Paziente asintomatico e malattia asintomatica: che significa?

MEDICINA ONLINE MEDICO PAZIENTE CONSULTO DIAGNOSI MEDICO DI BASE FAMIGLIA ANAMNESI OPZIONI TERAPIE STUDIO OSPEDALE AMBULATORIO CONSIGLIO PARERE IDEA RICHIESTA ESAME LABORATORIO ISTOLOGICO TUMORE CANCRONella lingua italiana il termine “asintomatico” (deve il prefisso “a-” denota “privazione”) indica mancanza di sintomi. Sinonimo di “asintomatico” è non sintomatico“. Il contrario di “sintomatico” è “sintomatico”.

Assenza di sintomi

Una patologia si dice “asintomatica” quando, nonostante la sua presenza, non dà sintomi della propria esistenza. Il paziente si dice “asintomatico” quando, nonostante sia affetto da una patologia, esso non presenta alcun segno o sintomo. Ad esempio quando un soggetto viene esposto ad un agente infettivo, come un virus, esiste un periodo chiamato “incubazione” in cui la malattia infettiva è già presente ma non fornisce alcun sintomo: l’incubazione è quindi “asintomatica” e termina quando il paziente avverte i primi sintomi, momento in cui da “asintomatica” la patologia diventa “sintomatica”. Una patologia può rimanere asintomatica per breve tempo, oppure per periodi più lunghi, ad esempio il periodo di incubazione del virus HIV (quello responsabile dell’AIDS) può durare anche un mese.

Esempi di sintomi

Esempi di sintomi comuni a molte patologie sono: il mal di testa, il dolore all’addome, il dolore articolare, il dolore durante minzione o defecazione, l’astenia (cioè la sensazione di stanchezza), le vertigini, il malessere generale, la nausea e la sonnolenza.

Periodo di asintomaticità

Alcune patologie rimangono asintomatiche per mesi o anni, come ad esempio capita ad alcuni tipi di tumori pancreatici mentre altre possono rimanere asintomatiche per tutta la vita ed essere trovate casualmente nell’autopsia.

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Malattia asintomatica o sintomi aspecifici?

Alcune patologie apparentemente asintomatiche in realtà non lo sono: più spesso una patologia asintomatica in realtà è sintomatica ma fornisce sintomi aspecifici, che vengono sottovalutati dal paziente. Ad esempio alcune patologie nervose molto gravi, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), hanno dei prodromi molto vaghi ed aspecifici, come la stanchezza cronica. Solo con la progressione della malattia i sintomi diventeranno via via più invalidanti, ad esempio il paziente inizierà ad inciampare e camminare con difficoltà e ciò lo spingerà a recarsi dal medico.

Gravità

Non necessariamente una patologia asintomatica è meno grave di una sintomatica. Un semplice piccolo taglio su una mano può fornire un sintomo doloroso passeggero ma estremamente doloroso, mentre una emorragia interna allo stomaco – anche se lieve comunque estremamente più pericolosa! – può essere del tutto asintomatica o fornire dei sintomi aspecifici come una sensazione di debolezza o un lieve “mal di pancia”. Una emorroide può dare sintomi dolorosissimi, mentre un infarto del miocardio silente può essere del tutto asintomatico. Alcune commozioni cerebrali sono inizialmente asintomatiche e nascondere invece gravi danni cerebrali.

Come si diagnostica una malattia asintomatica?

Una patologia asintomatica, proprio perché non dà sintomi, generalmente viene diagnosticata del tutto casualmente tramite un esame effettuato per altri motivi, ad esempio fatto di routine o per sintomi relativi ad altra patologia. Ad esempio un esame del sangue effettuato di routine può individuare un diabete nelle prime fasi; oppure una ecografia dell’addome fatta a causa della costipazione cronica, può individuare la presenza di un tumore allo stomaco.

I pericoli di una malattia asintomatica

Anche se una malattia asintomatica è generalmente poco grave, come abbiamo visto non di rado patologie gravi sono del tutto sintomatiche, anche per lunghi periodi. Anche se questo, al lettore meno accorto, può apparire una “gran fortuna” (il dolore arriva “dopo”), in realtà questa è una gravissima insidia: una malattia asintomatica, in virtù dell’assenza dei sintomi, NON spinge il paziente ai necessari controlli, se non quando i sintomi cominciano a verificarsi. Ciò ritarda la diagnosi e lascia alla malattia il tempo necessario per diventare grave e – a volte – incurabile. E’ quello che accade ad esempio in alcuni pazienti con tumore al pancreas che sono asintomatici a lungo e, quando vanno dal medico perché i sintomi si presentano, sono in una fase tardiva della patologia, spesso incurabile.

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