Con “coma” (anche chiamato “stato comatoso“) in medicina si indica un profondo stato di incoscienza che non risponde né cessa con stimoli tattili, uditivi o dolorosi, in cui il paziente – chiamato “soggetto comatoso” – non può essere risvegliato, ha gli occhi chiusi, non compie azioni volontarie ed ha perso il ciclo sonno/veglia. Il coma viene trattato inizialmente nei reparti di terapia intensiva, successivamente, se e quando le condizioni del soggetto si sono stabilizzate in uno stato vegetativo o in uno stato di minima coscienza, il paziente viene spostato in corsia e, se la condizione si prolunga, ai domiciliari o in strutture RSA. La parola “coma” deriva dal termine greco “koma” (κῶμα), che significa “sonno profondo”.
Cause di coma
Un coma può essere provocato da svariate patologie che interessano, direttamente o indirettamente, il Continua a leggere
Tutti i movimenti citati nel titolo appartengono al grande gruppo delle “discinesie” Le discinesie in neurologia ed ortopedia sono alterazioni del movimento dei muscoli volontari, distinte in ipocinesie (movimenti difficili e rigidità) ed ipercinesie (movimenti involontari di
Con il termine “discinesia” in medicina si indica genericamente un’alterazione del movimento, che può essere usato in campo neurologico per riferirsi all’alterazione del movimento dei muscoli volontari o, in campo internistico
Il “coma” è un profondo stato di incoscienza che può essere provocato da:
Con “stato di minima coscienza” (anche chiamato “stato minimamente cosciente“) si indica in medicina uno stato di coscienza alterato definito da comportamenti minimi che dimostrano una consapevolezza di sé e/o dell’ambiente, seppur minori rispetto al normale.
Lo stato vegetativo è una condizione di possibile evoluzione del coma caratterizzata dalla ripresa della veglia, senza contenuto di coscienza e consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, tuttavia gli occhi del paziente sono aperti e si muovono (ma non seguono con lo sguardo uno stimolo visivo). Il paziente mostra