Vaginosi batterica: cause, contagio, sintomi, diagnosi, rischi, terapie

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 10 COSE NON SAI VAGINA ORGASMO CLITORIDE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An PeneCon “vaginosi batterica” (spesso chiamata semplicemente “vaginosi”) in medicina si indica una infezione della vagina di origine batterica che causa vaginite (infiammazione della vagina). Non si considera invece “vaginosi batterica” una infezione vaginale procurata da funghi (in quel caso si parla di candidiasi vaginale o candidosi vaginale). La vaginosi batterica è molto frequente: è la seconda causa di incidenza per la vaginite. Provoca una perdita vaginale (leucorrea) di colore bianco o grigio, densa e dall’odore caratteristico simile al pesce, soprattutto dopo il coito, che generalmente non è doloroso; spesso è asintomatica. Viene spesso percepita come una patologia banale ed è spesso mal curata con trattamenti non efficaci: ciò è un errore visto che una “semplice” vaginosi, se non curata, può determinare rischi anche gravi per la salute della paziente, specie se incinta.

Cause

Il principale agente responsabile della maggior parte delle vaginosi è il batterio Gardnerella vaginalis. L’Atopobium vaginae, un batterio Gram-positivo anaerobo, sembra essere responsabile di alcuni casi di vaginosi batterica.

Fattori di rischio

Il più grande fattore di rischio della vaginosi batterica è l’alterazione dell’equilibrio della microflora vaginale, con sviluppo abnorme di germi commensali che – sfruttando in modo opportunistico l’alterazione dell’ecosistema vaginale – diventano patogeni.

Sintomi e segni

I sintomi più comuni sono:

  • cattivo odore che ricorda l’odore di pesce;
  • perdite acquose;
  • perdite vaginali grigio-biancastre;
  • alterazione del pH vaginale;
  • bruciore alla minzione.

I sintomi sopra descritti tendono a peggiorare durante/dopo un rapporto sessuale o durante il ciclo. Altro possibile sintomo è la dispareunia: provare dolore durante i rapporti sessuali.

Diagnosi

La diagnosi viene sospettata in base all’anamnesi ed all’esame obiettivo della vulva e può essere formulata con certezza con l’osservazione microscopica di un campione ottenuto mediante tampone vaginale.

Complicanze e rischi

La complicanza più frequente della vaginosi batterica è il parto pretermine nelle donne gravide, questa è significativamente associata con la presenza di elevate concentrazioni in vagina di Gardenerella vaginalis e Atopobium vaginae. Una vaginosi non trattata è un fattore di rischio per infertilità e sterilità. La Neoplasia Cervicale Intraepiteliale o CIN o displasia cervicale è stata messa in relazione con la vaginosi batterica.

Terapia

Una volta individuata l’infezione, il trattamento è volto principalmente a ripristinare il giusto equilibrio della flora batterica, quindi possono essere utili delle cure con gel vaginali che aiutino la regolazione del pH della vagina. Si ricorre a cure reintegrative di Lactobacillus volte al ripristino del pH fisiologico della vagina, naturalmente ostile allo sviluppo dei batteri responsabili della vaginosi. E’ preferibile ricorrere alle terapie antibiotiche solo sotto consiglio medico e valutare che la loro azione è si diretta contro i batteri, ma può colpire anche i lattobacilli andando a determinare, paradossalmente, un ambiente favorevole proprio ai batteri. Il metronidazolo è sicuramente l’antibiotico più usato per la terapia della vaginosi, ma va ricordato che il batterio Atopobium vaginae (responsabile di alcune vaginosi) è costituzionalmente resistente a questo antibiotico, quindi l’uso dell’antibiotico specifico deve essere imbastito dopo aver raggiunto la diagnosi ed aver individuato il microrganismo responsabile dell’infezione.

Recidive

La vaginosi batterica tende frequentemente a recidivare: le ricadute avvengono in presenza di difficoltà a ristabilire il normale ambiente vaginale in maniera autonoma dopo la terapia. Altra causa di recidiva è il non aver seguito le terapie date dal medico o il non aver trattato il partner contagiato. In questi casi la prevenzione è fondamentale per evitare recidive.

Prevenzione

Come già detto molte volte in questo articolo, l’infezione è provocata da un’alterazione della flora vaginale batterica, si verifica cioè una diminuzione del numero di Lactobacillus acidophilus e di altri microrganismi normalmente presenti nella vagina e un aumento del numero di microrganismi infettivi. La flora vaginale può alterarsi a seguito dell’uso improprio o eccessivo di lavande vaginali, durante l’uso di antibiotici e anche a seguito del contatto con lo sperma maschile, che modifica il pH della vagina rendendola un ambiente non adatto allo sviluppo di Lactobacillus: per questo motivo è importante evitare tutti l’uso improprio o eccessivo di lavande vaginali e, se possibile, limitare i farmaci antibiotici. Importante ovviamente anche una igiene intima adeguata ed il trattamento di eventuali infezioni del partner.

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