Angioplastica coronarica: convalescenza, dieta, stent, dolori, durata

MEDICINA ONLINE ANGIOPLASTICA CORONARICA CUORE INFARTO MIOCARDICO ACUTO SCOMPENSO FREQUENZA CARDIACA  ENZIMI CARDIACI ANGINA PECTORIS ISCHEMIA NECROSI SINDROME CORONARICA CORONARIE STENOSI VALVOLA PROLASSO SANGUE.jpgL’angioplastica coronarica (PTCA) è una tecnica terapeutica medica usata per trattare le cardiopatie coronariche basata sulla dilatazione del tratto di arteria coronarica occluso o stenotico tramite un catetere a palloncino che raggiunge l’arteria interessata tramite un piccolo catetere inserito – in anestesia locale – attraverso l’arteria femorale (o quella radiale) per via percutanea, che permette di giungere fino alle arterie coronariche senza bisogno di tagli chirurgici. La PTCA può essere scelta come procedura unica in caso di paziente nella fase acuta (meno di 12 ore dall’esordio dei sintomi) di una sindrome coronarica (angina instabile, infarto del miocardio acuto NSTEMI o STEMI), oppure può essere associata a fibrinolisi, oppure può seguire una fibrinolisi che ha precedentemente fallito nel disostruire l’arteria.

Angioplastica e stent

A volte, dopo la dilatazione del tratto occluso grazie al palloncino, il medico può decidere di inserire uno stent, cioè una protesi metallica, generalmente in acciaio, preposta a mantenere la pervietà del vaso, per ridurre la possibilità di formazione di un nuovo restringimento nello stesso punto dilatato dal palloncino.

MEDICINA ONLINE ANGIOPLASTICA CORONARICA STENT CUORE INFARTO MIOCARDICO ACUTO SCOMPENSO FREQUENZA CARDIACA  ENZIMI CARDIACI ANGINA PECTORIS ISCHEMIA NECROSI SINDROME CORONARICA CORONARIE STENOSI VALVOLA PROLASSO SANGUE.jpg

Lo stent garantisce un lume dell’arteria più ampio, quindi permette un miglior flusso di sangue al cuore rimanendo perfettamente compatibile con l’organismo. Non sempre lo stent viene applicato: generalmente più è alto il rischio di nuova ostruzione e maggiori sono le possibilità che esso venga applicato.

Angioplastica durante la coronaropatia

In alcuni casi l’angioplastica viene effettuata durante l’esecuzione di una coronarografia (anche chiamata angiografia coronarica), la quale è una procedura che consente di visualizzare direttamente le arterie coronarie che distribuiscono sangue al miocardio, tramite un mezzo di contrasto iodato (immesso nelle coronarie tramite lo stesso catetere usato per l’angioplastica) ed i raggi X. Durante una coronaria, qualora si rilevi una stenosi meritevole di intervento, l’équipe emodinamica decide di intraprendere una delle tre possibili strade per la ricanalizzazione:

  • uso di farmaci (trombolitici);
  • uso di mezzi meccanici (angioplastica coronarica);
  • uso di intervento chirurgico (by-pass).

Nel caso si decida per una angioplastica coronarica, questa viene eseguita nella stessa seduta della coronarografia, con l’obiettivo di aumentare tempestivamente l’ampiezza dell’arteria nel punto in cui è ristretta e ripristinare quindi il normale flusso per impedire ulteriore danno ischemico al miocardio.

Per approfondire: Coronarografia: preparazione, stent, angioplastica, è pericolosa

Come si svolge una angioplastica coronarica?

La procedura di angioplastica consiste in:

  1. inserimento di un piccolo filo guida (sul quale si fa avanzare un catetere con palloncino in punta) fino al punto interessato dalla stenosi o dall’ostruzione, osservando il suo percorso ai raggi X (fluoroscopia);
  2. gonfiaggio del palloncino per sospingere la placca contro la parete del vaso sanguigno e/o per incrementare il diametro del vaso;
  3. applicazione di uno stent (protesi metallica, generalmente in acciaio, preposta a mantenere la pervietà del vaso) per ridurre la possibilità di formazione di un nuovo restringimento nello stesso punto dilatato dal palloncino. Lo stent garantisce un lume dell’arteria più ampio, quindi permette un miglior flusso di sangue al cuore rimanendo perfettamente compatibile con l’organismo. Non sempre lo stent viene applicato: generalmente più è alto il rischio di nuova ostruzione e maggiori sono le possibilità che esso venga applicato.

ed una volta dimesso, si programmano i vari controlli futuri, che verranno svolti periodicamente nell’ambulatorio.

Convalescenza

Dopo l’intervento è normale avere dei piccoli dolori. Il paziente viene ricoverato in Unità Coronarica per un breve periodo d’osservazione ed è tenuto generalmente tenuto sotto controllo in ospedale per una notte o, nei casi un più complicati, per due notti. Se però l’intervento è stato eseguito in corso di infarto miocardico acuto, il ricovero può durare anche molti più giorni, in funzione della gravita della situazione. Al suo ritorno a casa il paziente deve assumere i farmaci antiaggreganti che gli sono stati assegnati, come ad esempio l’aspirina: tali farmaci hanno lo scopo di rendere più fluido il sangue per evitare che si formino coaguli all’interno dello stent. Il paziente dovrà evitare di fumare, di bere alcolici, di sottoporsi a stress psicologici ed sforzi fisici intensi. Importante è anche il periodico controllo della pressione arteriosa e il seguire una dieta adeguata.

Dieta

La dieta dopo una angioplastica, con o senza stent, in caso di infarto o di angina pectoris, deve essere ben controllata, per prevenire altri possibili attacchi cardiaci impedendo di rifornire l’organismo di componenti potenzialmente dannosi come un eccesso di carboidrati e – soprattutto – di grassi. Assolutamente evitate sono le abbuffate o i digiuni, o ancora le diete “fai da te”: per questo motivo gli stessi cibi qui consigliati e sconsigliati sono semplicemente a scopo di esempio.

Principi alimentari generali:

  • mangiare poco e spesso piuttosto che abbuffarsi solo a pranzo e a cena;
  • ridurre l’apporto di sodio, contenuto nel sale;
  • evitare alcolici e superalcolici;
  • evitare cibi da fast food;
  • evitare i cibi che aumentano il colesterolo nel sangue, in particolar modo gli acidi grassi idrogenati e grassi saturi, ad esempio quelli contenuti nel burro, nello strutto, nei biscotti;
  • preferire il consumo di alimenti poco calorici, ricchi di amido e di fibre;
  • preferire cibi poveri di grassi e di zuccheri semplici;
  • bere almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno;
  • mangiare cibi ricchi di vitamine e antiossidanti, quindi tanta frutta e verdura di stagione, ma anche legumi e cereali integrali.

 

Cibi da evitare o almeno limitare:

  • cibi in scatola;
  • alimenti preconfezionati;
  • cibi da fast food;
  • carne rossa e grassa;
  • burro;
  • margarina;
  • strutto;
  • lardo;
  • pancetta;
  • panna;
  • yogurt e latte interi;
  • formaggi grassi;
  • salame e altri insaccati come mortadella e würstel;
  • cornetti;
  • brioche;
  • torte;
  • biscotti;
  • pasticcini;
  • frollini;
  • merendine;
  • fritture;
  • condimenti salati;
  • maionese;
  • ketchup;
  • dadi;
  • frutti zuccherini come uva, fichi e cachi;
  • bevande gassate e succhi di frutta confezionati;
  • pane;
  • crackers;
  • grissini;
  • pizza.

Cibi da preferire:

  • latte e yogurt scremati o parzialmente scremati;
  • pasta integrale;
  • riso integrale;
  • pane integrale;
  • crackers integrali;
  • legumi (lenticchie, fagioli, fave, ceci, piselli, cicerchie, lupini);
  • carne bianca e magra (pollo, tacchino, coniglio);
  • pesce azzurro;
  • prosciutto cotto, prosciutto crudo e bresaola senza grasso visibile;
  • formaggi magri;
  • verdure crude, cotte al vapore, al forno oppure lessate;
  • frutta di stagione.

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