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