Candida vaginale: cause, trasmissione, incubazione, sintomi, cure, rischi

MEDICINA ONLINE PENE MEDICO SBIANCAMENTO PELLE PENIENA SCROTO GLANDE SCURO CHIARO VAGINA PLASTICA LABBRA GRANDI PICCOLE Thai penis whitening trend raises eyebrowsCon “candidosi” (anche chiamata candidiasi o moniliasi, in inglese “candidiasis”) in medicina si indica genericamente una infezione causata da funghi (micosi) del genere Candida, di cui il più comune è Candida albicans. La candidosi può colpire sia uomini che donne e comprende le infezioni che vanno dal livello superficiale di varie zone del corpo (come bocca, pieghe tra le dita, pene e vagina) ad infezioni sistemiche e potenzialmente letali (candidemia).

La candidosi specificatamente localizzata alla vagina può ovviamente colpire solo le donne e prende il nome di “candidosi vaginale” o “candidiasi vaginale” o ancora “Candida vaginale”. La candidosi vaginale è una frequente causa di vaginite (cioè di infiammazione acuta o cronica della vagina). Ricordiamo al lettore che, qualora una vaginite sia causata da infezione batterica, non si parla più di “candidiasi vaginale”, ma di “vaginosi batterica“.

Diffusione

La candidosi vaginale è molto diffusa: si calcola che oltre la metà delle donne di tutte il mondo ne sono state colpite almeno una volta nella loro vita (a volte anche in modo sintomatico).

Cause

Le cause alla base di una candidosi vaginale sono la presenza di funghi del genere Candida, specie Candida albicans. I lieviti da candida sono comunemente presenti nell’essere umano, ma la loro crescita è normalmente limitata da un sistema immunitario efficiente e dalla presenza di altri microrganismi, come i batteri. La Candida albicans è stata isolata dalle vagine di un quinto delle donne apparentemente sane, cioè quelle che avevano accusato lievi o nessun sintomo di infezione. In alcune situazioni, ad esempio in caso di deficienza del sistema immunitario (come l’AIDS), la candida sfrutta l’opportunità di diventare patologica. I fattori di rischio, che contribuiscono indirettamente allo sviluppo dell’infezione, sono moltissimi (vedi paragrafo “fattori di rischio”).

Trasmissione e contagio

Funghi del genere Candida si possono trasmettere attraverso il contatto diretto tra le mucose, durante i rapporti sessuali e tramite oggetti infettati (uso condiviso di asciugamani, biancheria od oggetti usati da una persona infetta).

Fattori di rischio

Fattori di rischio che possono aumentare direttamente o indirettamente il rischio di candidosi, sono:

  • scarsa igiene intima;
  • stress psico-fisico prolungato;
  • smegma;
  • uso di prodotti per igiene intima non adatti;
  • eccessiva igiene intima;
  • terapia ormonale sostitutiva;
  • trattamenti di infertilità;
  • obesità (che determina la formazione di pliche cutanee profonde e caldo-umide);
  • indossare indumenti bagnati per lungo tempo;
  • uso condiviso di asciugamani e biancheria usati da una persona infetta;
  • patologie che indeboliscono il sistema immunitario (ad esempio AIDS);
  • uso di indumenti troppo attillati e/o non traspiranti;
  • avere rapporti sessuali con individui infetti;
  • avere rapporti sessuali non protetti;
  • avere rapporti sessuali con molti partner sconosciuti;
  • usare sex toys sporchi;
  • usare sex toys in modo improprio causando traumi ripetuti alla mucosa vaginale;
  • usare sex toys in comune con individui infetti;
  • patologie ormonali che determinano abbassamento degli estrogeni;
  • rapporti sessuali intensi con traumi ripetuti;
  • diabete mellito;
  • uso di farmaci antibiotici;
  • piercing;
  • alterazione della flora batterica vaginale;
  • dieta ad alto contenuto di carboidrati semplici;
  • contraccettivi ormonali;
  • menopausa;
  • gravidanza;
  • mononucleosi;
  • malnutrizione per difetto;
  • cachessia;
  • radioterapia e chemioterapia;
  • uso di farmaci steroidi;
  • avere rapporti sessuali anali e subito dopo vaginali senza pulire il pene;
  • lavarsi l’ano e subito dopo la vagina o il pene.

Gli ultimi due punti elencati sono importanti per evitare che eventuali patogeni passino dall’ano in vagina o nel pene, causando pericolose sovrainfezioni batteriche.

Incubazione

Il periodo di incubazione, cioè quello che passa dal giorno del contagio a quello della comparsa dei sintomi, della candida è mediamente dai 4 agli 8 giorni. Nella maggioranza dei casi dopo una settimana dal contagio, il paziente sviluppa sintomi e segni.

Segni e sintomi

In alcuni casi la candida vaginale è asintomatica (non dà alcun sintomo) o dà sintomi levi o aspecifici, tanto che alcuni pazienti non si accorgono subito della loro presenza o non se ne accorgono affatto. In persone immunosoppresse, la candidosi si presenta invece spesso sintomatica, sotto forma di come un’infezione molto localizzata della mucosa vaginale. I sintomi includono principalmente:

  • prurito;
  • bruciore;
  • dolore;
  • perdite vaginali grigio-biancastre;
  • macchie bianche sulla pelle della zona vaginale/vulvare;
  • piccole piaghe;
  • irritazione.

Tali sintomi possono intensificarsi durante i rapporti sessuali e la minzione, che spesso è ripetuta più volte con scarsa emissione di urina, similarmente a quanto avviene con una cistite o una cistouretrite.  Si possono associare anche:

  • lesioni da grattamento;
  • dispareunia: dolore durante i rapporti sessuali;
  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • enuresi notturna: perdita involontaria di urina durante la notte.

Altri sintomi e segni a volte associati, sono:

I bambini di età compresa tra tre e nove anni di età, possono essere colpiti da infezioni croniche da candida alla bocca, che normalmente si presentano come macchie bianche intorno alla bocca.

Diagnosi

La diagnosi avviene attraverso vari step:

Non tutti gli esami sono ovviamente necessari per raggiungere la diagnosi: in genere basta l’osservazione della zona interessata, un test delle urine ed un tampone vaginale che viene poi inviato in laboratorio per identificazione con microscopia e coltura. La maggior parte degli esami prima elencati, specie quelli più invasivi come la biopsia, sono usati molto raramente e solo in caso di diagnosi differenziale per altre malattie che hanno sintomi simili.

Partner

In caso di infezione da candida, è molto probabile che il partner (o i partner) avuto negli ultimi uno/due mesi, possano essere contagiati dalla stessa infezione: è opportuno che anche loro vengano visitati da un medico ed eventualmente trattati, anche se sono asintomatici, cioè anche se non hanno alcun sintomo specifico.

Terapia

In ambito clinico, la candidosi è comunemente trattata con antimicotici. I farmaci antifungini comunemente usati per trattare la candidosi sono: clotrimazolo, nistatina, fluconazolo e ketoconazolo topici. Ad esempio, una dose di fluconazolo (150 mg assunta per via orale) è stato segnalata come efficace per il 90% nei trattamenti di una infezione vaginale da lievito. Questa dose è efficace solo per le infezioni vaginali da lievito. La somministrazione di dosi elevate di fluconazolo (=/> 400 mg/die per via orale) è stata associata a teratogenesi. Altri tipi di infezioni da lieviti possono richiedere dosaggi diversi. In caso di infezioni gravi l’amfotericina B, il caspofungin o il voriconazolo possono essere utilizzati. Il trattamento locale può comprendere ovuli vaginali o lavande medicate. Il risciacquo orale con clorexidina non è raccomandato per il trattamento di candidosi ma è efficace come profilassi. Il risciacquo con biossido di cloro è stato trovato efficace contro la Candida.

Rischi e candidemia

La maggior parte delle infezioni da Candida sono curabili e portano a complicazioni minime, come arrossamento, prurito e fastidio, anche se, in certe popolazioni, le complicanze possono avere esiti gravi o addirittura fatali se non opportunamente trattate. In certi casi la candidosi non dà alcun sintomo e questo è un dato negativo dato che la malattia può progredire e diventare grave senza che il paziente se ne preoccupi troppo dal momento che i sintomi sono assenti oppure lievi ed aspecifici. Una candidosi vaginale non trattata può aumentare il rischio di infertilità e sterilità. Una candidosi grave e non trattata può determinare “candidemia“, cioè una infezione sistemica che può essere mortale. La candidemia si verifica soprattutto in:

  • soggetti gravemente immunocompromessi;
  • malati di cancro;
  • trapiantati;
  • affetti da AIDS;
  • soggetti non adeguatamente trattati.

Gravidanza

Le infezioni da candida in gravidanza sono comuni, anche perché le variazioni ormonali che si verificano in quel periodo sono un forte fattore di rischio, specie nel secondo trimestre. Il trattamento per la candidosi vaginale può essere pianificato con la prescrizione di numerosi farmaci del sicuri anche durante la gestazione e, fortunatamente, l’infezione non è generalmente causa di complicazioni né per la mamma né per il feto, tuttavia andrebbe debellata prima del parto visto che può essere trasmessa al bimbo nel suo passaggio nel canale del parto.

Prevenzione

L’adozione di alcune norme igieniche può essere utile per prevenire l’infezione da Candida vaginale e le sue recidive: in caso contrario l’infezione potrebbe ripresentarsi frequentemente. E’ importante per prima cosa che tutti i partner infetti siano trattati farmacologicamente, anche se asintomatici. E’ poi preferibile evitare il contatto prolungato con tessuti umidi e/o sintetici che possono ostacolare una naturale traspirazione della pelle e non abusando di prodotti per l’igiene intima che possono alterare il pH vaginale. Si consiglia di usare il preservativo durante i rapporti sessuali ed evitare se possibile i rapporti sessuali con sconosciuti. Per ridurre il rischio di recidiva dell’infezione è importante seguire le indicazioni relative a dosaggio e durata del trattamento prescritto: seguire la terapia in modo errato o con dosaggi troppo bassi o interromperla anzitempo può favorire l’insorgere di resistenza e comportare la mancata eradicazione del patogeno con conseguenti recidive frequenti, anche tra i partner. In sintesi, è importante:

  • avere una adeguata igiene intima;
  • evitare lo stress psico-fisico prolungato;
  • usare prodotti per igiene intima adatti;
  • evitare l’eccessiva igiene intima;
  • diminuire di peso so obesi o sovrappeso;
  • non indossare indumenti bagnati per lungo tempo;
  • non usare indumenti o sex toys sporchi e/o contaminati e/o usati da una persona infetta;
  • non usare di indumenti troppo attillati e/o non traspiranti;
  • non avere rapporti sessuali con individui infetti;
  • usare il profilattico;
  • non avere rapporti sessuali con molti partner sconosciuti;
  • non usare sex toys sporchi o in modo improprio;
  • limitare l’uso di farmaci antibiotici;
  • tenere pulito un eventuale piercing;
  • evitare le diete ad alto contenuto di carboidrati semplici;
  • seguire le terapie farmacologiche indicate dal medico evitando soprattutto di interromperle prima di quanto stabilito;
  • evitare contraccettivi ormonali.

Evitare le recidive nei pazienti immunodepressi

Poiché la candidosi è un’infezione frequente in caso di immunosoppressione, nei pazienti con compromissione del sistema immunitario può essere indicato un trattamento profilattico a base di farmaci antimicotici imidazolici o triazolici per via orale.

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