Tenesmo vescicale e uretrale: significato, cause, sintomi e terapia

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA URETRA URETERE VESCICA RENI URINA SPERMA USCITACon “tenesmo vescicale” (o tenesmo “vescico-uretrale” o “urinario”) in medicina ci si riferisce alla contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente, con emissione minima di urina. Anche subito dopo aver urinato, il paziente avverte ancora lo stimolo di urinare ma nel tentativo di minzione spesso non riesce ad emettere urina, oppure, con enorme sforzo, riesce ad emetterne solo alcune gocce. Il tenesmo vescicale ha vari livelli di gravità e spesso si presenta immediatamente dopo la minzione: il paziente riferisce di essere riuscito ad emettere solo poche gocce di urina e si rivolge al medico dicendo “non sono riuscito a svuotare completamente la vescica, in essa deve essere rimasta una certa quantità d’urina da eliminare” oppure “nonostante abbia urinato sento ancora la necessità di riprovare a urinare“. Al tenesmo spesso si associano:

Cause

Le cause di tenesmo vescicale possono essere molteplici. Tra quelle che più comunemente comportano questa sensazione nelle donne abbiamo la cistite e l’uretrite cioè un’infiammazione della vescica urinaria e dell’uretra, spesso conseguenza di traumi o di un’infezione sessualmente trasmessa (ad esempio gonorrea o infezioni da Chlamydia trachomatis). Sempre nelle donne, altre cause frequenti sono:  gravidanzaendometriosi vaginite.
Il tenesmo vescicale negli uomini è invece più frequentemente causato da una patologia prostatica (prostatite, iperplasia prostatica benigna e tumore alla prostata), che determina una ostruzione dell’uretra.
Con frequenza minore il disturbo nei due sessi può anche essere secondario ad altri problemi del tratto urinario come ad esempio i calcoli vescicali, sia che i calcoli derivino dal rene e discendano lungo le vie escretrici fino alla vescica, sia che si formino primitivamente a questo livello: il tenesmo in linea di massima si manifesta maggiormente in caso di localizzazione del calcolo in corrispondenza della giunzione uretero-vescicale; una neoplasia maligna vescicale; una stenosi dell’uretra; corpi estranei che si vengono a localizzare nell’uretra o nella vescica. Il disturbo si associa anche a malattie che non coinvolgono primitivamente la vescica o le vie escretrici, e fra queste le lesioni e i traumi addominali, i traumi della colonna vertebrale, gli interventi chirurgici su colon o retto, la costipazione intestinale, i tumori rettali.

Segni e sintomi associati

Il tenesmo vescicale è un sintomo di una malattia e non una malattia a sé stante. Pertanto in molti casi può accompagnarsi ad altri segni e sintomi si malattia, fra cui:

  • prurito genitale;
  • secrezioni uretrali;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • piuria: presenza di pus nelle urine;
  • leucocituria: presenza di globuli bianchi nelle urine in concentrazione anomala;
  • batteriuria: emissione di batteri con l’urina;
  • urine torbide: segno di probabile infezione lungo le vie urinarie;
  • oliguria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina inferiore a 400 ml;
  • anuria: sospensione quasi totale della emissione di urina, con diuresi inferiore a 100 ml nelle 24 ore;
  • poliuria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2000 ml (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti);
  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • ematuria: presenza macroscopica di sangue nelle urine;
  • emazie: presenza di sangue microscopicamente visibile;
  • uretrorragia: emissione di sangue dall’uretra, indipendente dalla minzione;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • enuresi: perdita involontaria di urina durante la notte;
  • colica renale: dolore acuto intermittente provocato dal tentativo spasmodico dell’organismo di rimuovere un calcolo che ostruisce il deflusso delle urine;
  • proteinuria: presenza di proteine nelle urine;
  • glicosuria (o mellituria): presenza di zuccheri nelle urine: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e pentosi;
  • polidipsia: sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi, maggiore di 6 litri/die o di 100 mL/kg/die;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • incontinenza urinaria: incapacità di trattenere l’urina che porta a perdita involontaria di urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: è la sensazione che la vescica, dopo aver urinato, non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • globo vescicale: aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina.

Caratteristiche dell’urina

In caso di tenesmo vescicale il getto dell’urina appare modificato rispetto al normale, essendo spesso “sottile”, intermittente o a gocce. L’urina emessa è nulla o poca o comunque minore alle aspettative, visto l’urgenza che spesso precede la minzione. L’urina può essere schiumosa (torbida) ad indicare una infezione e mentre viene emessa può essere avvertito un bruciore lungo il decorso delle vie urinarie e/o un peso a livello del basso addome e del pube. L’urina può avere caratteristiche particolari, come essere particolarmente scura o avere un odore particolare.

Diagnosi

Per diagnosticare la patologia a monte che ha determinato il tenesmo vescicale, il medico si può servire di vari strumenti diagnostici:

Non tutti gli esami sono sempre necessari per raggiungere la diagnosi.

Terapia

Il trattamento dipende dalla causa a monte che ha determinato il tenesmo, tuttavia, nella maggioranza dei casi, vengono messi in atto due iter terapeutici da abbinare alla terapia specifica per l’agente eziologico specifico:

  • trattamento non farmacologico: assunzione adeguata di liquidi, nella regolarizzazione delle abitudini di minzione (ad esempio mingere tendenzialmente alla stessa ora), e nell’evitare di assumere sostanze come caffeina e alcool;
  • trattamento farmacologico: uso di sostanze ad azione antispastica (ossibutinina 2,5-5 mg ogni 6-8 ore; tolterodina 2 mg ogni 12 ore), antidepressivi triciclici (amitriptilina o imipramina 25-50 mg durante la notte), anticolinergici (scopolamina-N-butilbromuro 60-120 mg nelle 24 ore).

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