Disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico)

MEDICINA ONLINE BAMBINO BIMBO SCUOLA DISEGNO SCUOLA APPRENDIMENTO AUTISMO INTELLIGENZA RITARDO MENTALE SCRIVERE COLORI INSEGNANTE MAESTRA DEFICIT INTELLETTIVOCon “disturbo pervasivo dello sviluppo” (DPS) o “disturbo generalizzato dello sviluppo” o ancora “disturbo del neurosviluppo” ci si riferisce in medicina, specie nell’ambito della neuropsichiatria infantile, ad un quadro clinico caratterizzato dalla compromissione di tre aree principali dello sviluppo psichico di un bambino. Queste aree, necessarie al corretto sviluppo del bimbo, sono quelle relative a:

  • comunicazione non verbale e verbale (come il bimbo trasmette informazioni);
  • interazione sociale (come il bimbo si comporta con gli altri);
  • repertorio di attività ed interessi (quello di cui il bambino si interessa).

Esistono vari tipi di disturbo pervasivo dello sviluppo, accomunate da deficit in queste tre aree, e sono:

  • autismo (anche chiamato “disturbo autistico”);
  • sindrome di Asperger;
  • sindrome di Rett (anche chiamata “sindrome delle bimbe dagli occhi belli”);
  • disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (DPS-NAS);
  • disturbo disintegrativo dell’infanzia (anche chiamato “sindrome di Heller”, “demenza infantile” o “psicosi disintegrativa”o “autismo regressivo”).

Nel DSM-5 (cioè l’ultima versione del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, vero e proprio punto di riferimento mondiale per medici e psichiatri), la categoria del disturbo pervasivo dello sviluppo (e tutti i disturbi in essa compresi, prima elencati), è stata sostituita dal “disturbo dello spettro dell’autismo” o “disturbo dello spettro autistico“, che li comprende tutti, ad eccezione della sindrome di Rett (dopo che la ricerca ha dimostrato la sua causa genetica, nel 2013 il DSM-5 ha infatti rimosso completamente la sindrome di Rett dalla classificazione come disturbo mentale).

L’asse a cui il disturbo dello spettro autistico fa riferimento è, nel DSM-5, quello dei “disturbi del neurosviluppo“. Nonostante il nome sia cambiato, le tre aree di compromissione dello sviluppo sono rimaste praticamente le stesse.

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