Ipersonnia idiopatica: sintomi, cause, cura

MEDICINA ONLINE DORMIRE SONNO SBADIGLIO CONTAGIOSO CERVELLO OSSIGENO MOTIVO ARIA RESPIRARE INSPIRARE PENNICHELLA SONNELLINO POMERIDIANO DONNA BIONDA VOLTO NOIA ANNOIATACon “ipersonnia” in medicina ci si riferisce ad un gruppo di disturbi del sonno caratterizzati da una eccessiva sonnolenza diurna (ESD). Il paziente ipersonniaco non riesce a rimanere vigile per tutto l’arco della giornata ed a causa di ciò può andare incontro a situazioni di sonno improvviso da cui non riesce ad esimersi: ad esempio può addormentarsi all’improvviso durante una conversazione, durante un pasto o addirittura mentre sta guidando, con evidenti rischi per la sua vita e di chi gli sta vicino. L’ipersonnia idiopatica è un tipo particolare di ipersonnia, che può essere di due tipi distinti:

  • ipersonnia idiopatica con aumento della durata del sonno;
  • ipersonnia idiopatica senza aumento della durata del sonno.

Il termine “idiopatica” sta ad indicare che l’ipersonnia non ha cause note.

Diffusione

La prevalenza non è nota, anche se è stata stimata, per la prima forma, tra 1/10.000 e 1/25.000 e, in una seconda, tra 1/11.000 e 1/100.000. Entrambe le malattie esordiscono prima dei 25 anni e interessano i due sessi in egual misura.

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Sintomi

L’ipersonnia idiopatica con aumento della durata del sonno è caratterizzata da:

  • sonno notturno protratto (oltre 10 ore) di buona qualità;
  • eccessiva sonnolenza diurna più o meno costante;
  • episodi di sonno protratto, non riposante;
  • difficoltà a svegliarsi, con inerzia o ubriachezza da sonno.

L’ipersonnia idiopatica senza aumento della durata del sonno è caratterizzata da:

  • sonnolenza diurna eccessiva isolata, che si protrae per oltre 3 mesi, con sonnellini diurni involontari più o meno riposanti;
  • sonno notturno è normale o leggermente protratto: dura meno di 10 ore e la qualità del risveglio è spesso normale.

Diagnosi

La diagnosi è per esclusione: deve escludere tutte le altre cause di sonnolenza ed essere in grado di riconoscere l’eccesso di sonno. La diagnosi finale si basa sulla polisonnografia con test ripetuti di latenza del sonno (MSLT). Questi test rivelano una buona qualità del sonno e una latenza del sonno media inferiore a 8 minuti, con al massimo un episodio di sonno paradossale. In caso di ipersonnia idiopatica con aumento della durata del sonno, dopo il MSLT, può essere effettuata una registrazione di 24-36 ore, che mostra un sonno notturno superiore a 10 ore, con un breve sonno diurno superiore a un’ora. Gli esami clinici (che comprendono più o meno un diario del sonno o actimetria) escludono la sindrome da carenza di sonno cronica. Le registrazioni del sonno escludono la narcolessia, i disturbi del ritmo e il sonno notturno frammentato da eventi respiratori o motori. L’esame psicologico esclude l’origine neurologica dell’ipersonnia. I test neuroradiologici effettuati di rado hanno escluso lesioni cerebrali.

Terapie

Il trattamento si basa sui farmaci stimolanti come il modafinil, che rappresenta il trattamento di prima scelta, con il miglior rapporto rischio-beneficio. Altri farmaci stimolanti sono il metilfenidato e le anfetamine. Anche se efficaci per la sonnolenza diurna, questi farmaci hanno poco effetto sull’ubriachezza da sonno osservata nell’ipersonnia idiopatica con aumento della durata del sonno. La malattia ha un impatto sociale e professionale negativo. La sua evoluzione è spesso stabile e sono stati descritti alcuni miglioramenti spontanei.

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