Differenza tra prognosi e convalescenza

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Con “prognosi” in medicina si intende la previsione sul probabile andamento futuro della malattia, elaborata dal medico dopo aver fatto la diagnosi, prendendo in considerazione molti fattori derivati dalla statistica, dall’epidemiologia, dalla fisiopatologia e, non meno importante, dalla propria esperienza. La prognosi è determinata principalmente dalla natura della malattia in esame, della quale siano note la mortalità, la gravità e la durata; inoltre è influenzata da svariati fattori, come le condizioni del malato ad esempio: età, stato di salute generale, eventuale presenza di fattori di rischio o di altre patologie come ipertensione e diabete. La stessa identica patologia, caratterizzata da medesima gravità e mortalità, può quindi determinare una prognosi estremamente variabile in base ai fattori appena elencati. Ad esempio a parità di malattia, un paziente giovane, normopeso e sano, ha generalmente una prognosi migliore di un paziente anziano, obeso, diabetico ed iperteso. La prognosi è comunque una previsione e come tale è soggetta ad errori e può essere influenzata da molte variabili, come ad esempio una patologia o un evento occorsi durante il periodo di guarigione (ad esempio una infezione o una caduta di un paziente anziano durante la riabilitazione) o l’improvviso aggravamento della patologia iniziale, o anche solo la perdita di volontà psicologica di guarire da parte del paziente. La prognosi effettua una stima sia dell’esito della patologia (fausto o infausto) ma anche dei giorni necessari al malato per raggiungere lo status di completa guarigione: ad esempio “10 giorni di prognosi” significa che – secondo le previsioni del medico – ci vorranno 10 giorni al malato per riprendersi completamente dalla patologia. Quando la formulazione della prognosi non è possibile, in quanto la malattia è suscettibile di evoluzioni non prevedibili anche gravi a partire dalla diagnosi iniziale, si parla di “prognosi riservata“.

Convalescenza

Con “convalescenza” in medicina si intende per definizione un periodo temporale intermedio che intercorre tra il superamento dello stato acuto di una patologia, di un trauma o di un intervento chirurgico, e la completa normalizzazione dell’organismo del paziente, con il recupero completo delle forze e del benessere psicofisico che caratterizza la completa guarigione. Un periodo di convalescenza è previsto solo per patologie di una certa gravità, mentre nel caso delle malattie lievi, il passaggio tra fase acuta e stato di salute è pressoché immediato.

Nel soggetto convalescente le funzioni dell’organismo sono più o meno deficitarie a seconda della gravità/durata della patologia e sono influenzate da fattori soggettivi come età e stato di salute generale del paziente. Durante la convalescenza generalmente sono presenti una o più delle seguenti condizioni:

  • ipotensione arteriosa;
  • diminuita resistenza alle malattie infettive
  • esaurimento funzionale corticosurrenale, con conseguente astenia (debolezza) e facile affaticabilità;
  • ipotrofia muscolare;
  • debilità dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio;
  • ipotensione nel rapido passaggio alla stazione eretta (ipotensione arteriosa);
  • tachicardia e/o tachipnea, oppure bradicardia e/o bradipnea;
  • insufficienza dell’apparato emopoietico, con conseguente anemia;
  • alterazione dello stato di coscienza;
  • particolare labilità neuropsichica e neurovegetativa.

La convalescenza è caratterizzata dalla maggior scomparsa possibile dei disordini provocati dalla malattia e dal progressivo e graduale ripristino:

  • dell’equilibrio delle diverse funzioni organiche;
  • delle forze fisiche;
  • del benessere psicologico;
  • del normale stato di coscienza;
  • dei normali valori di: pressione arteriosa, frequenza cardiaca e respiratoria, sangue, temperatura corporea, ed altri.

Non sempre è possibile raggiungere tutti i risultati elencati, specie in caso di patologia grave.

La convalescenza richiede un adatto regime di una o più delle seguenti componenti:

  • quiete e riposo psicofisico;
  • dieta equilibrata;
  • somministrazione di farmaci;
  • ripresa graduale dell’attività psicofisica;
  • riabilitazione neurologica e/o motoria con fisioterapia.

La convalescenza può essere svolta ai domiciliari, nei casi meno gravi, o in apposite strutture adatte alla specifica riabilitazione del paziente, nei casi più gravi o quando, durante tale periodo, si possono verificare complicanze (ad esempio nei pazienti anziani con frattura di femore, dove è frequente la complicanza di fenomeni trombotici).

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