Ereditarietà X linked, malattie legate al cromosoma X: significato, esempi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO MICROSCOPIO ANATOMO PATOLOGO AGO ASPIRATO BIOPSIA CHIRURGICA CITOLOGIA ISTOLOGIA ESAME ISTOLOGICO LINFONODO LAB CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRYCon l’espressione “ereditàrietà X linked” (o “ereditarietà legata all’X”) in medicina e genetica si indicano tutte quelle patologie (ma anche tutti quei caratteri) che vengono trasmesse dai genitori alla progenie in seguito alla segregazione indipendente dei gameti. In questo caso sono collocati sul cromosoma X presente in entrambi i sessi: XX femmina, XY maschio. Possiamo distinguere due tipi di patologie (o caratteri) X-linked: dominanti e recessive. Nei dominanti riscontreremo questi caratteri/patologie in entrambi i sessi, mentre nei recessivi avremo una prevalenza maschile.

Fisiopatologia

Il cromosoma X è un cromosoma ricco di geni e ha particolari caratteristiche: innanzitutto, nella donna, uno dei due cromosomi X viene, con scelta casuale, inattivato. Questo fenomeno prende il nome di Lyonizzazione e prevede che uno dei due cromosomi X venga ipermetilato e quindi inattivato, in modo tale che venga espresso solo l’altro cromosoma X. Il tutto, ovviamente avviene in maniera casuale subito dopo la fecondazione al 16° giorno della vita embrionale. Pertanto, in una cellula, sarà inattivato il cromosoma X di origine materna, nell’altra quello di origine paterna. Si può dire così, che la donna sia un mosaico dal punto di vista genetico, proprio perché alcune cellule avranno un allele paterno, e le altre un allele materno. Nell’uomo ovviamente tutti i cromosomi X saranno di origine materna. Nelle patologie che colpiscono il cromosoma X la distinzione tra dominanza e recessività è sfumata, proprio perché il maschio ha un’unica copia del cromosoma X e viene detto emizigote, mentre nella femmina molti geni (non tutti) di uno dei due cromosomi X saranno inattivati; quindi, tutto dipende da quale dei due cromosomi viene inattivato: se una donna eredita una mutazione sulla X paterna, la malattia potrà presentarsi o no (o comunque presentarsi con gravità variabile), a seconda se la X paterna verrà più o meno inattivata. Ci sono pochissime malattie dominanti legate all’X, in cui basta che un singolo allele sia mutato perché si abbia la patologia.

Malattie recessive X linked

Parlando di malattie recessive, raramente si ritrovano femmine omozigoti nell’albero genealogico. Chiaramente, i casi aumentano in incroci tra consanguinei o nelle piccole comunità.Per quanto riguarda le malattie recessive legate all’X, esse hanno un andamento abbastanza simile alle malattie autosomiche recessive, ma c’è una caratteristica in più: non ci sarà mai trasmissione dal padre affetto al figlio maschio, questo perché ovviamente il padre cederà solo il cromosoma Y al figlio maschio. Le madri portatrici hanno il 50% di probabilità di trasmettere la patologia al figlio maschio. Inoltre, vale il discorso per cui i maschi sono maggiormente colpiti, perché basta che ereditino un solo allele mutato per sviluppare la malattia, mentre le femmine devono ereditarne due.

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Esempi di malattie recessive legate all’X relativamente frequenti, sono:

  • distrofia muscolare di Duchenne o di Becker;
  • emofilia A e B;
  • malattia granulomatosa cronica;
  • deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi;
  • sindrome di Wiskott-Aldrich;
  • diabete insipido;
  • sindrome di Lesch-Nyhan;
  • sindrome dell’X fragile.

Per approfondire ogni singola patologia, leggi:

Malattie dominanti X linked

Le malattie dominanti legate all’X sono molto poco frequenti e hanno una caratteristica particolare: colpiscono più le femmine che i maschi, tuttavia nelle femmine si manifestino in maniera più lieve. Proprio perché sono dominanti, basta che un singolo allele sia mutato, perché la malattia si manifesti. Sebbene la maggior parte di malattie legate al cromosoma X segua una trasmissione recessiva, vi sono rare forme di malattie genetiche legate al cromosoma X che seguono una trasmissione dominante. Questo vuol dire che anche se una femmina eredita un cromosoma X normale ed un cromosoma X con una mutazione, il gene mutato ha il sopravvento sul gene normale e quindi si manifesta la malattia.

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Se un maschio eredita il cromosoma X con la mutazione sarà affetto perché i maschi hanno un solo cromosoma X. Una femmina ha quindi 1 probabilità su 2 (50%) di trasmettere la malattia sia ai figli maschi che alle femmine. Un maschio affetto avrà tutte le figlie femmine affette ma tutti i maschi normali (perché a questi trasmetterà solo il cromosoma Y). Un padre affetto trasmette quindi la malattia solo alle figlie e mai ai figli maschi.

Punti chiave:

  • Se una femmina portatrice ha una figlia, passerà o il cromosoma X con il gene normale, o il cromosoma X con il gene mutato. Ogni figlia quindi 1 probabilità su 2 (il 50%) di ereditare il gene mutato. Se questo accade la figlia sarà portatrice come la madre. C’è anche 1 probabilità su 2 (il 50%) che la figlia erediti il gene normale. Se questo accade sarà totalmente sana rispetto la malattia. Questo rischio rimane lo stesso per ogni figlia.
  • Se un maschio che ha la malattia legata all’X ha una figlia le trasmetterà sempre il gene mutato. Questo perché i maschi hanno solamente un cromosoma X e passano sempre questo alle loro figlie. Tutte le sue figlie saranno portatrici. Le figlie di solito non avranno la malattia ma sono a rischio di avere figli affetti.
  • Se un maschio che ha una malattia legata all’X ha un figlio, suo figlio non erediterà mai il gene mutato sul cromosoma X. Questo perché i maschi sempre passano il loro cromosoma Y ai loro figli ( se passano il loro cromosoma X avranno una figlia).

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