Fibroma pendulo (porro): cause, sintomi, diagnosi, trattamento

MEDICINA ONLINE Fibroma pendulo porro cause sintomi diagnosi PELLE CUTE DERMA DERMATOLOGO PORRO COME ELIMINARLO.jpgCon fibroma pendulo in medicina si intende una escrescenza cutanea peduncolata benigna molto comune specialmente dopo i 40 anni che, partendo dalla cute, si protende verso l’esterno con dimensione e forma variabile. I fibromi penduli originano più precisamente nel derma, lo strato che posto al di sotto dell’epidermide, e possono presentarsi multipli in gruppi o – più frequentemente – singolarmente. Generalmente non sono dolorosi, anche se possono diventarlo e sanguinare, specie se sottoposti a pressione e/o sfregamento periodici. Un fibroma pendulo può comparire in qualsiasi parte delle pelle. Il termine “pendulo” deriva dal fatto che le formazioni più grandi tendono letteralmente a “pendere” a causa del loro peso. I fibromi penduli – se non infetti – non sono contagiosi, né possono evolvere in tumore maligno se non in casi estremamente rari. I fibromi penduli devono essere distinti dalle papule perlacee, dai condilomi acuminati (comunemente detti “verruche genitali”) e dai nei, con cui a volte vengono confusi.

Sinonimi

I fibromi penduli si chiamano in vari modi: fibromi molli, tasche cutanee, polipi fibroepiteliali, acrocordoni, acrochordon. I fibromi penduli sono volgarmente ed impropriamente chiamati “porri”.

Segni e sintomi: forma e dimensioni

In genere i fibromi penduli si presentano in dimensioni molto ridotte, spesso pochi millimetri di lunghezza e diametro, ma in alcuni casi potrebbero estendersi fino a qualche centimetro di diametro ed apparire fastidiosi ed antiestetici, anche perché – nei casi più gravi – il fibroma è talmente grande e pesante da pendere verso il basso a causa della forza gravitazionale e ciò può non solo determinare un fastidio ed un inestetismo, ma può contrastare alcune funzioni dell’organismo. Pensiamo ad esempio ad un fibroma pendulo situato sulla palpebra che potrebbe rendere difficile ammiccamento e vista.

La forma di un fibroma è estremamente variabile: in genere appare come tondeggiante o ovalare, somigliante ad una sorta di “pallina” di cute, ancorata con un corto peduncolo che le conferisce mobilità e, se il fibroma è allungato, lo fa pendere sulla cute. La superficie del fibroma pendulo può essere liscia oppure più frequentemente irregolare.

I fibromi penduli di solito non provocano sintomatologia alcuna (non sono dolorosi) ma, se sfregati spesso o sottoposti a traumi, possono infiammarsi, sanguinare e diventare dolorosi.

I fibromi penduli raramente possono presentare un colore molto più scuro rispetto alla cute circostante (discromia): nella maggioranza dei casi presentano infatti una pigmentazione solo lievemente più scura o comunque simile a quella della zona della pelle da cui traggono origine ed in questo caso prendono il nome di “fibromi penduli normo-pigmentati” per distinguerli da quelli molto scuri chiamati “iper-pigmentati“.

I fibromi possono essere soggetti ad infiammazioni ed infezioni ed in questi casi tendono ad arrossarsi ed a diventare dolorosi.

L’evoluzione di un fibroma pendulo procede lentamente, ma in modo progressivo: in genere tende ad aumentare di dimensioni per poi fermarsi e rimanere in quelle dimensioni.

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Tumore o cancro?

I fibromi rappresentano una forma tumorale benigna, quindi NON sono cancro (cioè NON sono un tumore maligno). E’ però importante ricordare che esiste la possibilità, statisticamente molto ridotta, che essi si evolvano in una neoplasia maligna. L’escissione chirurgica del fibroma pendulo, pur essendo utilizzata principalmente per motivi estetici (specie se il fibroma è sul viso) o funzionali (fibroma in posizioni fastidioso o che altera altre funzioni corporee), ha anche il vantaggio di impedire una possibile trasformazione maligna del tumore.

IMPORTANTE: la probabilità che un fibroma pendulo diventi maligno è estremamente bassa.

Localizzazione

I fibromi penduli possono localizzarsi in ogni area del corpo, ma in genere si manifestano preferibilmente a livello di:

  • ascelle;
  • collo;
  • inguine;
  • genitali (pene, ostio vaginale, piccole labbra, grani labbra, scroto, perineo);
  • labbra;
  • parte superiore del torace;
  • spalle;
  • palpebre superiori.
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Un fibroma pendulo sulla palpebra superiore

Persone più colpite

Individui statisticamente più colpiti sono:

  • gli obesi;
  • i diabetici;
  • chi ha familiari con lo stesso problema;
  • chi soffre di disfunzioni ormonali di vario genere;
  • donne in menopausa;
  • donne in gravidanza;
  • chi ha superato i 40 anni di età, sia nell’uomo che nella donna.

Cause e fattori di rischio

Proprio come moltissime affezioni cutanee benigne, la causa principale che provoca i fibromi penduli, ad esclusione dello sfregamento cutaneo, è dubbia, tanto che non esistono dei rimedi efficaci per prevenirne la comparsa, che avviene in genere in modo improvviso e senza causa apparente. La predisposizione genetica gioca un ruolo di fondamentale importanza, poiché spesso i figli di genitori affetti da fibromi penduli manifestano le stesse escrescenze a livello della pelle. In alcuni rari casi è stata registrata una correlazione tra l’insorgenza di fibromi penduli ed un processo infiammatorio acuto. Secondo alcune ipotesi i fibromi penduli sarebbero correlati agli ormoni: infatti, se fino ai 50 anni uomini e donne possono manifestare i fibromi penduli con la stessa probabilità, dopo quest’età si è registrato un più elevato indice d’incidenza nelle donne (possibile ruolo della menopausa). Secondo altre teorie, la comparsa dei fibromi è invece correlata al virus HPV (papillomavirus).

Diagnosi

Il primo approccio al paziente è l’anamnesi ovvero la raccolta relativa ai dati del paziente che include tutte le informazioni su di lui, sui suoi sintomi e sulla sua famiglia. E’ importante conoscere l’eventuale familiarità (se nella sua storia familiare ci sono altre persone con la presenza di fibromi penduli), oltre che accertarsi della presenza di patologie concomitanti (ad esempio allergie) e di eventuali farmaci utilizzati dallo stesso paziente. Successivamente si procede con l’esame obiettivo, cioè la visita vera e propria, che deve essere quanto più accurata possibile. Con l’esame obiettivo si dovranno evidenziare la localizzazione dei fibromi penduli, la loro caratteristica predominante (se dotati o meno di peduncolo) ed il loro aspetto in genere (se presentano zone già traumatizzate oppure con lesioni evidenti). Importante osservare i fibromi con opportuni lenti e fotografarli per future comparazioni, come avviene con la dermatoscopia dei nei. In alcuni casi potrebbero essere utili altri esami, come quelli di laboratorio (ad esempio emocromo) o di diagnostica per immagini (ad esempio ecografia).

Diagnosi differenziale

I fibromi penduli devono essere distinti dalle papule perlacee, dai condilomi acuminati (comunemente detti “verruche genitali”) e dai nei, con cui a volte vengono confusi.

Distacco del fibroma pendulo

I fibromi penduli non comportano alcun problema d’interesse medico se non una statisticamente ben poco probabile trasformazione in tumore maligno. Qualora i fibromi raggiungano notevoli dimensioni, non smettano di ingrandirsi e si protendano dalla cute per alcuni millimetri, potrebbero sanguinare quando irritati, colpiti, o impigliati tra gli abiti o tra i gioielli, specie se sono disposti vicino alla zona della cintura, sui glutei, sul collo ed altre zone sottoposte a pressione/sfregamento e/o dove sono frequentemente presenti vestiti od oggetti. È frequente che si riscontri un distacco, totale o parziale, del fibroma pendulo in seguito ad un trauma consistente, con conseguente ferita sanguinante: in tal caso, il rischio d’infezione batterica aumenta.

Fibroma pendulo o neo?

I fibromi possono essere confusi per nevi, ma, mentre questi ultimi tendono ad essere più scuri del resto della pelle e piatti, i fibromi tendono ad essere invece dello stesso colore del resto della cute ed allungati. Importante differenza è che mentre i nevi possono frequentemente degenerare in forme maligne, i fibromi rimangono innocui nella quasi totalità dei casi, inoltre mentre i nei danno origine a forme maligne molto aggressive e letali, i fibromi danno origine a forme maligne generalmente meno pericolose.

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Un neo

Rimozione del fibroma pendulo

Il dermatologo, generalmente, consiglia di togliete i fibromi penduli più esposti – quindi più a rischio di sanguinamento – o che si sviluppano a livello delle palpebre (poiché potrebbero offuscare la vista). Il percorso clinico-terapeutico è estremamente semplice e prevede la rimozione del fibroma pendulo senza anestesia, poiché l’escissione non provoca dolore. La rimozione viene svolta in ambulatorio, bloccando il fibroma con una pinza; dopodiché il medico procede “strappandolo” verso l’alto, con l’aiuto di bisturi chirurgici. Spesse volte, la zona trattata sanguina: l’emorragia viene quindi bloccata con un elettrobisturi od un emostatico. Con una seduta possono essere eliminati anche più fibromi penduli e la guarigione completa avviene in pochi giorni, generalmente senza lasciare tracce e cicatrici, a meno che il fibroma rimosso non sia molto grande. Anche il laser e l’elettrocoagulazione possono essere trattamenti risolutivi: in questi casi, è però probabile che l’intervento di rimozione dei fibromi penduli provochi cicatrici.

Rimedi casalinghi

Esistono rimedi casalinghi abbastanza efficaci per rimuovere i fibromi penduli più piccoli, a tal proposito leggi: Fibroma pendulo (porro): come eliminarlo con rimedi casalinghi

Anestetici locali

La rimozione dei fibromi penduli, può prevedere, laddove voluminosi, l’eventuale utilizzo di anestetici locali (in genere vengono utilizzati lidocaina e/o mepivacaina in percentuali bassissime ed in quantità minime, 1-2 ml per fibroma pendulo.

Scelta della tecnica usata ed esecuzione

Disteso il paziente su un lettino, in regime ambulatoriale, previa disinfezione della cute con sostanze battericide non alcoliche, si procederà all’applicazione della crema anestetica o dell’infiltrazione locale sottocutanea dell’anestetico prescelto (laddove, come già detto, fosse necessario per la presenza di fibromi penduli volumetricamente apprezzabili). Si lascerà agire per qualche minuto l’anestesia locale, valutando contemporaneamente la compliance del paziente (la sua sopportabilità e la sua tolleranza all’anestetico in questione) e quindi si deciderà di rimuovere il o i fibromi penduli con un sistema laser chirurgico di ultima generazione o con una modernissima apparecchiatura di radiofrequenza temporizzata.

La scelta del laser o della radiofrequenza in genere, è legata alla competenza dell’operatore che valuterà caso per caso, in maniera semplice ed oggettiva, la migliore strategia terapeutica. Il laser chirurgico, da un lato, permette la rimozione accurata del fibroma pendulo, però spesso, non si limita alla regione “malata” ma sconfina su cute sana. Questo è una delle motivazioni per cui spesso si sceglie l’utilizzo di una radiofrequenza temporizzata e computerizzata, che in maniera del tutto “soft” riesce ad eliminare la neoformazione fibromatosa rispettando la cute circostante.

Altro parametro essenziale che il medico valuterà caso per caso, è la zona in cui sono presenti i fibromi penduli. Più la zona è sensibile, più l’operatore sceglierà un sistema laser. Altra considerazione meritevole di menzione è l’eventuale possibilità di effettuare una biopsia. In questo particolare caso, allora sarà sicuramente prescelto il metodo classico, ovvero quello chirurgico con prelievo a tutto spessore della neoformazione e di parte della cute sottostante. Con questo sistema infatti, sarà possibile prelevare una buona quantità di tessuto che verrà poi successivamente inviato al collega anatomo-patologo che potrà sezionare in più parti il tessuto in esame e formulare una diagnosi istologica accurata che permetta all’operatore di decidere la strategia post operatoria più adeguata.

Sarà cosi infatti che, laddove all’esame istologico pervenga un risultato di lesione benigna, allora la rimozione sarà completa e finale; laddove, invece, l’esame istologico fornirà un dubbio diagnostico di malignità, l’operatore potrà, unitamente al paziente, concertare e stabilire un proseguo terapeutico mirato.

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