Coronavirus: i 10 consigli per prevenire il contagio ed il diffondersi dell’infezione

MEDICINA ONLINE CORONAVIRUS INFEZIONE TRASMISSIONE CONTAGIO CONTAGIATI SINTOMI CURA VACCINO EPIDEMIA PANDEMIA COSA FARE PREVENZIONE VIRUS CINA MASCHERINA SERVE GUANTI POSTI WUHAN ITALIA METROPOLITANA.jpgSul virus che si sta diffondendo in tutto il mondo dalla Cina, ancora si sa ancora relativamente poco, tuttavia,  per prevenire il contagio – e diminuire il rischio di contagiare gli altri – attualmente possiamo darvi alcuni consigli, che sono generici ma anche sicuramente efficaci.

Consigli

  1. lavarsi frequentemente ed accuratamente tutta la superficie delle mani per almeno 30 secondi e con saponi di alta qualità, soprattutto quando si rientra in casa e dopo aver toccato oggetti potenzialmente contaminati;
  2. consumare solo cibo di qualità e non proveniente dalla Cina o altri luoghi potenzialmente contaminati; cucinare il cibo, evitando di mangiarlo crudo; bere acqua in bottiglia;
  3. al supermercato preferire gli oggetti della seconda fila di prodotti e non quelli esposti in prima fila; una volta portata a casa la spesa, se possibile “metterla in quarantena” per alcune ore o disinfettare le superfici;
  4. uscire di casa solo se strettamente necessario;
  5. evitare luoghi affollati, come metropolitane e bus ed evitare luoghi di assembramento quali mercati di animali vivi e morti; evitare di stare troppo vicino ad altre persone: mantenere almeno 1 metro di distanza (se possibile 2 metri);
  6. evitare di condividere spazzolini da denti, sigarette, utensili da cucina, asciugamani, vestiti ed altri oggetti potenzialmente contaminati con persone a rischio;
  7. evitare il contatto stretto con malati o, in caso, non si possano adottare queste misure coprirsi narici e bocca con mascherina adatta;
  8. evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto: in mancanza di questo si consiglia di tossire nell’incavo del gomito e comunque sempre il più possibile lontano da altre persone;
  9. fare attenzione ai sintomi tipici dell’infezione, che includono febbre superiore a 38°, tosse, malessere generale, perdita del gusto e/o dell’olfatto e difficoltà respiratorie (nei casi più gravi e in individui già debilitati, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale, coma e morte);
  10. se si ha un familiare che si sospetti avere l’infezione, finché non sia trasportato in ospedale, si consiglia di:
    • collocare il paziente in una stanza singola e ben ventilata;
    • limitare il numero di assistenti del paziente, possibilmente idealmente una sola persona in buona salute;
    • evitare che il soggetto abbia visitatori, in particolare donne in stato di gravidanza, anziani, bambini ed individui già debilitati;
    • mantenere le distanze tra il paziente ed il resto della famiglia;
    • indossare le protezioni necessarie (guanti e mascherina);
    • lavare le mani dopo ogni contatto con il malato usando sapone e acqua quando le mani sono visibilmente sporche, inoltre: utilizzare asciugamani di carta usa e getta e – se di stoffa – sostituirli quando si bagnano; eliminare i materiali utilizzati per coprire la bocca o il naso; evitare il contatto diretto con i fluidi corporei, in particolare per via orale o secrezioni respiratorie e feci.

Se si fa parte del personale sanitario che si accinge a visitare un malato sospetto, si raccomanda di adottare le misure standard di biosicurezza ed applicare le precauzioni per prevenire la trasmissione per via aerea e per contatto (mascherina, protezione facciale e guanti).

ATTENZIONE: usare una mascherina limita la diffusione del virus, ma non impedisce al 100% il contagio. Attualmente non esiste un vaccino né una cura, inoltre gli antibiotici sono inutili.

IMPORTANTE: il nuovo coronavirus ha un periodo di incubazione stimato di circa 14 giorni, di conseguenza se siete entrati in contatto con una persona infetta, una volta superato questo periodo, se non si sono verificati i sintomi, potete avere una buona probabilità di non essere stati contagiati.

Soggetti più a rischio

I soggetti maggiormente a rischio e che quindi dovrebbero osservare i precedenti consigli con maggiore attenzione, sono:

  • donne incinte;
  • anziani (specie sopra gli 80 anni di età);
  • bambini;
  • individui già debilitati per altre malattie, in particolare respiratorie e cardiache;
  • soggetti ospedalizzati e immobilizzati per lunghi periodi;
  • soggetti con sistema immunitario compromesso (ad esempio con AIDS).

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