Amputazione chirurgica: quando si effettua, tecniche, rischi, complicanze

MEDICINA ONLINE CHIRURGO CHIRURGIA SALA OPERATORI OPERAZIONE TRAPIANTO ANATOMIA SANGUE BISTURI TAGLIO LAPAROTOMIA LAPAROSCOPIA INTERVENTO CHIRURGICO DIVARICATORE BIOPSIA AUTOPSIA PATOLOGO CANCRO TUMORECon “amputazione” in medicina si indica l’asportazione totale di un arto (superiore o inferiore) o di un suo segmento, anche se, per estensione, nell’uso medico il termine è riferito anche ad altri organi, come ad esempio amputazione della mammella o dell’ano. L’amputazione può avvenire per scelta dei medici (asportazione chirurgica) effettuata in genere per controllare processi patologici in atto con lo scopo di evitare complicanze gravi, ad esempio viene eseguita per gestire complicanze vascolari (come nel diabete cronico e non trattato) o controllare un processo patologico in atto (come un tumore maligno). Una amputazione può avvenire anche in caso di perdita accidentale traumatica ad esempio in caso di incidenti stradali o infortuni sul lavoro, oppure per perdita accidentale spontanea ad esempio in caso di cancrena. Una amputazione chirurgica prevede che losso venga segato con un particolare tipo di sega. Quando l’amputazione avviene a livello di una articolazione (ad esempio gomito, ginocchio o polso), si parla più correttamente di “disarticolazione“.

L’amputazione chirurgica, in particolare, è un intervento eseguito con vari scopi, ad esempio per controllare:

  • dolore;
  • traumi irreparabili;
  • processi patologici severi e progressivi che, se non interrotti, si propagherebbero in altre zone dell’organismo con conseguenze anche mortali.

La maggior parte di questi interventi è praticata per gestire le complicanze vascolari periferiche correlate soprattutto al diabete, all’arteriosclerosi ed alle cancrene arteriose (ad esempio morbo di Bürger). L’amputazione può essere utilizzata per impedire l’estensione di un tumore maligno particolarmente aggressivo o per limitare i danni di necrosi estese di tessuto. In alcuni casi l’amputazione chirurgica avviene per motivi estetici, ad esempio per eliminare uno o più dita in sovrannumero (polidattilia). Prima dell’intervento, il chirurgo, il protesista e il fisioterapista si consultano per pianificare e stabilire gli obiettivi del soggetto che richiede l’amputazione. Il protesista è un esperto che applica, costruisce e regola gli arti artificiali (protesi) e fornisce consulenza su come usarli. Gli esercizi usati nella riabilitazione possono essere avviati prima dell’amputazione.

Tecnica chirurgica

L’amputazione chirurgica avviene attraverso vari step:

  1. per prima cosa si interrompono i vasi sanguigni venosi ed arteriosi a monte di dove si andrà ad imputare, in questo modo si previene un’emorragia. Di solito si usa fasciatura elastica in combinazione con la perfrigerazione;
  2. vengono sezionati i muscoli;
  3. l’osso viene segato per mezzo di una sega oscillante;
  4. i lembi di pelle e le fibre muscolari a monte dell’amputazione vengono sistemate sopra al moncone;
  5. in alcuni casi il moncone è organizzato dal chirurgo con l’inserimento di elementi utili ad attaccare una futura protesi.

La tecnica di stabilizzazione distale dei muscoli è la miodesi cioè la sutura diretta del muscolo all’osso o al periostio; nelle amputazioni articolari di disarticolazione si usa invece la tenodesi, in cui il tendine è attaccato all’osso. La protesi artificiale non viene applicata subito ma dopo alcuni mesi dall’intervento. L’amputazione chirurgica è un intervento eseguito da millenni: nell’antichità le procedure erano decisamente più demolitive di ora, in cui si preferiscono tecniche conservative atte a limitare il più possibile l’ampiezza dell’amputazione. Di norma attualmente si preferisce effettuare amputazioni parziali degli arti per conservare le articolazione di gomito o di ginocchio; nella chirurgia oncologica la disarticolazione è preferita.

Nel seguente video si può osservare una tecnica particolarmente rapida per eseguire l’amputazione di un piede:

Quando si esegue una amputazione chirurgica?

L’amputazione chirurgica viene praticata per trattare condizioni patologiche talmente gravi che compromettere irreversibilmente l’irrorazione sanguigna nell’arto interessato e, non potendo essere gestite con approcci medici efficaci, potrebbero peggiorare e determinare addirittura la morte del paziente. I medici quindi, a questo punto, sono costretti a prendere questa dolorosa ma necessaria scelta.

Esempi di amputazione degli arti superiori

Esempi di amputazione chirurgica degli arti superiori, in ordine di “gravità” sono:

  • amputazione di una o più dita della mano;
  • amputazione del metacarpo;
  • disarticolazione del polso;
  • amputazione trans-radiale (“amputazione dell’avambraccio” o “amputazione sotto il gomito”);
  • disarticolazione del gomito;
  • amputazione trans-omerale (“amputazione sopra al gomito”);
  • disarticolazione della spalla (“amputazione dell’intero arto superiore in corrispondenza dell’articolazione della spalla”).

La tecnica di Krukenberg, è una particolare amputazione trans-radiale che utilizza le ossa di ulna e radio per creare un moncone simile ad una tenaglia la quale offre al paziente la restituzione di una certa “manualità”.

Esempi di amputazione degli arti inferiori

Esempi di amputazione chirurgica degli arti inferiori, in ordine di “gravità” sono:

  • amputazione di uno o più dita del piede;
  • amputazione parziale del piede (tecniche di Chopart e Lisfranc);
  • disarticolazione della caviglia (amputazione di Syme e di Pyrogoff);
  • amputazione trans-tibiale (“amputazione sotto al ginocchio”);
  • amputazione della rotula (“disarticolazione del ginocchio”);
  • amputazione trans-femorale (“amputazione sopra al ginocchio”);
  • disarticolazione dell’anca (“amputazione dell’intero arto inferiore in corrispondenza dell’articolazione dell’anca”).

L’emipelvectomia è l’asportazione chirurgica di metà del bacino e dell’arto inferiore omolaterale, praticata spesso in caso di tumori maligni o metastasi ossee estese ad anca e osso sacro. L’amputazione con rotazione di Van-Ness prevede che il piede venga ruotato di 180° e così suturato: ciò consente l’uso dell’articolazione della caviglia come se fosse un ginocchio e garantisce maggior efficacia della protesi.

Possibili complicanze

Le possibili complicanze dell’amputazione di un arto, comprendono:

  • mancata guarigione del moncone;
  • infezioni;
  • progressione della patologia di base nonostante l’amputazione;
  • difficoltà nella mobilizzazione;
  • trauma psicologico.

Altra possibile complicanza dell’amputazione è l’ossificazione eterotopica: il cervello segnala all’osso di crescere invece che di formare tessuto cicatriziale, per cui noduli ed altre escrescenze possono formarsi sul moncone, determinare dolore ed interferire con le protesi ed aver bisogno, a volte, di ulteriori operazioni chirurgiche. Alcune di queste complicanze possono essere prevenute mediante sedute di fisioterapia in combinazione con terapia del dolore e con psicoterapia (in alcuni casi in combinazione con farmaci antidepressivi). Per ridurre il dolore da arto fantasma, altra frequente complicanza di una amputazione, possono essere usare particolari presidi con specchi (mirror box).

Per approfondire:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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